martedì 6 novembre 2012

sabato 27 ottobre 2012

Giornata anti-violenza alle donne

 
 
 
 
 
Il 23 novembre alle 21, presso la Sala Consiliare di Malnate (VA), in occasione della giornata anti-violenza alle donne - che ufficialmente è il 25 -, ci sarà la presentazione del mio libro "Voglio capire se ne è valsa la pena" che tratta i temi sulle relazioni uomo-donna, sulle "origini" degli atteggiamenti che danno poi il via ai soprusi.
 
Il libro si propone di portare una testimonianza e l'incoraggiamento alle donne a "volersi bene", per rifiutare ogni tipo di violenza, sia essa fisica, psicologica, economica o sessuale.

lunedì 24 settembre 2012

Intervista su Ticino News



Eh, lo so. Qualcuno dirà: e mamma mia, con tutte queste interviste 'sta qua!

Eh, beh, ho scritto un libro sulle relazioni di coppia, credo sia scritto bene, credo faccia bene e vorrei lo leggeste se passate di qui.

Soprattutto voi donne. Poi mi direte ;-)


lunedì 10 settembre 2012

domenica 2 settembre 2012

Il terremoto non è dell'Emilia, è della bassa modenese e basta



Forse qualcuno sa, forse qualcuno fa finta di non sapere.
Il sisma ha segnato l'Emilia, dicono tutti. Ha colpito l'Emilia, scrivono tutti.
NON E' VERO. 
Il terremoto si è abbattuto sulla bassa modenese ed il basso mantovano e BASTA! Non l'Emilia, non Modena.
Sono stata qualche giorno fa nella zona di Modena sud: a nessuno frega un cazzo del terremoto, nessuno mi ha saputo dire con precisione quando c'è stato e, cosa più vergognosa, ci stanno facendo dei gran soldi sopra.

Le case a piano terra vanno a ruba e,  già che parliamo di ladri, un bilocale a Corlo, una frazione che fa sembrare New York Mortizzuolo, può costare  fino a 800 euro d'affitto.
Nemmeno a Milano, fidatevi.

E poi ci aspettiamo "gli aiuti" dagli altri, ma se non abbiamo nemmeno quelli dei nostri conterranei, via! 
Sono convinta che ci saranno le brave persone che si sono prodigate, ma questa dovrebbe essere la norma e non l'eccezione.

Il modenesi col cuore in mano! Ma 'ndove??



sabato 4 agosto 2012

Il mio video sul mio libro!



AVETE VOGLIA DI VEDERE IL BOOK TEASER DEL MIO LIBRO?
MOLTO BREVE COME PIACE A NOI E MOLTO BEN FATTO.

CHI VOLESSE VISITARE ANCHE IL MIO SITO:



martedì 5 giugno 2012

Al lavoro terremotati!



Non so voi, ma io mi sono letteralmente rotta le palle della storia degli emiliani lavoratori che rinunciano volentieri al pane ed al letto pur di andare a lavorare sopra le macerie e sotto le travi che cadono.

Tutto questo viene pubblicato e detto, quindi letto e ascoltato dalla me che conosco bene la situazione che fino a qualche giorno fa mi circondava. Ed io so che non è questa la verità.

Certo che gli emiliani, come la stragrande maggioranza degli italiani, vuole lavorare, se non altro perché senza non vive. Nel nostro territorio, come in tutta Italia, il lavoro era calato  causa crisi, causa eccessiva prudenza. Una grossa azienda del tanto decantato biomedicale sta chiudendo, è questione di qualche tempo. Le abbiamo viste tutti le bandierine della CGIL  piantate all’ingresso di questa azienda.

Io stessa, alla ricerca di un lavoro, spesso mi sono sentita rispondere che l’azienda aveva chiuso o che non potevano permettersi nuove assunzioni.

Detto questo è certo che, fino a quel maledetto 20 maggio, il tran tran degli abitanti della bassa modenese era quello normale di tutti i giorni: casa, lavoro.

Adesso le cose sono molto cambiate, com’è ovvio immaginare ma, a sentire la tv ed anche qualche politico nostrano invasato, sembra che l’unico problema dei terremotati sia quello di raggiungere tutte le mattine, dopo aver passato una bella notte ristoratrice in macchina o sotto una tenda e col trauma dei ripetuti terremoti, ancora e chissà per quanto, ben scolpito nel cervello, il proprio posto di lavoro che adesso, tra le altre cose, se pure c’è ancora,  è un tendone o il fantasma macilento di quello che era.

Certo, lo so che senza lavoro non si va avanti, ma a volte è necessario del tempo per ripartire.  Il terremoto è una questione umana, dopo e solo dopo, economica. Le persone devono essere messe in condizioni di tirare avanti per un po’ senza pensare ad altro che a riprendere come non mai in una dimensione esistenziale a misura d’uomo . Poi, piano piano, arriva il resto.

Sono morte delle persone perché, a distanza di una settimana, gli emiliani non vedevano l’ora di tornare a lavorare. Ebbene: NO. Chi ha parlato con questi lavoratori sa bene che avevano paura di tornare sul posto di lavoro, che non volevano, che sono stati “obbligati” a farlo.

E adesso, con tre terremoti in meno di quindici giorni alle spalle, tutte ‘ste formichine terremotate che fanno la fila per un posto in fabbrica io, onestamente, non le vedo. E spero con tutto il cuore che, se qualcuno ha delle responsabilità, paghi profumatamente.

Un’altra cosa: a furia di dire che siamo un popolo che si risolleva da solo, che ce la fa, che è tosto,  molta gente pensa che non valga la pena aiutarci. Tanto, ce la caviamo da soli, no?

mercoledì 23 maggio 2012

Terremoto Mirandola




Mirandola, la mia cittadina da sedici anni. Non sempre ne ho parlato bene, ma in fondo amo far la spesa in bici, come solo dalle nostre parti si può fare senza rischiare l'osso del collo, mi piacciono le balle di fieno, così gialle e tonde sparse per i campi, mi fa sorridere la zeta pronunciata che è poco più di un sibilo.

Andavo a messa in Duomo ogni tanto, oggi è come nella foto. Scomparso, al momento, come tanti punti di riferimento che avevo.

L'ospedale presso il quale dovevo inziare una terapia è chiuso fino a nuovo ordine, se penso di andare in qualsiasi posto devo prima sincerarmi che sia aperto, attivo. E non è automatico.

La mia famiglia ed io stiamo bene, spaventati a morte ma vivissimi, e la casa è stata un bunker: non si è aperto nemmeno uno stipetto. Ma ho tanti amici che dormono in macchina tuttora ed altri che hanno subito danni in casa o sul lavoro.

Ma non facciamo molta notizia, tutti intendo, i Comuni colpiti dal terremoto. Perchè i morti sono pochini e perchè le nostre case sono state costruite con un minimo di criterio ed hanno retto, nella stragrande maggioranza dei casi.

Non che io voglia le luci della ribalta per noi della bassa modenese per questioni così tristi. Certo che avrei preferito si parlasse di noi, magari non sempre per Pico, ma per una notizia utile o positiva.
Ma non posso tollerare che da adesso in poi si faccia finta che non sia successo nulla.

domenica 6 maggio 2012

Telefonate anonime della collega (ex) avvelenata




C'è una barzelletta che fa così: ci sono le putt..., ma come le donne!

Mi è venuto in mente l'altro ieri, dopo una telefonata anonima, la terza, di una che credevo sconosciuta. Ho capito, se mai ce ne fosse stato bisogno, che ci sono donne che fanno vergognare tutte le altre, me, di appartenere al genere femminile.

Tre telefonate in tutto, in poco meno di un anno. La prima ha comportato un fatto gravissimo, la seconda e la terza, l'ultima, avevano il solo scopo di gettare ombre e sospetti nella mia vita sentimentale.

Tutto partito da una pseudo donna, brutta dentro e fuori, che non perdona di essere stata lasciata più due anni e mezzo fa. DUE ANNI E MEZZO FA. 
In due e mezzo la gente fa miliardi di cose, questa reietta rimane ancorata ad uno smacco, ad una delusione sentimentale. Cova, per tutto questo tempo, un rancore sordo, cattivo, che immagino s'infiltri in tutti gli aspetti della sua vita. 

Tipico di certe poverette le telefonate, i bigliettini anonimi. Vigliaccate. Poi si parla di emancipazione femminile, di donne al potere. Non credo che, fnchè ci saranno tipe così, si riuscirà mai ad andare avanti, a progredire nella parità.

Sono impegnata nella lotta alla violenza di genere e mi trovo a combattere contro la violenza di un'altra donna su di me, una disperata che, con mezzucci subdoli, vorrebbe prendersi una rivincita su qualcuno che non l'ha voluta. 

Se l'avessi davanti le chiederei: ma cosa ti entrerebbe in tasca se anche la tua cattiveria andasse in porto?
E che soddisfazione hai adesso nel sapere che ti sei umiliata per niente? Hai una dignità?
E sulla coscienza Mattia non ti pesa?

Se l'avessi davanti le consiglierei di leggere il libro della Etxebarrìa "Io non soffro per amore", nel quale l'autrice sviscera, senza fare sconti, tutte le bassezze di cui alcune sono capaci pur di accalappiare un uomo.

Ma, per il mio carattere, averla davanti non è auspicabile. Lascerò fare alla persona che l'ossessiona ed alla sua già miserabile vita. 

martedì 24 aprile 2012

Il Trota è figlio di suo padre



Tutti dicono che Renzo Bossi non sia una cima e ora pare si sia infangato di un reato gravissimo: rubare. Di più: rubare al partito.
Io invece dico che questo ragazzo è solo figlio di suo padre. Non so se Bossi senior abbia ladrato o meno, non è questo il punto. Penso, però, che se avessi avuto un papà che fin dalla più tenera età non ha fatto altro che predicare odio verso chiunque non appartenga al suo labile e stupido confine padano o lombardo o come cavolo lo vuol chiamare, uno che spara parolacce e gestacci e che non si è fermato nemmeno quando ha smesso di parlare normalmente, beh, credo che, come minimo, sarei come il Trota.
Oppure candidata al suicidio.

mercoledì 11 aprile 2012

Sta arrivando...

Libri sulle relazioni di coppia


Vi piace? E' il mio libro e tra pochissimo sarà pubblicato. Sono ancora stupita che un editore mi abbia notata... non penso mai di valere qualcosa come scrittrice...
In questo libro ho cercato di raccontare come, una donna di nome Laura, si è riscattata dal vortice della ricerca di un uomo.
Uno. Qualunque. perchè sì, siamo ancora nella fase in cui se non abbiamo uno straccio d'uomo di fianco non valiamo niente.

Molte donne, a tutt'oggi, hanno inteso male il concetto di parità, pensando che basti comportarsi come degli uomini per essere alla pari, salvo poi non riuscire a vivere da sole ed accettare qualsiasi situazione pur di stare in coppia.
Un fenomeno, questo, che si osserva a qualsiasi età.

Io personalmente sono stufa di sentire le donne lamentarsi e compiacersi al contempo di relazioni assurde e più grandi sono più patetiche risultano con i loro piagnistei, messaggini, botta e risposta, corna e gelosie. Ma, appunto, le divide dalle giovani solo l'essere più tragicomiche, non s'illudano le altre: anche le più attempate hanno iniziato come loro, invischiate in pantani pseudo sentimentali fin dall'adolescenza.

Rispetto. Darlo a se stesse, esigerlo dal partner. Vivere storie serene, non accanirsi in quelle malate, non giustificare insolenze, villanie o, peggio che mai, violenze.
Essere donne, sempre, comunque, con le proprie caratteristiche, da affermare nella vita privata come in quella professionale, senza scimmiottare l'altra metà del cielo.
Solo così siamo libere ed indipendenti e pronte ad amare ed essere amate veramente.

lunedì 26 marzo 2012

La gente di mezzo




I giovani non trovano lavoro.
I pensionati hanno pensioni minime e non arriveranno mai a prenderla.
Giusto. Non possiamo, in cuor nostro, dire che sia tutta colpa di Mariemonti perchè ci sono stati fior di governi per nulla tecnici ad averci accompagnato fin qua. E non possiamo dire, come nessuno può, che sia tutta colpa della crisi giacchè la crisi è mondiale ma ci sono fior di Paesi che sono rimasti a galla nei momenti peggiori e che adesso nuotano, se non in un mare quieto, almeno in acque poco mosse.
Noi indietro a menar bracciate con, alle spalle, solo la Grecia.

L'Italia. Quella del Made in Italy che tutti invidiavano, quella operosa, quella ingegnosa.
E adesso ci dicono che i giovani non hanno lavoro e che i pensionati non  arrivano a fine mese o che dovranno reincarnarsi per prendere - forse - quattro soldi di pensione.
Già, ma questa è roba vecchia, roba da prima repubblica. Adesso ci sono delle novità importanti delle quali, i tg e le varie trasmissioni di approfondimento, si occupano solo quando c'è un'azienda grossa che fallisce. Lì, attraverso le telecamere, ci accorgiamo che a manifestare contro il licenziamento non ci sono solo i ventenni o i sessantenni, ma che c'è tutto un parterre di umanità che va dai 35 ai 55 anni che rimane a piedi, senza lavoro e senza prospettive concrete di trovarne un altro. E' gente che ha esperienza, ma che forse proprio per questo spesso fa paura. E' adulto e sa lavorare, chissà, magari qualcuno si chiede quanto lo dovrà pagare.

E comunque è una fiumana inarrestabile che viene vomitata fuori dalle aziende tutti i giorni e, di questi tempi, quasi impossibile da riassorbire.
Sui vari siti delle aziende, nella sezione delle job opportunities, si leggono solo richieste di stagisti che, a dar retta a loro, dovrebbero fare una folgorante carriera all'interno del loro organico. Mai che si richieda una persona che non abbia bisogno di fare uno stage, prima.

Santoro, Lerner, Floris, ecc. buttate l'occhio anche su quelle persone che finora tenevano teso il tessuto sociale, quelle che sopperivano alla mancanza di lavoro dei figli neo laureati o inoccupati.
Se vengono meno loro è finita per tutti.

venerdì 16 marzo 2012

Bisogna lottare


            

Premetto: non ne facciamo una questione partitica, caso mai politica.
Il problema è che forse non ce ne siamo resi conto negli ultimi anni che sono passati, ma il degrado in cui alcune vicende ci hanno cacciato, e parlo di noi donne, è come una pietra che rotola. Sempre più in basso, portando con sé ogni sorta di diritto conquistato quando eravamo unite nel desiderio di parità ed eguaglianza, quando la Festa della Donna aveva un significato profondo.

Siamo cambiate. Siamo diverse. Siamo quello che tutti hanno voluto fossimo. Eh, non abbiamo più voglia di fare gli angeli del focolare quando, se solo siamo un po’ giovani e carine, possiamo ottenere il suv e l’appartamentino con vista duomo.






°°°°°


E perché mai dovrei ammuffire in un cazzo di ufficio se vestirmi da gallinella mezz’oretta in tivù, tette strizzate a mò di cravatta sotto il mento, mi fa guadagnare quanto 160 ore davanti ad un pc?






Che palle la moralità. E chi me la insegna, poi? Mia madre stessa mi spinge  a farmi avanti, dice che sono carina , che posso riuscire. Che a lei i bei sogni di maternità e famiglia guarda dove l’hanno portata, a pagare un mutuo per 30 anni. Un ergastolo.
 


°°°°°


Ma dove sono finite le donne che volevano davvero far capire al mondo che oltre al loro graziosissimo corpo c’era un essere ingegnoso, capace, forte? Tritate, sorpassate, ridicolizzate. Se una prova a fare discorsi normalissimi conditi con un po’ d’ironia e mediamente intellettuali, viene tacciata di “pallosa”, “uoma”, nella migliore delle ipotesi è troppo saccente.

Chi ci parla quotidianamente attraverso fatti, messaggi e slogan, invoglia tutte ad essere degli esserini che non devono preoccuparsi di nulla tranne che dell’angolazione del 90° grado. Ah sì, curare l’aspetto fisico. Fregarsene di quello cerebrale e spirituale. E fare tutto in fretta, i 25 anni sono dietro l’angolo e dopo è tardi. A quell’età devi già vivere della rendita che t’ha garantito la tua, ehm, amica.

 


Io non ci sto.


E non è vero che siamo scomparse.
Ci siamo, siamo donne di tutte le età, più attive e decise che mai a gridare a tutti che la politica è un’altra cosa. Che la politica degli uomini di pezza e delle donne di cera non ci piace.

I nostri problemi sono quelli quotidiani:
-trovare lavoro,
- mantenerlo,
-conciliarlo con la famiglia,
-cucinare decentemente senza negare l’ascolto ai figli,
-tirarsi come corde di violino per piacere a se stesse ed al proprio uomo,
-lottare contro la cellulite,
- dimostrare di valere in casa come in ufficio,
- incastrare almeno 3 persone disposte a guardarci il figlio mentre siamo al lavoro,
- lottare per essere pagate e riconosciute come i colleghi uomini,
- riuscire a vestirci come cavolo ci pare senza sembrare il manifesto “stuprami”.

Le letterine sappiamo farle nel privato (che ci vuole?), ma non chiediamo compensi per questo. Anzi, sì: quello affettivo e giocoso.
Se scendiamo in politica vogliamo farlo perché ferrate e col sacro fuoco degli ideali che ci tiene su, non perché qualcuno ci ha fatto accomodare in poltrona mentre ci tiene la mano sotto.

Abbiamo lottato per i diritti lavorativi, per l’emancipazione femminile. Quando conviene ai datori di lavoro va bene che si facciano i turni notturni e le fatiche fisiche dei colleghi uomini. Okay. Dateci, però, pari opportunità di avanzamento, riconoscete i congedi per paternità senza derisione, permettete ad un papà di andare a casa avvicendandosi con la moglie per accudire il figlio, senza etichettarlo come smidollato o bizzarro.

E questo non è rivolto solo agli uomini od ai politici corrotti. Lo dico anche alla capette delle aziende, a quelle che sono in politica, a tutte le donne che hanno potere  decisionale:
In primis, date l’esempio.
Secondo, non costringeteci a contare solo sulle nostre armi seduttive per vivere. Dateci una politica sana, intelligente, che faccia bene a tutti.
Chè noi donne, se messe in condizione, possiamo davvero ribaltare il mondo.

mercoledì 7 marzo 2012

Ma cosa ridi?



Io lo so. Tu rappresenti tutto quello che nuoce a me, a quelle come me. Alle donne, a quella parte di cielo che non ha bisogno di feste per dichiarare quello che per natura e intelletto è.
Tu domani t'aspetterai gli auguri dal tuo compagno, dal tuo collega, da tuo padre, e metterai il muso se non t'arriverà (spero in testa) un surrogato di mimosa. La maggior parte dei rametti che si vendono è mimosa taroccata ed è, a ben guardarci, il giusto omaggio per una festa fasulla.
La nostra nazione è l'ultima che può esultare ed osannare la donna. Siamo uno dei primi paesi al mondo per mortalità da reati maschilisti ed uno degli ultimi nella parità professionale, ci facciamo la guerra tra noi ed ammettiamo di preferire lavorare con l'altro sesso.
Tutto questo, care le mie ragazze che domani squittirete come conigliette rincoglionite, non per colpa degli uomini, ma per colpa vostra. Vostra, io mi dissocio. Perchè non avete saputo dimostrare niente tranne accettare per buoni i contentini che vi danno e perchè puntate solo sulla presa sessuale ed infantile per rapportarvi con gli uomini.
Se qualcuno mi farà gli auguri domani io ringrazierò. Ma sappiate che, in cuor mio, questa pretesa giornata particolare non la capisco.

lunedì 5 marzo 2012

Le canzoni sono angeli


Volevo far partecipe tutti i passanti della pubblicazione di un mio scritto, nato dal cuore, in questa raccolta che ha come tema la morte perinatale. Chi ci è passato o conosce qualcuno che ha subìto questo lutto sa di cosa parlo.

giovedì 23 febbraio 2012

L'avvenire della famiglia cristiana





Chè ne devo parlare anch'io? Ah, sì? E va bene.
Senza fare nomi, ma solo cognomi, Celentano ha, secondo alcuni, offeso la Chiesa, fatto il predicatore, caldeggiato la chiusura di due testate giornalistiche.
Peccato che non sia così e, non essendo più in epoca da bunga bunga, certe asserzioni o illazioni non raggiungono fino in fondo lo scopo che si prefiggono: quello di confondere le persone e distoglierle dalla verità.
La Chiesa ci ha delusi, proprio lei che doveva confortarci e qualcuno, non importa che sia  Celentano o il salumiere sotto casa, ci ricorda che chi pretende di parlare o scrivere di religione non deve discostarsi da questo, non deve fare politica, economia, demagogia, deve parlare di Dio, deve dare speranza, deve comunicare che dobbiamo assolutamente essere felici, perchè è quello che vuole Dio.
Se il Corriere della Sera, da domani, si mettesse a pubblicare i nominativi degli abitanti di Milano, come le PagineBianche, tutti noi saremmo concordi sul fatto che sarebbe meglio chiudesse e questo non vorrebbe dire che ne avremmo facoltà.
Ecco.

giovedì 16 febbraio 2012

Mentos



Ma... perchè Mentino Mentana deve fare un quarto d'ora di monologo infarcito di considerazioni personali che non fregano a nessuno, sul tg su LA7?
E, soprattutto, perchè si deve permettere, o permettere ai suoi, di fare illazioni sul perchè ed il per come Celentano ha detto quello che ha detto?
Ma dov'è finito il giornalismo che dà la notizia senza metterci opinioni proprie?

mercoledì 1 febbraio 2012

Job, HR, Skill e affini


State cercando lavoro? Allora lo sapete: le offerte somigliano a quelle del supermercato, ma al contrario: prendi tre e paghi uno.
Intanto, che tu abbia esperienza, che tu parli le lingue, che tu abbia dimestichezza con il pc, è cosa buona e giusta ma.. ci sarà sempre una cosa che, guarda caso, se l'avessi o la sapessi, farebbe di te uno più quotato.
Parli il francese? Bene, ma l'inglese? No? Eh, ma senza l'inglese...
Naturalmente tutti i curriculum provengono da responsabili di qualcosa: amministrativo - anche se registra una fattura al mese, S.A.Re - che in buona sostanza significa inserire quattro comunicazioni lavorative on line, di filiale anche se si è in due. E forse fanno bene, vista l'aria che tira.
Poi c'è tutta una serie di discorsi circa l'età: se sei giovane (e donna, massimo della sfiga) non va perchè potresti, sia mai, fare figli. Se non sei tanto giovane non va perchè vogliono la giovane (ma senza figli).
Poi. La flessibilità l'abbiamo ormai assimilata tutti. Okay. Ma per flessibilità la maggior partedei datori di lavoro intende dire queste testuali parole: a me non piacciono quelli che alle 6 precise si alzano e se ne vanno. Bisogna restare quella mezz'ora per finire quello che si è inziato.
Io la mezz'ora la regalo volentieri se non diventa una regola. Se diventa una regola, non è flessibiltà, è straordinario e va pagato.
Cercano, che so, un contabile. Benissimo, ma deve anche rispondere al telefono, aiutare il commerciale, e dare una mano ai venditori. Stipendio da secondo livello, laddove il secondo livello è il più basso.
Se inserisci il c.v. nei vari "lavora con noi" ci vuole almeno mezz'ora per ogni inserimento. Ma non paghi, sia le posizioni ricercate, che la specifica, che tutto di tutto, è in inglese. Siamo in Italia? Mah.
Se ti chiedono le attitudini, mettono SKILL. Da non confondere con SKULL.
Ed ormai anche il lattoniere sotto casa vuole un impiegato che parli l'inglese. Anche per mansioni per le quali non è necessario aprire bocca.
Ma se stai zitto in inglese, vuoi mettere?

martedì 17 gennaio 2012

Tutti a bordo (in)sicurezza




No, scusate.
Il comandante della nave che si è inabissata a riva del Giglio si è dimostrato, stando a quello che ci dicono e propinano, inaffidabile, pusillanime, meschino.
Ma io dico: la Costa che, come il nome declama, si fa pagare fior di palanche per farci fare i suoi giretti, come cacchio ha fatto a nominare comandante di una nave che può ospitare migliaia di persone, un elemento simile? Con quali criteri fanno carriera?
E' sempre la solita storia di chi sta in alto.
Schettino sarà un pessimo marinaio, ma l'armatore non è migliore di lui.

lunedì 16 gennaio 2012

Er bibbitaro



Qualcuno mi deve spiegare perchè, in un servizio ferroviario come quello di noaltri nel quale i sedili sono sporchi, strappati, i bagni sembrano latrine di un carcere del terzo mondo e i ritardi sono all'ordine del giorno, io ci debba trovare un tizio che manovra all'indietro un carrello con bibite e biscotti e che manco ci passa attraverso l'angusto corridoio quando è libero, figuriamoci quando è invaso, e ci vuol poco, di bagagli che non hanno trovato capienza nella rastrelliera.
Chè sono preoccupati che non ci alimentiamo? Che moriamo di sete?
Guardi, signore dei treni, che a noi basterebbe un pò di decenza dove ci sediamo (carrozza e toilet) e un briciolo di puntualità. Alla girella rinunciamo volentieri, stia tranquillo.


Perchè vogliamo a tutti i costi renderci ridicoli?
Ditelo a Pitunpina vostra.

mercoledì 11 gennaio 2012

Vaca putanga


Oggi ho fatto un elenco degli Splinderiani che mi hanno mandato le coordinate dei loro nuovi blog.
Stavo scrivendo con la penna nera, ma di fianco ne avevo una blu.
Ad un certo punto - non che fosse importante - la mia mano è andata su quella blu ed ho scritto il nome di un blogger. Uomo.
Ho riso e vi spiego perchè: conosco una persona che si fa venire le crisi per ogni insignificante cambiamento del suo uomo, che lo tiene per le palle e gli controlla qualsiasi cosa sul lavoro e non.
Il poveretto in questione è braccato, non tanto da lei, quanto dalla sua incapacità di liberarsi di lei, che scambia questo attaccamento per AMORE.
Ecco, una così, avrebbe visto come la prova di un tradimento il fatto che un nome, femminile in questo caso, fosse scritto con un colore diverso dagli altri.

Adesso che ci penso  c'è poco da ridere. La cosa è inquietante

martedì 10 gennaio 2012

Shatush! (Grazie, sono raffreddata)



Mi sono innamorata letteralmente del colore dei capelli di alcune star e starlette, tra cui la Marcegaglia (eheh).
Pare che trattasi di una "tecnica" che i parrucchieri spacciano col nome di shatush o ombre hair per cifre astronomiche e che altri non è che un pò di tinta spalmata in modo diverso per dare un effetto naturale, tipo capelli schiariti dal sole (dopo 6 mesi di mare... se ve lo potete permettere, evitate la tinta).

Bene: io l'ho fatta a casa, da sola, in mezz'ora, con un risultato strepitoso ed al costo di 4 euro. Su YouTube ci sono decine di tutorial in tutte le lingue.

La crisi serve anche a non farsi più turlupinare.

domenica 8 gennaio 2012

Okay

Si riparte.
Anno nuovo. Lascio indietro troppe persone inutili e troppo male.
Che vadano a quel paese. Io sono di più.
Non trovavo propositi per il 2012. Dicevo che erano cazzate.
Invece, eccolo: ciao a te, a te, a te.
Passi indietro, no.
Gente ignorante che cerca di tirarmi indietro invece che farmi progredire, no no.
Li lascio a rotolarsi nella loro porcilaia privata fatta di meschinità. Io vado avanti.

Sono tornata. Do un'occhiata fuori dal finestrino del treno e vi dico.