giovedì 17 febbraio 2011

Produrre produrre


Marcegaglia:

passi che da quando è in carica non fa che dirci che dobbiamo aumentare le ore di lavoro a parità di stipendio.

Adesso dobbiamo lavorare anche per la Festa dell’Unità d’Italia.


Al di là delle considerazioni storiche della festa, lei una vita privata ce l’ha?

marcegaglia01g

16 commenti:

  1. Io non posso lavorare troppo, la sera vado a letto tardi perché leggo Kant e Luther Blissett.

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  2. Poi il Primo Maggio capita di domenica, mi sembra uno scambio alla pari.

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  3. La demagogia è l'arte di evocare delle risposte istintive nella popolazione in modo da creare o soddisfare false necessità e deviare le riflessioni dagli argomenti veri.

    La Marcegaglia continua nel filone da sempre cavalcato da Confindustria che individua nel costo del lavoro la ragione della scarsa competitività dell'industria italiana. In effetti, messa così la considerazione sembra essere fondata. Eppure, se la esaminiamo con attenzione, abbiamo delle interessanti sorprese.

    1 - Il costo del lavoro: in Italia la paga percepita per ora lavorata è nella fascia più bassa della media europea, ma quella pagata dall'azienda non lo è. Il delta è costituito dalla tassazione e dagli oneri sociali, fra i più pesanti in europa. Quindi, aumentare le ore di lavoro a parità di stipendio non è una soluzione, anzi.

    2 - La crescita italiana langue. Quella tedesca è tornata ad essere molto forte. In Germania le ore lavorate sono molto meno, e molto meglio retribuite che in Italia. La correlazione fra costo del lavoro e crescita, dunque, non è così evidente come la dipinge la Marcegaglia

    3 - L'innovazione prodotta dall'industria italiana è al livello più basso fra i paesi occidentali (misuriamola in termini di brevetti, di prodotti innovativi, di prodotti dei centri di ricerca, ecc...). Probabilmente questo fattore è decisamente più influente nella crescita del tessuto industriale

    4 - La compressione ulteriore della capacità economica del lavoratore dipendente riduce ulteriormente il mercato per tutto quell'insieme di aziende il cui prodotto viene distribuito localmente. E siccome la capacità di penetrazione nei mercati esteri della piccola e media azienda italiana è scarso, se ne deduce che si innesta una spirale negativa (meno acquisti, più problemi per le aziende, meno dipendenti, meno acquisti e via dicendo....)

    Insomma, forse sarebbe bene che le teste d'uovo di Confindustria, oltre a fare survey economiche che fotografano i dati, ogni tanto decidessero di usare dei modelli interpretativi che spiegano i dati che loro stessi forniscono. E' ovvio che se nessuno lo fa notare, loro continueranno a raccontare la storia della vispa teresa, però questa è un'altro discorso....

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  4. Il pesce puzza dalla testa, la Confindustria marce dalla gaglia.
    Non so che significhi, ma suona bene.

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  5. Non so se ha una vita privata, ma molta proprietà privata sììììì

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  6. E' qui la festa per l'unità d'Italia?

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  7. Mi sembra che quest'anno fregature a livello di festività ce ne abbiamo tante, quindi per un 17 marzo che vuoi che cambi?

    Buon fine settimana cara Pit

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  8. A parte la sua vita privata. Ma perchè il suo è un lavoro  ???

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  9. Certamente.. nel tempo libero si rilassa guardando lavorare gli altri ;-P
    Bacii

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  10. @ missi
    ...non è comunque facile fare il confronto con gli altri paesi.. il costo della vita in norvegia per esempio è altissimo (una birra  veniva 10 euro) e 1900 sterline/mese per vivere a Londra non sono poi tantissime.

    certo in italia c'è qualcosa che non va, soprattutto se la salvezza della nostra economia è affidata alle 8 ore di lavoro del 17 marzo...

    ciao,
    (in)determinata

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  11. In(determinata), certo...una birra a Oslo è più cara di una birra a Roma, ma il salario è più alto ed il carico fiscale minore. Il 30/40% sul reddito da lavoro dipendente rispetto al nostro 46,5% [con uno "sconto" aggiuntivo di circa il 10% per gli immigrati], è più basso anche il costo "sociale" di una famiglia media. In generale la Norvegia è cara rispetto alle nostre abitudini ma i Norvegesi nn hanno, per loro fortuna, le nostre abitudini ;)
    Per quanto riguarda il Regno Unito, sempre rispetto allo stipendio ed al carico fiscale, basta pensare che per la fascia di reddito fino a 36.000£ [circa 43.000€] il carico fiscale è del 27%. 
    Un MacMenù a Roma costa 7€, lo stesso MacMenù a Londra ne costa 13, ma lo stesso lavoratore guadagna a Londra più del triplo dello stipendio rispetto al collega Italiano, il che vuol dire che anche acquistando la stessa cosa al doppio del prezzo, egli si troverebbe a spendere di meno.
    Consideriamo anche che il nostro precario Inglese sta vivendo a Londra mentre il precario Italiano potrebbe solo sognare di vivere a Roma ;)

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  12. MI richiamo solo a quello che richiama missi:

    "
    Dimentica infine che l'economia nn riparte con la produzione di un giorno di lavoro in più..."

    mentre anche solo dormendo, stirando i panni, tirando i nostri figli un calcio al pallone o...o...potranno ricordarsi che il nostro 'dolce far niente' è per festeggiare una vecchia Signora che compie 150 anni e che se va avanti così è già con un piede nella fossa.

    sherabuonadomenica

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