mercoledì 1 febbraio 2012

Job, HR, Skill e affini


State cercando lavoro? Allora lo sapete: le offerte somigliano a quelle del supermercato, ma al contrario: prendi tre e paghi uno.
Intanto, che tu abbia esperienza, che tu parli le lingue, che tu abbia dimestichezza con il pc, è cosa buona e giusta ma.. ci sarà sempre una cosa che, guarda caso, se l'avessi o la sapessi, farebbe di te uno più quotato.
Parli il francese? Bene, ma l'inglese? No? Eh, ma senza l'inglese...
Naturalmente tutti i curriculum provengono da responsabili di qualcosa: amministrativo - anche se registra una fattura al mese, S.A.Re - che in buona sostanza significa inserire quattro comunicazioni lavorative on line, di filiale anche se si è in due. E forse fanno bene, vista l'aria che tira.
Poi c'è tutta una serie di discorsi circa l'età: se sei giovane (e donna, massimo della sfiga) non va perchè potresti, sia mai, fare figli. Se non sei tanto giovane non va perchè vogliono la giovane (ma senza figli).
Poi. La flessibilità l'abbiamo ormai assimilata tutti. Okay. Ma per flessibilità la maggior partedei datori di lavoro intende dire queste testuali parole: a me non piacciono quelli che alle 6 precise si alzano e se ne vanno. Bisogna restare quella mezz'ora per finire quello che si è inziato.
Io la mezz'ora la regalo volentieri se non diventa una regola. Se diventa una regola, non è flessibiltà, è straordinario e va pagato.
Cercano, che so, un contabile. Benissimo, ma deve anche rispondere al telefono, aiutare il commerciale, e dare una mano ai venditori. Stipendio da secondo livello, laddove il secondo livello è il più basso.
Se inserisci il c.v. nei vari "lavora con noi" ci vuole almeno mezz'ora per ogni inserimento. Ma non paghi, sia le posizioni ricercate, che la specifica, che tutto di tutto, è in inglese. Siamo in Italia? Mah.
Se ti chiedono le attitudini, mettono SKILL. Da non confondere con SKULL.
Ed ormai anche il lattoniere sotto casa vuole un impiegato che parli l'inglese. Anche per mansioni per le quali non è necessario aprire bocca.
Ma se stai zitto in inglese, vuoi mettere?

7 commenti:

  1. Cara Pitunpi, se poi si osservano le inserzioni, si scoprono cose incredibili. Tipo la ricerca di un mezzo premio nobel, visti i requisiti, esperienza decennale, max trentenne (quando i requisiti contengono laurea master e specializzazione...). Postilla: contratto a progetto.

    E' vero: le condizioni economiche odierne fanno si che le condizioni siano favorevoli per chi offre lavoro, e meno per chi lo cerca. "Se non ti va, c'è fuori la fila", ed è vero, così come è vero che nella fila ci sarà qualcuno talmente disperato da accettare le condizioni anche umilianti perché per lui saranno meno umilianti dello stato in cui si trova a vivere.

    Per questo non sono convinto che la deregulation selvaggia del mercato del lavoro sia un bene. Non è un bene per i lavoratori, ma neppure per le aziende, perché, mercato per mercato, alla fine, chi ha qualcosa da dire e si vede trattato da terzomondo, cercherà lavoro nel primo, ricominciando la tradizione dell'emigrazione. Con la differenza che stavolta emigreranno non le braccia, ma i migliori (cosa che peraltro sta già succedendo).

    Anche gli episodi che hai fotografato raccontano la decadenza della nostra nazione. Tristissimo...

    (ah, bentornata :) )

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  2. Premio Nobel ah ah ah! In effetti, è così. Dalle mie parti, ad esempio - ma è un esempio tra centinaia, da tre mesi stanno cercando un addetto al customer service di un'azienda del cavolo, infognata in un paesino, che parli fluentemente tre lingue ed abbia pregressa esperienza nella mansione.
    Cioè: non il manager di chissà quale multinazionale, no, l'ADDETTO AL CUSTOMER SERVICE.
    Vigliacchi.
    (grazie)

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  3. A tutto questo bel teatrino varrebbe anche la pena di aggiungere che conviene essere ben preparati 'ché, come si nota, il mondo del lavoro ha bisogno di personale che parli correttamente almeno sei lingue vive e due defunte, che sappia utilizzare il pc, riparare un hardware, inventare un software, che dimostri di essere elastica all'uopo e decisa in caso di necessità, mai troppo rigida ma nemmeno molle, disposta a regalare mezz'ora che si rivelerà nn molto diversa da l'ora e mezza [a me è capitato anche di farne 4!], disponibile a rinunciare alle ferie, pausa pranzo, giorni di malattia ed un eventuale quanto inattesa maternità. Capace di dialogare ma disponibile a fare il cane da caccia, in grado di telefonare, ricevere telefonate, fissare appuntamenti, disdirli, organizzare meeting, invitare clienti, trovare scuse per cancellare gli inviti, organizzarsi affinché il capo di turno nn senta il peso della sua carriera stando bene attenti a rispettare tutti i vantaggi della sua posizione, essere in grado di preparare un dolce ogni tanto per allietargli la fatica, trovare un self service in cui recuperare qualche buon pasto per il suo pranzo, dimostrare di essere una brava donna, moglie, madre e nn dimenticare di essere donne che "tengono a se stesse" 'ché anche l'occhio vuole la sua parte. Raggiunto l'apice poi, fare molta attenzione a nn mostrarsi troppo preparati.
    In quel caso una bella mail di risposta, tenera e rassicurante, nn troppo formale ma nemmeno del tutto informale:
    "Cara .... lietissimi per aver ricevuto il suo Curriculum e constatato la sua ottima preparazione, dobbiamo nostro malgrado informala che lei è TROPPO QUALIFICATA per il posto che stiamo offrendo"
    A quel punto nn sai se ridere o piangere.

    Buona fine settimana Pit, baci :)

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    1. Come hai ragione, Missi.
      Troppo o troppo poco. La verità è che i titolari hanno inteso male il concetto di mobilità e flessibilità.

      Baci

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  4. La Camusso ieri ha detto che rischiamo di diventare i schiavi sul lavoro.Cara Camusso sono anni che siamo schiavizzati...cmq per come la vedo io ai dirigenti di ogni categoria darei lo stesso stipendio dei lavoratori subordinati...cosi fanno meno i stronzetti.

    byeeee...;-)

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    1. Stefano, la cosa che non smetterà mai di stupirmi è il divario che c'è tra la politica e la gente. Adesso anche i sindacati non sono più consapevoli di nulla.

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