lunedì 27 gennaio 2014

"Eleinda" di Valentina Bellettini


In un mondo sempre più tecnologico la vera fantascienza sta nella semplicità. Il fallimento dell'uomo (inteso come genere maschile) votato all'autodistruzione (un solo esempio : l'inquinamento ambientale). L'invito a non aver paura di chi è diverso da noi (una creatura fantastica, come lo è anche l'uomo che arriva dall'Africa o dall'Asia). La speranza: una donna (giovane!), l'essere portatrice di vita, ci salverà. 
Questo e tanto altro è il libro di Valentina Bellettini, l'autrice è 'semplicemente' brava. 




giovedì 23 gennaio 2014

I libri della casa editrice Nulla Die

Ed eccomi ancora con altre recensioni della casa editrice Nulla Die, che seleziona accuratamente le nuove proposte editoriali.


"L'inganno della seduzione"  di Marina di Guardo 
 
Profondo e Scorrevole, difficilmente un libro racchiude insieme queste due qualità. L'autrice ha fatto un gran lavoro affrontando il tema della sessualità; sarebbe riduttivo parlare di omosessualità perché coraggiosamente e non banalmente nel libro è affrontato questo aspetto della sessualità. Grande capacità descrittiva delle persone e dei luoghi per i quali l'autrice trasmette il suo amore tanto da indurre la voglia di andarli a scoprire.
 
 
"Voglio capire se ne è valsa la pena" di Sabrina Sasso 
 
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è un libro per donne! Chiunque, abbia vissuto o  si trovi a vivere un rapporto di coppia e a gestire dei figli si ritrova in molte situazioni descritte nel libro. Personalmente ho condiviso molte riflessioni della protagonista, sentendomi spesso un "oopart", un oggetto fuori posto in questa società delle ipocrisie e delle apparenze. Gran bel libro!  
 
 
"Gli imbecilli?  Stanno tutti bene" di Giuseppe Cagnato 
 
Come in una commedia di Scarpetta o di De Filippo, personaggi ben caratterizzati animano la scena, sullo sfondo un condominio, un microcosmo che racchiude la nostra società, il moralista, il cattivo che poi così cattivo non è mai, e gli imbecilli...quelli sì che lo sono davvero, si sorride e si riflette, anzi ci si riflette nello specchio che l'autore ha saputo creare con le proprie ironiche parole.

"Ustica" di Salvatore Giordano
 
Il passato e il presente raccontato dal punto di vista dei diversi personaggi crea un intreccio tra le storia privata e quella pubblica; intreccio sciolto solo da chi è capace di guardare la realtà con occhi diversi, come quelli della giovane domestica immigrata Beija. Sullo sfondo i profumi e i colori di un'isola meravigliosa soffocata dal ricordo di una tragedia.

lunedì 20 gennaio 2014

Ma che vita di m...anager!

Vi presento un libro molto interessante che vi consiglio:


Il titolo del libro lascia intuire che il taglio che l’autore - per lunghi anni direttore del personale e poi generale d’importanti aziende - ha voluto dargli è quello di un testo leggibile e gradevole e non di un trattato scientifico.

Però, attenzione! Il testo è leggero solo nella forma colloquiale e nella suddivisione in brevi capitoli, ma non certo nella sostanza.

Come dice la professoressa Ivetta Ivaldi nella prefazione, “il linguaggio più emotivo che formale” può “coinvolgere il lettore anche meglio di un saggio di organizzazione…”.

Il tema ricorrente del libro è, infatti, la sostanziale arretratezza del sistema di gestione del personale in gran parte delle aziende italiane, specie se "padronali". Del resto, per chi voglia rifletterci, la crisi che investe il Paese è forse solo determinata dal collasso della politica e delle istituzioni, oppure coinvolge tutti i settori, compreso il mondo delle imprese?

A tale proposito questo libro invita a considerare che l’efficienza delle imprese dipende anche dalla soddisfazione umana e professionale di chi ci lavora dentro.

E così, tra orari inutilmente prolungati, controlli asfissianti da fare e da subire, condizionamenti e ricatti, la vita nei luoghi di lavoro non è tra le più piacevoli, a scapito proprio della produttività.
 
Una via d’uscita potrebbe essere un sistema di Cogestione alla tedesca, dove al fattore lavoro viene riservato un ruolo centrale di controllo e “moralizzazione” dei comportamenti della proprietà e del management.
O, altrimenti, se in Italia quel sistema fosse troppo “indigesto” per gli imprenditori, data l’esigenza di trasparenza che porta con sé, almeno si adotti un sistema basato sul rispetto della persona, in modo che il mondo degli affetti e quello del lavoro non debbano per forza confliggere.
Al realizzarsi di questa possibilità è legato proprio il recupero di efficienza che, nelle nostre imprese, sembra oggi così difficile!
 
 

giovedì 9 gennaio 2014

Freedom

Un uomo violento fa paura e, proprio per questo, va allontanato con ogni mezzo. Vietato subire per non affrontare quello che inevitabilmente comporta liberarsene.