venerdì 16 marzo 2012

Bisogna lottare


            

Premetto: non ne facciamo una questione partitica, caso mai politica.
Il problema è che forse non ce ne siamo resi conto negli ultimi anni che sono passati, ma il degrado in cui alcune vicende ci hanno cacciato, e parlo di noi donne, è come una pietra che rotola. Sempre più in basso, portando con sé ogni sorta di diritto conquistato quando eravamo unite nel desiderio di parità ed eguaglianza, quando la Festa della Donna aveva un significato profondo.

Siamo cambiate. Siamo diverse. Siamo quello che tutti hanno voluto fossimo. Eh, non abbiamo più voglia di fare gli angeli del focolare quando, se solo siamo un po’ giovani e carine, possiamo ottenere il suv e l’appartamentino con vista duomo.






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E perché mai dovrei ammuffire in un cazzo di ufficio se vestirmi da gallinella mezz’oretta in tivù, tette strizzate a mò di cravatta sotto il mento, mi fa guadagnare quanto 160 ore davanti ad un pc?






Che palle la moralità. E chi me la insegna, poi? Mia madre stessa mi spinge  a farmi avanti, dice che sono carina , che posso riuscire. Che a lei i bei sogni di maternità e famiglia guarda dove l’hanno portata, a pagare un mutuo per 30 anni. Un ergastolo.
 


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Ma dove sono finite le donne che volevano davvero far capire al mondo che oltre al loro graziosissimo corpo c’era un essere ingegnoso, capace, forte? Tritate, sorpassate, ridicolizzate. Se una prova a fare discorsi normalissimi conditi con un po’ d’ironia e mediamente intellettuali, viene tacciata di “pallosa”, “uoma”, nella migliore delle ipotesi è troppo saccente.

Chi ci parla quotidianamente attraverso fatti, messaggi e slogan, invoglia tutte ad essere degli esserini che non devono preoccuparsi di nulla tranne che dell’angolazione del 90° grado. Ah sì, curare l’aspetto fisico. Fregarsene di quello cerebrale e spirituale. E fare tutto in fretta, i 25 anni sono dietro l’angolo e dopo è tardi. A quell’età devi già vivere della rendita che t’ha garantito la tua, ehm, amica.

 


Io non ci sto.


E non è vero che siamo scomparse.
Ci siamo, siamo donne di tutte le età, più attive e decise che mai a gridare a tutti che la politica è un’altra cosa. Che la politica degli uomini di pezza e delle donne di cera non ci piace.

I nostri problemi sono quelli quotidiani:
-trovare lavoro,
- mantenerlo,
-conciliarlo con la famiglia,
-cucinare decentemente senza negare l’ascolto ai figli,
-tirarsi come corde di violino per piacere a se stesse ed al proprio uomo,
-lottare contro la cellulite,
- dimostrare di valere in casa come in ufficio,
- incastrare almeno 3 persone disposte a guardarci il figlio mentre siamo al lavoro,
- lottare per essere pagate e riconosciute come i colleghi uomini,
- riuscire a vestirci come cavolo ci pare senza sembrare il manifesto “stuprami”.

Le letterine sappiamo farle nel privato (che ci vuole?), ma non chiediamo compensi per questo. Anzi, sì: quello affettivo e giocoso.
Se scendiamo in politica vogliamo farlo perché ferrate e col sacro fuoco degli ideali che ci tiene su, non perché qualcuno ci ha fatto accomodare in poltrona mentre ci tiene la mano sotto.

Abbiamo lottato per i diritti lavorativi, per l’emancipazione femminile. Quando conviene ai datori di lavoro va bene che si facciano i turni notturni e le fatiche fisiche dei colleghi uomini. Okay. Dateci, però, pari opportunità di avanzamento, riconoscete i congedi per paternità senza derisione, permettete ad un papà di andare a casa avvicendandosi con la moglie per accudire il figlio, senza etichettarlo come smidollato o bizzarro.

E questo non è rivolto solo agli uomini od ai politici corrotti. Lo dico anche alla capette delle aziende, a quelle che sono in politica, a tutte le donne che hanno potere  decisionale:
In primis, date l’esempio.
Secondo, non costringeteci a contare solo sulle nostre armi seduttive per vivere. Dateci una politica sana, intelligente, che faccia bene a tutti.
Chè noi donne, se messe in condizione, possiamo davvero ribaltare il mondo.

9 commenti:

  1. Bel post, pitu. Ma io non ne farei solo una questione femminile, che è il primo passo. Quello successivo è la questione umana, intesa come persona.

    Si, perché se al posto di "donna" tu sostituisci "persona", nulla si svilisce, e anzi, acquista maggior valore. Perché la dignità delle donne, sacrosanta, è un aspetto della dignità umana. Perché l'uguaglianza sul lavoro fra donna e uomo (sacrosanta) è un aspetto dell'uguaglianza fra persona e persona (precario e assunto, ad esempio). E potremmo andare avanti ancora.

    Le persone, quelle con gli ideali, con i valori, come sei tu - donna e persona - possono davvero ribaltare il mondo, insieme con altre Persone.

    Un abbraccio

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  2. Tutto giusto, manca il merito politico e sociale per adire...purtroppo! Cari saluti da Salvatore.

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  3. nemmeno io ci stò...
    un bacio*

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  4. Bel post... si vede che è sentito.

    ff0rt

    http://saldimentali.wordpress.com/

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  5. E, come hai visto, ho aperto un account Google per poterti commentare!

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    1. Pronta, prontissima a venire a trovarti!

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  6. Scusa se non avevo prima ricambiato la cortesia del tuo passaggio da me, ma questa settimana è stata davvero un inferno.

    Lo faccio però in un'occasione importante, a seguito di un post molto incazzato! Che dire...tu penso mi conosci poco, ma sono sempre stato un uomo molto attento alla situazione femminile ed ho sempre lottato per una giusta parità di diritti e trattamenti. Oggi stesso ho pubblicato un post (che ti invito a leggere se vuoi) in cui parlo della donna! Credo perciò che le donne abbiano fatto grandissimi passi avanti, ma proprio sul più bello, quando era il momento di cogliere i frutti di tanto protestare, si sono un po' sputtanate. Veline, letterine, e così via hanno portato verso il basso la dignità della donna. Hai due belle tette? Allora fatti pagare, spogliati e vai in tv...ma si può essere più sceme? A me piace la donna che costruisce la sua vita sul cervello, sulle capacità (e ne avete tante), sulla condivisione ma, perchè no, senza perdere mai di vista la propria femminilità! Perchè non potremo essere mai uguali...ma questo non è una critica, piuttosto un completamento! Ciao, a presto :-)

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    1. Rock: io so solo che noi donne non siamo state capaci di dimostrare altro se non quello che le vere donne combattevano: che possiamo solo abusare del potere sessuale che abbiamo sugli uomini.
      L'esaltazione delle donne che alcuni portano avanti non è altro che un'ulteriore ipocrisia.
      Se la donna voleva davvero dimostrare di cosa era capace, doveva abbassare la gonna ed alzare la testa. Ma finora non mi sembra sia accaduto.

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