lunedì 23 settembre 2013

Sciopero delle donne


RIPORTO:

Le parole che vogliamo

Una donna uccisa ogni due giorni non è una questione di ordine pubblico, ma una ferita aperta nella società civile. Lucia, Antonella, Maria Grazia, tanto per citare le ultime della lista, sono state ammazzate dall’ex fidanzato, dal marito e dal compagno nei giorni successivi al decreto varato dal governo il 9 agosto scorso. La prova che misure soltanto repressive non sono la soluzione del problema perché il femminicidio non ha natura emergenziale ma sistemica. Per questo occorrono, e con urgenza, iniziative di sensibilizzazione e prevenzionefinanziamenti ai centri antiviolenza, campagne istituzionali e mediatiche che mettano al bando ogni giustificazione e sottovalutazione del fenomeno. E che, soprattutto, favoriscano la percezione delle donne non come vittime e soggetti deboli bisognosi di tutele, ma persone a tutto tondo da sostenere contro antiche imposizioni patriarcali, in grado di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio modo di vivere.
Per questo rilanciamo con ancora più fermezza l’appello allo “Sciopero” delle donne per il 25 novembre prossimo, convinte che solo un’azione forte possa indurre il nostro Paese a una riflessione seria sulle relazioni tra i generi, sul potere e le sue dinamiche di sopraffazione

2 commenti:

  1. Io credo che finché le donne non saranno tutelate nella loro possibilità di scelta (culturalmente, ma anche praticamente), saranno sempre in balìa di queste situazioni. Parallelamente ad un'educazione civica della parte maschile (sembra un'ovvietà che non si debba far del male ad una persona - in particolare ad una donna, compagna o ex, ma a quanto pare non lo è) bisogna poter proteggere efficacemente le donne che si trovano in questa situazione. Il caso di Taranto di due giorni fa dovrebbe insegnare: lui le aveva già sparato, ma lei non lo ha denunciato, e alla fine lui ha aggiustato la mira. Perché non lo ha denunciato? E soprattutto, perché a fronte di violenze manifeste, costui non è stato arrestato? Questa era una vita che si poteva e doveva salvare, non è stato un raptus improvviso.....

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  2. Hai perfettamente ragione. Io insisto da anni perchè si possa iniziare a parlare, non già di femminicidio, ma di rapporti uomo-donna almeno a partire dalla scuola media.
    Per quanto riguarda i fatti di cronaca, c'è un fenomeno nel fenomeno: le istituzioni si occupano del crimine, dell'omicidio. Prima, leggi o non leggi, viene minimizzato. Le associazioni anti violenza sono lasciate da sole.

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