martedì 26 aprile 2011

Un aiutino

Domandone da 800.000 euri ( un milione in epoca di crisi è un pò troppo):
ma perchè

se una donna dice con veemenza la sua

s'arrabbia

ci mette passione nel difendere la propria idea

alza la voce

si sveglia un pò storta


è considerata
aggressiva e se un uomo fa le stesse identiche cose no?


arrabbiata
Si badi bene che mi riferisco e limito a quello che ho descritto poc'anzi, non ad eccessi di rabbia, violenza fisica o verbale, soprusi psicologici.

8842035-uomo-sta-urlando-faccia-arrabbiata-e-la-bocca-spalancata

Illuminatemicisivi con sincerità.



martedì 19 aprile 2011

Come io mi vuoi


Io non lo so. Ma a che santo ci dobbiamo votare?
E’ uscito:

Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze.


falli-soffrire2
Ve lo siete fatto a capanna sfornando lasagne e proponendo seratine intime dove lui, il vostro orsetto lavatore ciccioloso, resta spalmato sul divano e, armato di telecomando, fa zapping come un ossesso, tra una rovistatina nei boxer e l’altra, mentre voi gli lanciate bacini intanto che lavate i (suoi) piatti?

Brave cretine.

Già, direte, è quello che ci hanno insegnato le mamme e, prima ancora, le infallibili nonne.
‘Na volta! Superato, passato remoto, siete da museo archeologico, cariatidi.
Vi dicevano che gli uomini preferiscono le ragazze tranquille, tutte casa e chiesa? Seh… seh…
Cambiato tutto. Adesso vogliono quelle che li fanno tribolare. Per una stronza sono capaci di mollare lasagne e burattini e chi s’è visto s’è visto.

Una che si ama. Oh. Una che non si adegua ad ogni tipo di essere umano decida di starle a fianco. Oh oh. Una che ha l’ardire di credere che le sue cose sono importanti. Ah. Una che tiene gli uomini sulle spine. Ohibò.

Pare, questo è quanto alla fine ci dice il libro in questione, che stia tramontando la stella della cuoca in cucina, ciarliera in salotto e dissoluta a letto, per lasciare spazio solo alla dissoluta che, però, prima di infilarsi nel letto ne fa passare di tutti i colori dell’arcobaleno con particolare insistenza sull’arancione (da qui l’espressione so’ cavoli arancioni).

In buona sostanza, una che non vive per lui, che ha una sua vita ben distinta da quella di lui, che pretende dal suo lui prima ancora di sognarsi di dare, che è indecisa tra lui ed un altro lui (a volte anche più di due lui), che rinuncia alla cenetta romantica con lui per andare a teatro con l’amica.

Una che spesso ha un look anticonvenzionale, la ciocca viola o il taglio fatto con livella e squadra nero pece, fa un lavoro particolare, che so, confeziona collanine di perline, oppure fighissimo tipo manager da uno stilista.
Veste da porco, ma sembra che faccia tendenza. Quando si degna di uscire con il lui di turno, si concede a sprazzi, come a dargli un contentino della serie “va bè, ti cago un po’, ma non t’abituare troppo”.

Una che non la fai fessa con due rose appassite e un intimità frettolosa. Eh no. La stronza vuole la sua parte di divertimento, non si limita a fare l’oggetto sessuale attraverso il quale il trottolino amoroso sfoga il suo accumulo ormonale, ricevendo poi le lodi ed il bacio accademico di lei che, durante l’assalto, ha calcolato tutti i dare ed avere, tolto l’iva, e deciso che manco stavolta arriva a fine mese.

Sapete che c’è? Io di questi manualetti sono stufa. In autogrill ne avevo aperto uno in cui si diceva che bisogna rispondere al primo messaggio di lui non prima di 48 ore.
Son sicura che se la maggior parte di noi facesse così, quando rispondiamo ci arriva un altro sms con questa domanda:

Chi 6?

Dimenticate.

A me è piaciuta una frase sentita in radio, un piccolo consiglio per essere un po’ felici ed appagate: se sei un’edera non desiderare di fare la rosa.
Sii quello che sei e basta. Ma, questo sì, prima di amare lui, fate in modo di amare prima voi stesse.

venerdì 15 aprile 2011

Il tuo nome scintillerà


"Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere.Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana".
(Vittorio Arrigoni)


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venerdì 8 aprile 2011

Facciadibuco


fb

Ho beccato mia sorella unirsi in amicizia con una tale che fa Ciocco Cifariello. Ci siamo fatte delle grasse risate.
Su Facebook accadono anche siffatte nefandezze.

E non solo, come dice il manager di Sergio Ricotta. Ecco, ad esempio. Questo signore, peraltro di fantasia, soprattutto per ciò che sto per dirvi, avrebbe pubblicato “39 e non di piede”. Siamo su Zelig, ridiamo.

Ma possiamo mai ridere se Walter Nudo o Antonella Clerici si mettono di buzzo buono a scrivere un libro e ce ne danno notizia attraverso il noto network? Uno ha la crisi mistica e l’altra ci vuole mettere a parte delle fasi della sua maternità.
Peggio di Ghedini quando vuol difendere Berlu nonostante l’evidenza.

Walter farebbe meglio ad arrendersi e capire che il sole è tramontato su di lui. Insomma: non se lo impipa nessuno più.
La Clerici, se proprio proprio, può raccontarci il pre gravidanza, ossia i particolari piccanti della fornicazione con il bel ragazzotto. A proposito: è mò che scriverà? Dopo Aspettando te, ci sarà Portandole a testa alta, visto il cesto di lumache che il consorte le ha appioppato?

Tutto ‘sto preambolo per cosa? (sì, era solo il preambolo). Per dirvi che su Facebook ci sono dei pazzi che pubblicizzano qualsiasi cosa anche se non se li cagliostra nessuno. (cercavo una parola per sostituire “cag…” e digitando cag Google mi dà cagliostro tra le opzioni…mah). Anche se quello che scrivono, vendono, propongono è il teatro dell’assurdo.

Io una bella mattina mi alzo, apro facciadibuco e mi metto a pubblicizzare un libro intitolato qualcosa come “Il suicidio passo per passo – 10 modi per farla finita”, con dvd istruttivi a corredo. Una burla? No, no, un  manuale serissimo. Beh, posso farlo. A patto di non fare spam. Morale: fai il cazzo che ti pare, ma non disturbare troppo l’amico.

Poi. Facebook crea dipendenza. Eh, si sa. Ma non fino a che punto. Un ladro 26enne di Albano (Roma), mentre stava svaligiando una casa, ha trovato un computer connesso ad internet e non è riuscito a resistere: si è collegato al proprio profilo per chattare con degli amici.
Peccato che cosi facendo, la Polizia è riuscita a risalire ai suoi dati, e l’arresto è stato pressochè immediato.

Di più. Pare che faccialibro faccia (appunto) male ai matrimoni perché facilita gli incontri ed ha una memoria da elefante: ricorda tutto, tiene ogni traccia del tuo (credi discreto) passaggio.
Il 66% degli avvocati divorzisti, ho letto, lo utilizza come prova nelle cause di separazione.

Le stranezze non sono finite qui, ma penso che Facebook sia uno strumento, per me divulgativo, per altri non so. che Ed è da noi che dipende l’uso che ne facciamo.
Come per tutte le cose.


 
castaway-facebook-sei-solo