mercoledì 29 settembre 2010

Donne tu tu tu in cerca di guai - Remake



La solita esagerazione. E' finita l'epoca in cui una donna, in quanto tale, qualunque cosa facesse non veniva presa in considerazione.



Era solo adibita a fare la mamma, la casalinga, la moglie, tutt'al più la segretaria occhialuta o la prof. Nient'altro. Adesso invece tutte fanno tutto, anche il muratore (muratrici?) piuttosto che il pilota (non in Alitalia mi sa ormai...).



Cos'è successo. E' successo che basta vedere una donna fare qualunque cretinata che, oplà! controtendenza, è un genio. Non so perchè non si possa mai mantenere un centro e comunque, questa, images2è discriminazione al contrario.



Una PERSONA va valutata e giudicata per i suoi contenuti, non perchè è donna, uomo, ebrea, cattolica, bianca o nera. Non basta essere femmine e fare le ministre per essere giudicate in gamba.



Guarda quella! Fa l'assessore, c'ha due palle! Non so se c'ha due palle, non vuol dire. Al pari di un suo collega uomo, io la valuterò per quello che sarà in grado di mettere in atto, di trasmettere. Non mi basta che sia arrivata, deve dimostrare ciò che sa fare.images1



Solo quando la società capirà questo, saremo veramente alla pari.

venerdì 24 settembre 2010

STAI DOVE VUOI BASTA CHE M I RISPETTI


Potremmo star qui a disquisire dei giorni sul perchè per tanto tempo a noi donne, ed a tutta l’altra metà del cielo, sia piaciuta così tanto la frase “dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”.
Le femministe sfegatate potrebbero perdere il sonno solo per quella preposizione: dietro.
Ma sarebbe inutile ormai, fiumi di parole sono state dette e scritte a questo proposito e tutti abbiamo concordato, più o meno felicemente, che gradiamo di più stare di fianco, accanto, al limite nei paraggi o, perché no, essere protagoniste, grandi, e che vicino a noi ci sia un grande uomo.
 
Ma mi sa che è come la réclame del pennello: ci ritroviamo quasi sempre un uomo… grande. Di età, di fisico, piedoni, manone, che bocca grande che hai, insomma, tutto grande (che in certi casi, parliamoci chiaro, non dispiace), ma di spirito, anima, cervello, spesso, non c’è traccia.
 
Chi mi legge sa che sono una che sovente tende più a “scagliarsi” contro le donne, perlomeno, contro una tipologia di donne che, a mio parere, rema a sfavore di tutte le altre. Quindi non voglio assolutamente che alcuni uomini, straordinari, si risentano e spero capiscano il senso di ciò che sto per scrivere. Piuttosto, sono sicura che s’indigneranno quelli che si riconosceranno in ciò che leggeranno.
 
Di frequente, nelle strette vicinanze di donne eccezionali, s’intravvede una fauna di maschi che va dall’imbecille, all’insicuro cronico, al pazzo geloso, al competitivo, giù giù, fino al mostro, al violento, al distruttore di corpi  e di volontà.
Ci sono donne speciali che sopportano con stoicità delle emerite nullità che non vogliono assolutamente stare dietro e che addirittura sgomitano per passar davanti, dannandosi anche per anni senza mai riuscirci (ed essendo ben consapevoli che mai ci riusciranno), in un crescendo di frustrazioni che esplodono poi in rabbie cieche.

Da qui le sevizie psicologiche, la sottile ma resistente ragnatela del vuoto che riescono a tessere tutt’intorno alle loro mogli, compagne, fidanzate, per isolarle affinché non possano confrontarsi con nessuno, per non farle pensare, paralizzando le loro azioni, creando sensi di colpa e vergogne che solo loro, esseri vigliacchi, dovrebbero provare.
Da qui alle cronache nere è un attimo.
 
Sono certa, e le notizie purtroppo mi danno ragione, che troppo spesso le donne che subiscono violenza sono persone in gamba, coraggiose, brillanti, avvenenti, che non si sono amate abbastanza ed hanno avuto la sventura di incappare in uomini che hanno colto questa loro “debolezza” approfittandosene meschinamente.
 
Di chi è la colpa allora? Di lui? Indubbiamente. Di lei che lo permette? Certo, ma con una, cento, mille attenuanti.
Una per tutte: la società.
Ancora, oggi, passano alcuni pensieri che si tramandano, fin dalla notte dei tempi, di madre in figlia:
 
 



 
-BISOGNA SOPPORTARE-
-E’ TUO MARITO E COSI’ LO DEVI ACCETTARE-
-LA DONNA E’ L’ANGELO DEL FOCOLARE-
-NON STA BENE CHE UNA DONNA SI ARRABBI O SI RIBELLI-
-BISOGNA TACERE PER QUIETO VIVERE-


MRS12_SabrinaSasso2



 
 
Ancora oggi, ancora oggi….
 
Ed allora, a chi tuttora ha queste parole in testa, io chiedo assieme a tutti quelli che ogni giorno sono impegnati nella lotta contro qualsiasi tipo di violenza nei nostri confronti, dalle botte allo stalking, dalla rivalità professionale alla persecuzione, di non tollerare, di non rassegnarsi, di fare il diavolo a quattro, di incazzarsi, rivoltarsi, gridare il proprio dolore a tutti quelli che possono dar loro un aiuto.
 
E tornare a pensare positivo. Perché non è vero quello che ci hanno sempre raccontato: gli uomini non sono tutti uguali
 
 
 
'Cause when you feel like you're done
And the darkness has won
Babe, you're not lost

When your world's crashing down
And you can't bear to fall
I said, babe, you're not lost

 
(Michael Bublè)
 
 
 
I link di Sabrina:
 

http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000033.html
 
http://www.noallaviolenza.donnamoderna.com/

 
 

lunedì 20 settembre 2010

IL REGGISENO: CORSO DECEREBRATO DI STILE


Un giorno, qualche mese fa, in un anonimo ambulatorio medico, convinta dalla noia e dall'attesa, leggevo su una di quelle erudite riviste maschili che vanno a ruba da un pò di tempo, un avvincente quanto istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su “come slacciarle il reggiseno”, che teneva conto dei vari modelli: classico, seduttivo, sportivo.

A parte l’intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo, che sarebbe : “se lei e’ spiritosa dacci un taglio con le forbici!”.
Vorrei dire al direttore di cotanta rivista: Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo, in un momento di intimita’, mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, come minimo penso di essere al cospetto del mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna Moderna.


Consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola.
Mica lo so chi sta peggio...


REGGISENO-grande

 

martedì 14 settembre 2010

Hmmm


All The Man That I Need 0_61_houston_whitney_2007
Whitney Houston




Lei è favolosa. E' una donna che ha sofferto, è caduta in abissi fondi, e poi è risalita anche se a fatica.
Nonostante il trucco e le cure di cui può disporre, nonostante le riprese e gli obiettivi studiati per lei, la sua espressione è diversa ed è qualcosa che non dipende solo dal trascorrere degli anni. C'è una consapevolezza nuova in lei, nelle sue canzoni.

All the man that I need... Tutti gli uomini di cui ho bisogno.
Nella canzone dice che per lei l'amore era uguale a sofferenza, ma che con "lui" non è la stessa cosa perchè è diverso.
Lui e', appunto, tutti gli uomini di cui ha bisogno.

mercoledì 8 settembre 2010

Be kind


Cosa costa essere gentili?
Perchè ti stupisci se in auto ti cedo il passo
mentre esci dal tuo posto di lavoro?
Dobbiamo tutti andare a casa,no?


BeeKind

mercoledì 1 settembre 2010

Ha domande da porci?


Divorata in fiera ciambella fritta, se mi va bene, nell'olio agricolo per trattori. Adesso sta ballando il meneìto nel mio stomaco. Uffi.

Sempre in fiera, c'erano tre tenerissimi maialini rosa in un recinto e di fianco... i salumi appesi che venivano affettati per farcire il gnoc fritt.
Dico: un pò di... coerenza? Nel ...senso che, alè i bimbi a dire "checarinichecarini" se poi alzano gli occhi e scorgono il cadavere dentro una calzamaglia. Insomma, pensate se fosse vostra nonna... Chebellavecchina e poi, trac, la gambetta che penzola dal soffitto.



pig

M'è passato la fame. Mò mi metto a inventare una capitolo plausibile per il mio prossimo manoscritto.
Ve possino.