venerdì 16 dicembre 2011

Benvenuti!



Ciao, ex ragazzi di Splinder e grazie per essere qui.

Verrò presto a trovarvi anch'io, lasciatemi vostre tracce.

Per i nuovi amici di Blogger: io provengo da qui

 http://pitunpi.splinder.com/

Intanto, a tutti, un augurio speciale di un Natale ed un 2012 pieni di belle emozioni.


Sarò qui


Voglio ringraziare tutti i miei amici di Splinder per avermi lasciato le loro tracce. Spero di non perdervi.

Io sarò qui e vi invito a visitarmi anche se il blog è ancora tabula rasa (ma mi attiverò dopo le Feste) :


  http://pitunpi.blogspot.com/  


 



 Intanto vi auguro, da qui un Natale pieno di cose vere ed importanti ed un 2012 che veda realizzati i bei
propositi di tutti noi.



angeli




 

mercoledì 30 novembre 2011

Visto che Splinder chiude....


.... questo messaggio è rivolto a voi:
NON PERDIAMOCI!
Fatemi sapere dove migrerete e lo stesso farò io.
Un caro saluto.
Pit
 

mercoledì 2 novembre 2011

Il lavoro si paga


Ma perchè continuano a dire che non c'è lavoro?

Non è vero.

Provate a proporvi gratis: vi riempiranno di cose da fare in qualunque ufficio, ente, società.

Il conflitto nasce al momento del pecunio, come si dice. Ma allora diciaaaamocelo alla maniera di La Russa.

Mi par di capire, che la faccenda c'è, c'è. E' il braccino dei pidocchiosi che è corto.


Il lavoro va pagato. Inutile fare i portoghesi.t

 

martedì 25 ottobre 2011

Little virgult of dick's head o circoncirca


Premesso che  ho i miei difetti - premessa scontata giacchè tutti ne abbiamo - credo di non essere un'appartenente alla categoria delle teste di minipimer e questa è gente che mi fa andare fuori dai gangheri.
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Non solo loro, anche gli stupidi e quelli che si credono furbi. Ma oggi mi accanirò solo sulle cape.
Per definizione, i minipimer vorrebbero essere dei frullatori, ma riescono solo a frullare in immersione piccole quantità di cibo. Certo, non devi lavare il bicchiere, ma producono la stessa quantità d'aria, schizzano dappertutto e producono più decibel di casino.

Allo stesso modo si comporta chi ha una testa di pollone. Si crede tanta roba ed è solo una pernacchia in una galassia sconosciuta dell’universo.
Quando cerchi di imbastire una conversazione con siffatti individui, noti subito che la loro attenzione si acuisce solo se dici cose a loro congeniali, se non gli vai contro, se non esprimi pareri contrari ai loro punti di vista – peraltro dettati solo dall’opportunismo, cioè si schierano in base a ciò che conviene - se dai loro sempre ragione.


Se fai notare un torto e cominci con una frase poco aggressiva, tipo ci sono rimasta un pò male, avrei preferito... mette subito il broncio, si offende, passa all'attacco, trasforma quello che poteva essere un normale scambio di opinioni ed, eventualmente, l'ammissione di aver sbagliato, in una guerra aperta alla loro persona sovrastata da un'enorme testa di rampogna. Tutto viene vissuto come un attacco al potere della loro incommensurabile capoccia di bartolo e la reazione è sempre teatrale e in malafede giacchè puntano ad esasperarti e portarti dalla parte del torto. Spesso, se gli calate una meritatissima spranga sul collo, ci riesce.


Se questi figuri se ne stessero inchiavati (chiusi a chiave) dentro un loculo, a me non darebbero fastidio. Ma siccome se ne ha a che fare in ogni ambito e siccome, avvolte – come scrivono quelli colti – ce li scegliamo pure come amici, compagni di vita, soci d'affari, bisogna trovare subito, ma subito, una soluzione.
Mi sono lambiccata il cervello e credo di averla trovata: fare uscire pazza – con trovate frequenti ed assurde - quella loro abnorme zucca (tra poco è Halloween, siamo in tema) gialla, vuota e piena di escrementi di topo. Con tante scuse al roditore.


E voi, e voi, ce l’avete un’idea per  neutralizzarli? Suvvia.50253_111340242226985_449384_n




 

lunedì 10 ottobre 2011

Code di rospo, zampe di ragno


Sempre sul treno:

davanti a me una signora, di nero vestita, che ha parlato quasi ininterrottamente al cellulare, per tutta la durata del viaggio, vale a dire un paio d'ore, con non so chi ma doveva essere uno/a paziente, e l'argomento dell' amena conversazione erano le evoluzioni del viaggio stesso:


- stiamo lasciando adesso Brescia (variazioni sul tema)
- siamo in ritardo di 10 minuti, mi girano le balle (evoluzioni del tema)
- c'era più sole poco fa, adesso è nuvolo (trasformazioni del tema)
- ma perchè ritarda? il traliccio è caduto stamattina (sviluppi del tema)
- no, ma sono io che porto sfiga (colpevolizzazioni sul tema)



Quando non ne ho potuto più, ho cambiato posto. Ma la sua voce querula e la  telecronaca di un viaggio poco puntuale mi ha raggiunta comunque.


le ho scattato una foto di nascosto, da dietro. Sembra un pò una strega. Sfigata.


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mercoledì 28 settembre 2011

TDC

Domenica, su un treno, ho assistito alla seguente scena:

un tizio si alza dal suo posto, percorre metà corridoio, e chiude, senza dire una parola, il finestrino che corrispondeva ad altri posti occupati.

Se lo avesse fatto a me, non avrebbe fatto in tempo a chiudere che gli avrei segato le braccia.

E voi, cosa avreste fatto? O non avreste fatto, esattamente come quelli che erano seduti sotto il finestrino chiuso di scatto?



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martedì 30 agosto 2011

Tutto un equilibrio sulla follia


Ieri guardavo un video nel quale donne normali assumono per strada quelle pose assurde e poco plastiche che di solito hanno le fotomodelle che occhieggiano dalle carte patinate delle riviste.
Il risultato è esilarante e fa capire come quasi sempre ciò che ci propinano sia falso, improbabile, stupido e, purtroppo, dannoso.
Pensiamo ad esempio agli effetti che questi magrissimi manichini viventi hanno sulle adolescenti.

Urge, secondo me, una riflessione profonda: molte di noi passano delle mezze giornate a farsi gli smoky eyes o la sfumatura glitterata sulle guance, mettono scarpe strane, gonne strambe, si pettinano strampalato. Le riviste assicurano che così saremo glam, strafighe e corteggiatissime dagli uomini.

Non so. O io vivo su un'altro pianeta oppure, ancora una volta, ci prendeno per il chiurlo. A me è capitato, piuttosto, che mi si dicesse di preferirmi senza trucco, vestita senza troppe stravaganze.

Ho come l'impressione che ci sia qualcuno a tramare di notte per complicarci la vita su tutti i fronti e che al mattino aggiunga un problemuccio che la sera prima non avevamo.


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IL VIDEO:




http://www.youtube.com/watch?v=GPEcdcmnAA0&feature=player_embedded#!

lunedì 22 agosto 2011

E dimmi, dimmi

Ehi??

Tornati dalle ferie?

Ma, almeno, ci siete mai stati? Partite tra poco?

E: mi raccontate qualcosa di particolare, che vi è successo durante questa estate? O che pensate debba ancora succedere?


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Dai, dai, m'interessa.

giovedì 4 agosto 2011

L'io


C'è gente odiosa al mondo. Gente odiosa che pensa solo a sè, ai propri bisogni, a quello che non nuoce neanche un minimo loro stessi.

E' vero che bisogna rendersi felici, ma non a discapito di altri che non hanno nessuna colpa ed è in questa particolarità l'antipatia che fanno.



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Se poi l'io è detestabile, amare il prossimo come se stessi diventa un'atroce ironia.


Paul Valéry

giovedì 21 luglio 2011

Maiali


Ieri un camion carico di maiali vivi si è ribaltato tra Modena  e Bologna.

Inusuale la vista della carreggiata e dei campi adiacenti invasi da questi animali che sicuramente andavano a morire.

Nel giro di un paio d'ore la situazione è tornata alla normalità ed un altro mezzo ha sostituito quello capovolto, ma mi piace pensare che alcuni maiali abbiano approfittato della situazione e siano scappati chissà dove.



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martedì 5 luglio 2011

A presto


Ciao a tutti,

questo blog si prende una pausa. Non so quanto lunga.
Questo mi sento di fare oggi. Magari tra qualche giorno mi riparte la vena grafomane, ma adesso è così.

Sto attraversando un momento intenso, nuovo, pieno di tante cose.

Ogni tanto tornerò a guardare se ci sono messaggi, quindi scrivetemi pure, se ne avete voglia.

Gli amici-amici hanno il mio numero di cellulare, quindi, sanno come trovarmi.

Per sì e per no, vi mando, di cuore, un augurio di serene vacanze e che ci si possa ritrovare presto migliori.

Pit


estate

mercoledì 1 giugno 2011

Beeeeeeeeeeeeeee


PECORE

Se siamo messi così è colpa nostra. E non solo perché votiamo a destra, a sinistra, i sorcini o i grillini. Perché siamo delle pecore.

Vi faccio un esempio: alcune settimane fa il treno che mi doveva portare a Modena subisce quasi un’ora di ritardo. Trasbordarti in altro treno strapieno, troviamo posto solo in prima classe. Aria condizionata e tutto.

Beh, ci è sembrato un risarcimento giusto, in attesa di quello economico.
Dopo un po’ arriva una virago che, con fare insolente, ci dice che noi pezzenti della seconda dobbiamo stare in piedi perché non abbiamo diritto ad un posto a sedere se nella nostra “classe” non ce ne sono vacanti.

Risultato: bastano due parole dette male da una che non è nessuno e la quasi totalità del gregge si alza e si mette buono buono e con gli occhi mesti in piedi nello spazio angusto dell’entrata ai vagoni.

Due irriducibili ed io non solo non ci muoviamo, ma ci sediamo vicine e diciamo alla pazza che noi un posto a sedere sul treno dal quale provenivamo ce l’avevamo, che era colpa di Trenitalia (ma và?) se eravamo in quell’incresciosa situazione e che ci sembrava eccessivo dover anche farcela in piedi.

La difensora dell’azienda di trasporti minaccia telefonate alla polizia. Noi tre accogliamo la notizia con uno sbadiglio.
Non contenta, ci diffida dall’alzarci e spostarci, al che io le faccio notare con un sorriso sardonico che sarebbe sequestro di persona.
Alla fine si dilegua e se ne perdono le tracce.

Tre persone su un centinaio hanno le palle, piccole tra l’altro, per far valere i propri diritti. Gli altri belano.
Questa è la triste proporzione nazionale.
Ecco spiegato il perché c’è questo governo e perché continua a governare.

venerdì 13 maggio 2011

The Others


Da quando mi sono iscritta a Facebook, ho scoperto due cose.



La prima è che ci sono persone vere. Sono in internet come appaiono se li trovi a mangiare una pizza. Come pensavi fossero sempre, nel bene o nel male.



Poi ci sono Theothers, quelli che non avresti mai detto.



Faccio un elenco dei miei contatti appartenenti alla categoria Theothers:



-         I Fantasmi: ovvero quelli che nun ce stanno. Si sono iscritti speranzosi di trovare uno che se li filava e sono morti d’inedia davanti ad un monitor. Ecco spiegato il perché non commentino e non si palesino in alcuna maniera. Sono semplicemente trapassati.



-         I Pabloneruda: coloro che coniano le proprie massime. Vai a spiegar loro che non c’azzeccano niente, non insegnano niente, nessuno ne capisce niente. Ma va premiato l’impegno.



-         I Rancorosi: quelli che ti hanno chiesto l’amicizia per approcciare ed al tuo, neanche tanto velato, disinteresse, trapassano e diventano Fantasmi.



-         I Giocherelloni: quelli che t’importunano solo per mandarti richieste di CityVille o altro. Tu, per ricambiare, li mandi affanculo.



-         I Monotematici: quelli che hanno, che so, la passione della pesca e postano solo di quello. Una volta commenti, una volta metti “mi piace”, una volta sbadigli, la volta dopo li cancelli.



-         Gli Otello: di solito sono donne gelosissime, che passano giornate intere a scandagliare la bacheca del fidanzato alla ricerca del più piccolo indizio di new entry. Se non lo trovano, passano al setaccio le bacheche degli amici del malcapitato ed anche degli amici degli amici. C’è la privacy? No problem: ti chiedono l’amicizia.



-         I Motifacciovedereio: anche queste quasi sempre donne, stavolta mollate dal fidanzato. Forti dei link che imperversano su Facebook, la mandano a dire al bastardo di turno. Non paghe, mettono in bella mostra le loro foto in pose assolutamente improbabili, soprattutto se pesano una quintalata. In tutto questo, non si sono accorte di essere state bannate dall’ex da tempo.



-         I Cessi: la foto del profilo non è mai la propria. No hanno capito che se t’iscrivi ad un sito che si chiama Facebook non puoi mettere il fiorellino al posto della faccia. Ma la faccia è talmente orrenda che Facebook, in effetti, tace ed acconsente.



-         Gli Ipocriti: il moroso è stupendo, il figlio è il più intelligente, la loro vita è perfetta, amano tutti e tutti li amano. Ti ritrovi siffatte smielature spiattellate in bacheca a tutte le ore del giorno e della notte. Se non li senti più, di solito sono morti ammazzati con un coltello piantato nella schiena mentre erano al computer.



 



Per queste ed altre ragioni che ora non mi sovvengono, di amici feisbucchiani ne cancello a mazzi.

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martedì 26 aprile 2011

Un aiutino

Domandone da 800.000 euri ( un milione in epoca di crisi è un pò troppo):
ma perchè

se una donna dice con veemenza la sua

s'arrabbia

ci mette passione nel difendere la propria idea

alza la voce

si sveglia un pò storta


è considerata
aggressiva e se un uomo fa le stesse identiche cose no?


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Si badi bene che mi riferisco e limito a quello che ho descritto poc'anzi, non ad eccessi di rabbia, violenza fisica o verbale, soprusi psicologici.

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Illuminatemicisivi con sincerità.



martedì 19 aprile 2011

Come io mi vuoi


Io non lo so. Ma a che santo ci dobbiamo votare?
E’ uscito:

Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze.


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Ve lo siete fatto a capanna sfornando lasagne e proponendo seratine intime dove lui, il vostro orsetto lavatore ciccioloso, resta spalmato sul divano e, armato di telecomando, fa zapping come un ossesso, tra una rovistatina nei boxer e l’altra, mentre voi gli lanciate bacini intanto che lavate i (suoi) piatti?

Brave cretine.

Già, direte, è quello che ci hanno insegnato le mamme e, prima ancora, le infallibili nonne.
‘Na volta! Superato, passato remoto, siete da museo archeologico, cariatidi.
Vi dicevano che gli uomini preferiscono le ragazze tranquille, tutte casa e chiesa? Seh… seh…
Cambiato tutto. Adesso vogliono quelle che li fanno tribolare. Per una stronza sono capaci di mollare lasagne e burattini e chi s’è visto s’è visto.

Una che si ama. Oh. Una che non si adegua ad ogni tipo di essere umano decida di starle a fianco. Oh oh. Una che ha l’ardire di credere che le sue cose sono importanti. Ah. Una che tiene gli uomini sulle spine. Ohibò.

Pare, questo è quanto alla fine ci dice il libro in questione, che stia tramontando la stella della cuoca in cucina, ciarliera in salotto e dissoluta a letto, per lasciare spazio solo alla dissoluta che, però, prima di infilarsi nel letto ne fa passare di tutti i colori dell’arcobaleno con particolare insistenza sull’arancione (da qui l’espressione so’ cavoli arancioni).

In buona sostanza, una che non vive per lui, che ha una sua vita ben distinta da quella di lui, che pretende dal suo lui prima ancora di sognarsi di dare, che è indecisa tra lui ed un altro lui (a volte anche più di due lui), che rinuncia alla cenetta romantica con lui per andare a teatro con l’amica.

Una che spesso ha un look anticonvenzionale, la ciocca viola o il taglio fatto con livella e squadra nero pece, fa un lavoro particolare, che so, confeziona collanine di perline, oppure fighissimo tipo manager da uno stilista.
Veste da porco, ma sembra che faccia tendenza. Quando si degna di uscire con il lui di turno, si concede a sprazzi, come a dargli un contentino della serie “va bè, ti cago un po’, ma non t’abituare troppo”.

Una che non la fai fessa con due rose appassite e un intimità frettolosa. Eh no. La stronza vuole la sua parte di divertimento, non si limita a fare l’oggetto sessuale attraverso il quale il trottolino amoroso sfoga il suo accumulo ormonale, ricevendo poi le lodi ed il bacio accademico di lei che, durante l’assalto, ha calcolato tutti i dare ed avere, tolto l’iva, e deciso che manco stavolta arriva a fine mese.

Sapete che c’è? Io di questi manualetti sono stufa. In autogrill ne avevo aperto uno in cui si diceva che bisogna rispondere al primo messaggio di lui non prima di 48 ore.
Son sicura che se la maggior parte di noi facesse così, quando rispondiamo ci arriva un altro sms con questa domanda:

Chi 6?

Dimenticate.

A me è piaciuta una frase sentita in radio, un piccolo consiglio per essere un po’ felici ed appagate: se sei un’edera non desiderare di fare la rosa.
Sii quello che sei e basta. Ma, questo sì, prima di amare lui, fate in modo di amare prima voi stesse.

venerdì 15 aprile 2011

Il tuo nome scintillerà


"Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere.Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana".
(Vittorio Arrigoni)


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venerdì 8 aprile 2011

Facciadibuco


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Ho beccato mia sorella unirsi in amicizia con una tale che fa Ciocco Cifariello. Ci siamo fatte delle grasse risate.
Su Facebook accadono anche siffatte nefandezze.

E non solo, come dice il manager di Sergio Ricotta. Ecco, ad esempio. Questo signore, peraltro di fantasia, soprattutto per ciò che sto per dirvi, avrebbe pubblicato “39 e non di piede”. Siamo su Zelig, ridiamo.

Ma possiamo mai ridere se Walter Nudo o Antonella Clerici si mettono di buzzo buono a scrivere un libro e ce ne danno notizia attraverso il noto network? Uno ha la crisi mistica e l’altra ci vuole mettere a parte delle fasi della sua maternità.
Peggio di Ghedini quando vuol difendere Berlu nonostante l’evidenza.

Walter farebbe meglio ad arrendersi e capire che il sole è tramontato su di lui. Insomma: non se lo impipa nessuno più.
La Clerici, se proprio proprio, può raccontarci il pre gravidanza, ossia i particolari piccanti della fornicazione con il bel ragazzotto. A proposito: è mò che scriverà? Dopo Aspettando te, ci sarà Portandole a testa alta, visto il cesto di lumache che il consorte le ha appioppato?

Tutto ‘sto preambolo per cosa? (sì, era solo il preambolo). Per dirvi che su Facebook ci sono dei pazzi che pubblicizzano qualsiasi cosa anche se non se li cagliostra nessuno. (cercavo una parola per sostituire “cag…” e digitando cag Google mi dà cagliostro tra le opzioni…mah). Anche se quello che scrivono, vendono, propongono è il teatro dell’assurdo.

Io una bella mattina mi alzo, apro facciadibuco e mi metto a pubblicizzare un libro intitolato qualcosa come “Il suicidio passo per passo – 10 modi per farla finita”, con dvd istruttivi a corredo. Una burla? No, no, un  manuale serissimo. Beh, posso farlo. A patto di non fare spam. Morale: fai il cazzo che ti pare, ma non disturbare troppo l’amico.

Poi. Facebook crea dipendenza. Eh, si sa. Ma non fino a che punto. Un ladro 26enne di Albano (Roma), mentre stava svaligiando una casa, ha trovato un computer connesso ad internet e non è riuscito a resistere: si è collegato al proprio profilo per chattare con degli amici.
Peccato che cosi facendo, la Polizia è riuscita a risalire ai suoi dati, e l’arresto è stato pressochè immediato.

Di più. Pare che faccialibro faccia (appunto) male ai matrimoni perché facilita gli incontri ed ha una memoria da elefante: ricorda tutto, tiene ogni traccia del tuo (credi discreto) passaggio.
Il 66% degli avvocati divorzisti, ho letto, lo utilizza come prova nelle cause di separazione.

Le stranezze non sono finite qui, ma penso che Facebook sia uno strumento, per me divulgativo, per altri non so. che Ed è da noi che dipende l’uso che ne facciamo.
Come per tutte le cose.


 
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lunedì 21 marzo 2011

ESCALOFRIO


La primavera è la stagione che ci consola di avere un anno in più.



E c'insegna che tutto si rinnova. Anche i rami secchi, neri, brutti, che pensavamo impossibile germogliassero ancora.

Ed è così anche per noi, per le nostre vite.

Il freddo fa rabbrividire in maniera fastidiosa e pensare sia impossibile avere ancora caldo.

Poi il tepore arriva e scatena il brivido più violento,  profondo, piacevole.


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lunedì 7 marzo 2011

MIA GIORNATA TIPO



 



Eccola:



 



- sveglia alle 7,30. Dalle7,30 alle 7,40, ricchissime imprecazioni.



 



- alle 9 mi annuncio al lavoro.



 



- si lavora indefessi (circa) per otto ore.



 



- alle ore diciotto, mi congedo con «affanculo tutti!» , purtroppo pensato.



 



- per coerenza me ne vado a casa che, quando uno dice le coincidenze, sta effettivamente affanculo.



 



- raccolgo la pipì che il cane ha asperso per protesta.



 



- Se mi va grassa gli ingredienti per la cena ci sono.



 



- Se mi va magra, faccio la spesona, trascino 7 sporte dal peso specifico di un morto adulto  su per le scale e poi cucino.



 



- Mi lavo. Non canticchio nella doccia per non perdere il ritmo e la concentrazione delle cose da fare.



 



- Porto fuori il segone (mio cane,ndr, incrocio tra un segugio ed uno spinone, detto anche spinugio).



 



- Chiedo lumi ai miei figli sulle intenzioni per il prossimo futuro (vedi serata), non per farmi i loro ma per regolare i miei. Il volume della Pleistescion e di Ascer impediscono qualsiasi conversazione.



 



- Controllo le e-mail. Ennemila miliardi di email non lette. Richiudo il portatile con un colpo secco.



 



- Controllo la posta cartacea. Ventisette fatture. Le chiudo nella cartella “Pagamenti in data da destinarsi”.



 



- Mi metto a lavorare, a rotazione, su una delle seguenti cose: a) il mio secondo libro che dovevo finire  ad aprile scorso, b) il blog che dovevo aggiornare settimana scorsa e c) gli articoli vari che non consegnerò mai.



 



- A volte viene a casa mia qualche amica. Normalmente ci ingozziamo di bacetti perugina e ferrero rocher  fino alle dieci di sera. Dalle dieci a mezzanotte parliamo dei nostri guai. Poi ci ringozziamo.



 



- A mezzanotte la mia giornata può finalmente cominciare: wow! sette ore tutte per me. Ne approfitto per  dormire. Prima di spegnere la luce leggo la stessa mezza pagina di libro da quattro mesi.



 



Il grande vantaggio è che tutto questo lavorìo da formica africana erode ogni spazio della mia vita privata. E dio solo sa quanto questo sia un bene per tutti.



Il poco tempo libero lo uso per andare a comprare belletti che, costando poco, si frantumano ad ogni piè sospinto, cacciarmi nei guai e coltivare nefasti rapporti da bar. Come ai tempi d'oro, sono una carta moschicida per psicopatici. Ogni tanto annoveriamo una manciata di new entry ed altrettante tipologie differenti di dementi nevrotici.




Una vita intensa....

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sabato 26 febbraio 2011

Un bosco misterioso


Urge vostro parere sul sequel scritto da me e che troverete in basso del seguente video:

http://www.youtube.com/watch?v=IPdoHEUrn44


 



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 L’incantesimo sta per scadere. Anche se non lo sapessimo, perché tramandatoci dai racconti che rotolano dalle bocche sdentate dei nonni nelle piazze che indicano l’inverno 2010 come termine ultimo per la riconversione del faggio in condottiero, basterebbe recarsi in quella zona per avvertirlo.
Provate. Se ne avete il coraggio, certo. Posizionatevi appena sotto l’albero, avverrà tutto naturalmente. Sentirete, sotto di voi,  un tremore arrivare da… molto lontano. Giù, giù. Dapprima leggero, quasi piacevole, poi sempre più forte,  che vi scuoterà fino a farvi battere i denti.
Gli alberi che circondano il faggio cominceranno ad agitarsi ed i loro rami semi spogli, tesi verso il cielo in una muta supplica, oscilleranno. Se ancora vi è rimasta un po’di audacia, non muovetevi e chiudete gli occhi. I rami faranno un rumore secco, assordante, ma individuerete senz’altro il lamento sommesso delle anime in pena. Anime che anelano liberarsi per tornare a fare quello a cui sono state destinate: seminare morte.
La leggenda narra, infatti, che quando il sortilegio sarà terminato, vale a dire tra poche settimane, gli alberi diverranno nuovamente guerrieri che avranno mantenuta intatta la loro sete di distruzione e rovina. Il comandante, che secoli fa si era pentito delle sue crudeli gesta, avvertirà la brama del suo esercito e sarà nuovamente un feroce dominatore, pronto a dare ai suoi uomini l’ordine di combattere senza risparmiarsi né fermarsi davanti a nulla pur di ottenre la vittoria.
Gli abitanti del paese sottostante hanno costantemente gli occhi puntati su quella collina . Alcuni riescono ad immaginare, in una penosa anticipazione, l’armata che, impazzita, corre giù per esigere quello che nei secoli è stato loro negato.


                                                                                                                                 S.S.


OLTRE AL PARERE, SECONDO VOI, LA LEGGENDA E' VERA?

giovedì 17 febbraio 2011

Produrre produrre


Marcegaglia:

passi che da quando è in carica non fa che dirci che dobbiamo aumentare le ore di lavoro a parità di stipendio.

Adesso dobbiamo lavorare anche per la Festa dell’Unità d’Italia.


Al di là delle considerazioni storiche della festa, lei una vita privata ce l’ha?

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mercoledì 9 febbraio 2011


            
Premetto: non ne facciamo una questione partitica, caso mai politica.
Il problema è che forse non ce ne siamo resi conto negli ultimi anni che sono passati, ma il degrado in cui alcune vicende ci hanno cacciato, e parlo di noi donne, è come una pietra che rotola. Sempre più in basso, portando con sé ogni sorta di diritto conquistato quando eravamo unite nel desiderio di parità ed eguaglianza, quando la Festa della Donna aveva un significato profondo.

Siamo cambiate. Siamo diverse. Siamo quello che tutti hanno voluto fossimo. Eh, non abbiamo più voglia di fare gli angeli del focolare quando, se solo siamo un po’ giovani e carine, possiamo ottenere il suv e l’appartamentino con vista duomo.









 


°°°°°


E perché mai dovrei ammuffire in un cazzo di ufficio se vestirmi da gallinella mezz’oretta in tivù, tette strizzate a mò di cravatta sotto il mento, mi fa guadagnare quanto 160 ore davanti ad un pc?








 


Che palle la moralità. E chi me la insegna, poi? Mia madre stessa mi spinge  a farmi avanti, dice che sono carina , che posso riuscire. Che a lei i bei sogni di maternità e famiglia guarda dove l’hanno portata, a pagare un mutuo per 30 anni. Un ergastolo.
 



°°°°°



Ma dove sono finite le donne che volevano davvero far capire al mondo che oltre al loro graziosissimo corpo c’era un essere ingegnoso, capace, forte? Tritate, sorpassate, ridicolizzate. Se una prova a fare discorsi normalissimi conditi con un po’ d’ironia e mediamente intellettuali, viene tacciata di “pallosa”, “uoma”, nella migliore delle ipotesi è troppo saccente.

Chi ci parla quotidianamente attraverso fatti, messaggi e slogan, invoglia tutte ad essere degli esserini che non devono preoccuparsi di nulla tranne che dell’angolazione del 90° grado. Ah sì, curare l’aspetto fisico. Fregarsene di quello cerebrale e spirituale. E fare tutto in fretta, i 25 anni sono dietro l’angolo e dopo è tardi. A quell’età devi già vivere della rendita che t’ha garantito la tua, ehm, amica.

 



Io non ci sto.



E non è vero che siamo scomparse.
Ci siamo, siamo donne di tutte le età, più attive e decise che mai a gridare a tutti che la politica è un’altra cosa. Che la politica degli uomini di pezza e delle donne di cera non ci piace.

I nostri problemi sono quelli quotidiani:
-trovare lavoro,
- mantenerlo,
-conciliarlo con la famiglia,
-cucinare decentemente senza negare l’ascolto ai figli,
-tirarsi come corde di violino per piacere a se stesse ed al proprio uomo,
-lottare contro la cellulite,
- dimostrare di valere in casa come in ufficio,
- incastrare almeno 3 persone disposte a guardarci il figlio mentre siamo al lavoro,
- lottare per essere pagate e riconosciute come i colleghi uomini,
- riuscire a vestirci come cavolo ci pare senza sembrare il manifesto “stuprami”.

Le letterine sappiamo farle nel privato (che ci vuole?), ma non chiediamo compensi per questo. Anzi, sì: quello affettivo e giocoso.
Se scendiamo in politica vogliamo farlo perché ferrate e col sacro fuoco degli ideali che ci tiene su, non perché qualcuno ci ha fatto accomodare in poltrona mentre ci tiene la mano sotto.

Abbiamo lottato per i diritti lavorativi, per l’emancipazione femminile. Quando conviene ai datori di lavoro va bene che si facciano i turni notturni e le fatiche fisiche dei colleghi uomini. Okay. Dateci, però, pari opportunità di avanzamento, riconoscete i congedi per paternità senza derisione, permettete ad un papà di andare a casa avvicendandosi con la moglie per accudire il figlio, senza etichettarlo come smidollato o bizzarro.

E questo non è rivolto solo agli uomini od ai politici corrotti. Lo dico anche alla capette delle aziende, a quelle che sono in politica, a tutte le donne che hanno potere  decisionale:
In primis, date l’esempio.
Secondo, non costringeteci a contare solo sulle nostre armi seduttive per vivere. Dateci una politica sana, intelligente, che faccia bene a tutti.
Chè noi donne, se messe in condizione, possiamo davvero ribaltare il mondo.


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13 FEBBRAIO IN TUTTE LE PIAZZE DELLE CITTA' ITALIANE