lunedì 21 marzo 2011

ESCALOFRIO


La primavera è la stagione che ci consola di avere un anno in più.



E c'insegna che tutto si rinnova. Anche i rami secchi, neri, brutti, che pensavamo impossibile germogliassero ancora.

Ed è così anche per noi, per le nostre vite.

Il freddo fa rabbrividire in maniera fastidiosa e pensare sia impossibile avere ancora caldo.

Poi il tepore arriva e scatena il brivido più violento,  profondo, piacevole.


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lunedì 7 marzo 2011

MIA GIORNATA TIPO



 



Eccola:



 



- sveglia alle 7,30. Dalle7,30 alle 7,40, ricchissime imprecazioni.



 



- alle 9 mi annuncio al lavoro.



 



- si lavora indefessi (circa) per otto ore.



 



- alle ore diciotto, mi congedo con «affanculo tutti!» , purtroppo pensato.



 



- per coerenza me ne vado a casa che, quando uno dice le coincidenze, sta effettivamente affanculo.



 



- raccolgo la pipì che il cane ha asperso per protesta.



 



- Se mi va grassa gli ingredienti per la cena ci sono.



 



- Se mi va magra, faccio la spesona, trascino 7 sporte dal peso specifico di un morto adulto  su per le scale e poi cucino.



 



- Mi lavo. Non canticchio nella doccia per non perdere il ritmo e la concentrazione delle cose da fare.



 



- Porto fuori il segone (mio cane,ndr, incrocio tra un segugio ed uno spinone, detto anche spinugio).



 



- Chiedo lumi ai miei figli sulle intenzioni per il prossimo futuro (vedi serata), non per farmi i loro ma per regolare i miei. Il volume della Pleistescion e di Ascer impediscono qualsiasi conversazione.



 



- Controllo le e-mail. Ennemila miliardi di email non lette. Richiudo il portatile con un colpo secco.



 



- Controllo la posta cartacea. Ventisette fatture. Le chiudo nella cartella “Pagamenti in data da destinarsi”.



 



- Mi metto a lavorare, a rotazione, su una delle seguenti cose: a) il mio secondo libro che dovevo finire  ad aprile scorso, b) il blog che dovevo aggiornare settimana scorsa e c) gli articoli vari che non consegnerò mai.



 



- A volte viene a casa mia qualche amica. Normalmente ci ingozziamo di bacetti perugina e ferrero rocher  fino alle dieci di sera. Dalle dieci a mezzanotte parliamo dei nostri guai. Poi ci ringozziamo.



 



- A mezzanotte la mia giornata può finalmente cominciare: wow! sette ore tutte per me. Ne approfitto per  dormire. Prima di spegnere la luce leggo la stessa mezza pagina di libro da quattro mesi.



 



Il grande vantaggio è che tutto questo lavorìo da formica africana erode ogni spazio della mia vita privata. E dio solo sa quanto questo sia un bene per tutti.



Il poco tempo libero lo uso per andare a comprare belletti che, costando poco, si frantumano ad ogni piè sospinto, cacciarmi nei guai e coltivare nefasti rapporti da bar. Come ai tempi d'oro, sono una carta moschicida per psicopatici. Ogni tanto annoveriamo una manciata di new entry ed altrettante tipologie differenti di dementi nevrotici.




Una vita intensa....

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