martedì 17 gennaio 2012

Tutti a bordo (in)sicurezza




No, scusate.
Il comandante della nave che si è inabissata a riva del Giglio si è dimostrato, stando a quello che ci dicono e propinano, inaffidabile, pusillanime, meschino.
Ma io dico: la Costa che, come il nome declama, si fa pagare fior di palanche per farci fare i suoi giretti, come cacchio ha fatto a nominare comandante di una nave che può ospitare migliaia di persone, un elemento simile? Con quali criteri fanno carriera?
E' sempre la solita storia di chi sta in alto.
Schettino sarà un pessimo marinaio, ma l'armatore non è migliore di lui.

10 commenti:

  1. Il tempo dira' chi era il capitano. Se uno eccellente,buono o mediocre.La scatola nera la stanno ascoltando secondo per secondo,quindi il tempo dira'.
    Pero' il tempo ci dice e ci ha sempre detto,da non sottovalutare un fattore, "l'errore umano", che e' sempre presente in noi.
    Macchine affidabili al 100% non funzionano senza l'uomo,ma spesso non possono correggere gli errori (la' dove ci siano) dell'uomo.

    RispondiElimina
  2. Sono del tutto d'accordo con chi ha commentato prima di me. Voglio soltanto aggiungere che troppo spesso ci dimentichiamo che gli uomini, anche i migliori,i più quotati, sono "umani" e quindi passibili di errori più o meno gravi.
    E' doloroso pensare a chi è morto per qualcosa che forse si poteva evitare.

    RispondiElimina
  3. @Empty: Hai ragione. Anche se da quanti evince - cercando di evitare i pettegolezzi che in tv abbondano - non mi sembra che ne venga fuori un comandante coraggioso.
    Ma questo non sarebbe nemmeno il male, siamo umani, il male è che questo signore avrà già dato prova, se non in un naufragio, in momenti di stress professionale, di essere uno che non regge.
    Se si conferma questa toeria è la solita solfa italiana che tende a far senatore il proprio cavallo.

    RispondiElimina
  4. @Censo: sono morte delle persone ed io non credo sia tutta colpa del comandante. Molte circostanze e persone hanno concorso al disastro, ma diciamo che quest'uomo una qualche responsabilità doveva pur averla.

    RispondiElimina
  5. Le responsabilità della Costa non sono ascrivibili solo alla scelta di "quel" comandante, c'è la storia dell'inchino da chiarire, perchè la costa sapeva che quasi tutte le navi da crociera lasciano la rotta in talune occasioni. Sapeva. Pertanto è molto responsabile.

    RispondiElimina
  6. Uhm...e poi mi chiedo ma,le navi di questo livello come le altre,non hanno il radar sempre acceso per scandagliare il fondale?soprtattuto in una manovra non autorizzata?
    Possibile che non c'e' stato alcun segnale che la nave si stava avvicinando ad uno scoglio?

    Byeee...;-)

    RispondiElimina
  7. @Laila: lo penso anch'io. Non volevano fare scandalo ed invece la situazione gli è sfuggita di mano.

    RispondiElimina
  8. @Stefano: Già... il radar...

    RispondiElimina
  9. L'errore umano è possibile, è difficile da perdonare ma si può comprendere. Diverso è l'errore commesso con lucidità e calcolo, consapevoli della violazione che si sta commettendo e del pericolo a cui si potrebbe andare incontro. Diverso è approvare consapevolmente e tacitamente una manovra del genere. Diverso è rallegrarsi e congratularsi per un inchino e sostenere che mai la società è stata al corrente di una simile consuetudine. Diverso, molto diverso, è ammettere di essere al corrente ma nel rispetto delle norme di sicurezza, 5 miglia dalla costa.
    La società Costa allora dovrebbe spiegare perché pubblicò sul suo blog un'inchino a Procida, nn certo nel rispetto delle 5 miglia, ringraziando il comandante Francesco Schettino.

    Qui il video:
    http://video.repubblica.it/dossier/naufragio-giglio-costa-concordia/schettino-l-inchino-a-procida/86000/84389

    Baci :)

    RispondiElimina