giovedì 7 gennaio 2010

Cala il sipario

 ATTENZIONE: CHI NON AMA LEGGERE ED INTERESSARSI ALLE UMANE VICENDE ALTRUI, TROVERA' QUESTO POST MOLTO PROLISSO. PASSATE OLTRE SE LA PENSATE COSI'.
PER GLI ALTRI: ENTRATE IN PUNTA DI PIEDI E GRAZIE DI ESSERCI


A quanto pare ultimamente gli anonimi mi amano. Uno mi ha scritto nel post precedente che gli sembro molto orgogliosa.
Se ha seguito un minimo la vicenda avrà notato che, ad un certo punto, quasi subito dopo la rottura, ho fatto calare il sipario. Non perchè non ci fosse nient'altro da dire, ma per rispetto mio e suo (del mio ex). Soprattutto suo dato che, dal mio canto, non avrei potuto dire belle cose sul suo conto.

Adesso che il mio blog non è più condizionato, posso chiarire alcune cose che a quanto pare ancora interessano a qualcuno.
Tra il mio ex e me c'era davvero un grande amore e dire che stavamo bene insieme è molto riduttivo. Quasi 4 anni così. Abbiamo superato qualunque cosa, il rapporto era contrastato da persone, avvenimenti, influenze, tutti pesanti, invadenti, pressanti. E noi 4 anni a farci forza e superare tutto. Ridevamo tanto, ci stavamo vicini, ci appoggiavamo, ci capivamo al volo, c'era intesa in tutti i sensi.

Lui era il mio faro, il mio eroe, la mia cartina tornasole, la persona migliore del mondo. In 4 anni non ho mai pensato ci fosse un uomo migliore, più bello, più saggio, più simpatico. Non ho mai guardato nessuno con interesse e se vedevo qualche bel ragazzo lui vinceva sempre il confronto.

Non so cos'è successo dopo. Non c'ho capito niente, credetemi. Le mie colpe credo siano state quelle di aver spinto sulla convivenza. La maggior parte di voi all'epoca mi disse che è una cosa naturale avere dei progetti quando si è innamorati e si sta bene insieme. Infatti anche lui diverse volte mi ha detto che sapeva di sbagliare, ma che aveva un “blocco” e che non riusciva, nonostante i suoi quasi 35 anni, a venir via da casa dei suoi.
A questo aggiungiamo che lui stesso, alla mia domanda del perchè facesse quella vita ritenendola sbagliata, mi ha risposto “perchè mi fa comodo”.

Disarmante. Quando, dopo un paio di settimane di “non so” “sono bloccato” “non capisco” e, soprattutto di silenzi e di sguardi impotenti, gli ho detto che potevamo anche andare ognuno per la propria strada, ha accettato la cosa senza battere ciglio.


Da lì in poi ci sono stati da parte sua sms amichevoli che via via si sono stemperati in sms di circostanza. In alcuni casi anche in sms rabbiosi e maleducati. Tipo: mi aveva detto di contare su di lui per qualsiasi cosa. Una sera ho avuto bisogno e mi ha scritto “La cosa non mi piace, ma vengo” e quando è arrivato era sospettoso e cupo. Vi lascio immaginare come mi sono sentita.


Ed io a dargli corda perchè mi dicevo che la cosa era fresca e bisognava dargli tempo. IO A LUI, non so se mi spiego. Lui mi aveva fatto un voltafaccia assurdo ed IO gli davo tempo. Ti sembro orgogliosa, anonimo?


Un'altra volta il cellulare si è messo a fare l'idiota perchè mezzo rotto ed a mandare pezzi dello stesso sms di risposta ad uno suo mezza dozzina di volte. Risposta sua “Miseria ke è!!” seguita da telefonata da incazzo totale.


Tre volte gli è venuta forse un po' di malinconia e mi ha chiesto se poteva chiamare. Ma non si parlava mai di noi e se prendevo l'argomento era tutto uno sbuffare. Voleva solo parlare dell'anonimo che su questo blog offende sia lui che sua madre... Con tutti i casini che c'erano tra noi, dovevamo disquisire di un anonimo.... Il suo pentimento per avermi chiesto di chiamarmi era palese.


Mi definisci ancora orgogliosa? Andiamo avanti.


Tutti i suoi sms finvano con un “Ciao!”, come a dire “Ok dimmi come va (e come vuoi che vada?), ma sappi che la cosa finisce qui". Quando non c'era il CIAO potevo star certa che seguiva la richiesta di telefonata che io accettavo.


Orgogliosa, vero?


Proseguendo su questo bellissimo sentiero, è innegabile che gli sms sono diminuiti.... Io ne mandavo davvero pochi e solo quando avevo davvero qualcosa da dire, fargli sentire che lo pensavo, magari nel mancato anniversario.


Ho aspettato come una deficiente per quasi due mesi che mi facesse una sorpresa, magari quando portavo fuori il cane. La mattina mi alzavo tutta contenta e mi dicevo “Sono sicura che piano piano ci riavvicineremo” ed alla sera piangevo come un vitello perchè mi rendevo conto sempre di più che non sarebbe mai successo. Mi messaggiava e telefonava quando stava peggio, ero solo la sua stampella nei momenti di solitudine, inutile illudersi.

Ho fatto i salti mortali per rendere decenti queste Feste e posso dire di esserci riuscita, ma vi risparmio l'allestimento dell'albero di Natale... sono annegata nelle lacrime nel vedere ancora i fili delle luci annodate come faceva lui fino all'ultimo Natale insieme.


Capite che passare da essere tutto per qualcuno ad essere una semplice “amica” è la cosa più triste che possa capitare. Ed era stato lui a sbagliare con me. Se avessi sbagliato io, avrei davvero smosso il mondo. Ma quando il tuo uomo sbaglia e non rimedia, tu cosa puoi fare? Perseguitarlo? Umiliarti? Pregarlo? E a cosa servirebbe? Ed anche se tornasse, se lo fa solo perchè sfinito dalla tua persecuzione e non da un pentimento sincero, che te ne fai?


Io non m'aspettavo grandi cose, anzi, non avrei neanche voluto riprendere il rapporto da subito. Mi sarebbe piaciuto solo l'aver visto dell'interesse nel riprendere a frequentarci piano piano. Solo in quel caso avrei accettato l'amicizia. Poi se la cosa non andava, pace. Ma, dopo tutto l'amore che professava e, per la verità, dimostrava, credo abbia preso un po' troppo la palla al balzo, come diceva il famoso castratore di canguri, nel momento in cui l'ho lasciato. Della serie “E quando mi ricapita una fortuna simile?”.


Una sera gli ho chiesto io di poterci sentire al telefono. Credo sia stata una delle telefonate più importanti della mia vita. Gli ho riferito le mie riflessioni da quando ci eravamo lasciati e cioè che per me, sinceramente, non era tanto importante la mancata convivenza, ma lui, il mio rapporto con lui e che, se voleva, potevamo provare a ricostruirlo anche senza un impegno di convivenza. Risposta: Non me la sento, non sono convinto. Hai offeso mia madre ed ho ancora molta rabbia verso di te.


Orgogliosa? Una che davvero ami se stessa, avrebbe dovuto chiudere la conversazione, andare in bagno, vomitare e poi scordarsi che lui sia mai esistito. Io, invece, non l'ho semplicemente più cercato. Neanche quel poco che facevo prima.


Cioè: lui con me aveva trovato una famiglia e casa mia era la sua. Tutto senza impegno da parte sua ed io ero felice solo del fatto che fosse con me, non chiedevo altro. Dal suo canto, senza pressioni da parte dei suoi per una vita autonoma e senza pressioni da parte mia per una vita insieme, prendeva il meglio di uno e dell'altra. Va bene, per 4 anni nessuno gli ha mai detto niente. Ma io mi ero illusa di poter essere come le altre, che ad un certo punto “si rifanno una vita” ed ho voluto le cose più semplici che qualunque coppia vuole: fare progetti. Avevamo già chiarito che lui non voleva figli, che lui non voleva sposarsi, ma sulla convivenza era sempre stato favorevole e diceva che ci saremmo arrivati con calma ed al momento giusto.


Quando ci siamo arrivati si è “bloccato”. Che momenti memorabili. E secondo lui ero io in torto, non lui. Per carità, io sua madre l'ho offesa perchè stupidamente ho dato a lei la colpa dell'indecisione e dell'immaturità del mio compagno. Ed invece no. Non so se sua madre lo abbia, anche solo con un'occhiata, trattenuto, ma la testa è la sua e lui è un adulto non un adolescente, quindi sua madre poteva anche minacciarlo di morte, ma la decisione restava la sua. Gli avevo già chiesto scusa per le offese, ma si vede che per lui solo io dovevo perdonarlo e considerarlo un amico a distanza, lui doveva fare l'offeso e portarmi rancore.


Lui che viene in casa mia, illude me ed i miei figli (il fatto che abbia illuso loro per me è inaccettabile) su una meravigliosa convivenza nella quale ognuno doveva fare del suo meglio per andare d'accordo (il bene tra tutti c'era già), poi cambia idea e me lo comunica in un modo freddo e inappellabile e quando io, all'apice della delusione, gli faccio una scenata, sono imperdonabile.


Insomma, mi sono data tempo fino alla fine dell'anno appena concluso. Se non avessi visto nessun passo avanti questo umiliante scambio di stupidaggini via sms sarebbe finito. Il 29 dicembre gli ho spedito i cd con le foto che a lui mancavano. Ormai sapevo che era persa.


Una delle cose che più mi dispiacevano era che non avesse chiesto mai una volta di mio nipote per il quale stravedeva, né del mio cane che vedeva solo lui come padrone. Coi miei figli a malapena un “come stanno?, poi basta, sempre a parlare dell'anonimo che lo sputtana per tutto il paesino dove abita, a dieci minuti da qui. Mai un ricordo, una tenerezza, una parola che mi facesse capire che ancora ci teneva a me o a qualcuno di noi.


Cosa dovevo aspettare? Che gli sms passassero da uno a settimana a uno al mese? L'agonia della morte naturale? Che lui o io ci mettessimo a frequentare qualcun altro e ce lo dicessimo da bravi amici? Così aveva fatto con la sua ex, prima di me: rottura per gli stessi motivi e dopo un anno s'incontravano ancora clandestinamente al bar e si confidavano i loro problemi con i nuovi compagni.


Io non ci riuscirei mai. Poi può anche darsi che quando non ci si ama più e si sta già entrambi in un'altra storia possa esserci dell'amicizia, ma anche lì non saprei. A me non verrebbe mai la voglia di incontrarmi col mio ex di nascosto del mio compagno.


Sono stata così stupida che, pensando fosse da solo la sera di capodanno, l'ho invitato da me, tanto era tutta gente che conosce bene. Ho capito il suo imbarazzo e sapevo che avrebbe rifiutato, ma gli volevo far capire che a me non sarebbe dispiaciuto. Invece ho saputo che è stato in un posto chiassoso a far baldoria con alcuni suoi amici. Ho apprezzato l'sms appena scattata la mezzanotte, ma ho anche capito che così non potevo andare avanti.


L'orgoglio l'avevo ormai accantonato, ma la dignità, quella, mai.


Il 1° gennaio gli ho detto di non cercarmi più. Non so cosa sia successo in lui ed ormai credo che nessuno me lo potrà spiegare mai più, ma io voglio conservare quello che c'era e non farlo inquinare ancora di più da quello che c'è. Avrei voluto tanti e tanti ricordi da accumulare negli anni, ma ad un certo punto ho dovuto accettare la realtà. Ho chiuso la storia e lui ci ha messo il lucchetto.

Me l'ha fatto capire una sua frase al telefono, una per tutte. Gli avevo fatto notare di non aver visto niente da parte sua da quando ci eravamo lasciati. E lui: E infatti, non ho fatto niente. Come dire: se non ho hai visto  niente è perchè niente mi va di fare. Chiaro o no?


Adesso io e lui siamo davvero a tu per tu con noi stessi. Chi siamo e quanto valiamo ce lo dice la nostra coscienza e ce lo confermerà il tempo a venire. Nel cuore avremo chi siamo stati quando eravamo insieme, come ci sentivamo, cosa ci siamo dati. Nonostante tutto non ho rancore per lui e mi rifiuto di provare del male per uno che ho amato. Non l'ho fatto in passato, non lo farò adesso.
Avremo due vite che da questa esperienza ci faranno diventare persone diverse. Spero migliori.


p.s.: c'è una morale in questa favola? Sì, anche abbastanza conosciuta, da un grande come Gabriel Garcìa Màrquez:


Nessuno merita le tue lacrime, e chi le merita non te le farà 
mai versare.


Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a
passarlo con te.

13 commenti:

  1. Il Tuo post l'ho letto tutto e dire che ho una forma di allergia per i post lunghi. A tratti mi ha commosso e non saprei cosa consigliarTi ma di certo una cosa la posso affermare con estrema sicurezza. Lui ha perso veramente molto, Tu probabilmente, poco o niente.
    Detto questo Ti auguro un fine settimana sereno e pieno di cose belle.
    Ciao superPit

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  2. Talvolta succede, molto più semplicemente, che il sentimento svanisce.

    Altre volte che invece si conosce un'altra persona, e quella precedente scompare.

    Razionalizzare a tutti i costi quello che di più irrazionale esiste nel mondo, ovvero il sentimento, lo ritengo un esercizio davvero sterile e solo un poco consolatorio.

    Si ama, e poi non si ama più. Senza motivo, senza ragione, senza spiegazione.

    Capisco che è una cosa brutta da accettare, ma rifiutarsi di guardare una bozza sulla portiera dell'automobile certamente non ha l'effetto di riparare il danno.

    La cosa migliore, a mio giudizio, è accettare che le cose possono andare così, non parlarne (e non scriverne) più, pensarci quando viene e con il tempo le cose vanno a posto.

    Ricordo che dopo la mia ultima delusione d'amore per quasi venti minuti la vita non ha avuto nessun senso, ma poi fortunatamente mi sono ripreso.

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  3. ciao.

    che dire,...ho letto , ho letto...
     
    e  in maniera asettica e sinteticamente dico che è meglio lasciar perdere,...è meglio non sentirlo
    più e se chiama lui ..idem... inutile parlare  . .. ...
    poi piano piano
    piano piano
     si dimentica e  tornerai tranquilla e serena..

    hai altri importanti affetti  che ti aiutano.
    ciao

    fil

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  4. utente anonimo8 gennaio 2010 06:22

    Fai ridere quando fai la vittima in amore. Ti manca le physique du role... Ti è andata male una cosa, come capita. Ma poi basta che ne vada bene una, ed il passato si dimentica in un secondo. In fondo lo stronzo che hai incontrato sta peggio, perché mentre tu te lo sei tolto di torno e ne troverai un altro che ti farà felice, quello stronzo è e stronzo rimane, e tutto il mondo lo vedrà attraverso la sua stronzaggine...

    Ciao
    G.

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  5. ti chiedo solo  un favore.
    vivi qualsiasi tua emozione fino in fondo, bella e brutta che sia. NOn accetti di provare rabbia e vedere i tuoi sentimenti cambiare, ma essi cambiano è inutile che li respingi. li provi già e lui ti ha deluso mortalmente....

    e provi rabbia, paura, tristezza e risentimento. è normale ed umano.

    sono le emozioni riparatrici. non sono belle da vivere ma viverle serve per spurgare il proprio cuore. per liberarlo dai detriti che ha lasciato questa storia e non perchè devi liberarti dal ricordo o perchè quello che hai provato pensi che non dovrebbe mai essere intaccato da questo genere di emozioni, ma proprio perchè liberando la cosa dai detriti sarai in grado di ricordarlo per il bello che è stato ma anche di permettere al tuo cuore di provare di nuovo amore.

    Succede infatti che, quando si rifiuta di vivere queste emozioni riparatrici, ci si chiude anche alle altre emozioni come la gioia, la sorpresa. e questo impedisce di amare.

    chiudi il sipario ma permettiti di vivere.

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  6. cara Pit, ho etto il tuo post.
    Non me la sento di commentare, non ho niente di meglio di ciò che hai scritto tu stessa.

    per quanto può valere ti sono vicina

    paleomichi

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  7. utente anonimo10 gennaio 2010 07:35

    un altra cosa hai saputo come ha passato l'ultimo dll'anno? facile dire non è vero difficile dimostrare e dire la verità e le cose con precisione senza nascondere o dire e non dire cara

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  8. C'è poco da fare. Questa è la sequenza lacerante dell'innamorarsi di qualcuno che non contraccambi. Da quello che scrivi, questa persona per te non ha mai provato neppure un quarto di quanto tu abbia provato per lui.
    Quanto scrive Marquez è davvero illuminante: Nessuno merita le tue lacrime, e chi le merita , non te le farà mai versare.
    Cambia paese, città, regione. Te lo dico seriamente. Un ambiente in cui tu abbia collezionato questi ricordi, non può far altro che farti male, e, piano piano, solo seppellirti. Hai tante qualità, e tanta voglia di stare bene; può sembrarti una cosa incredibile con due figli e in un periodo come questo, ma è altrettanto vero, che in una condizione di delusione simile, tutte quelle belle qualità resteranno inesprimibili, occultate dall'amarezza.
    Che sia davvero un buon 2010, Pitunpi.
     

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  9. Eruption: sai che mi piacerebbe andar via da qui?

    Anonimo: che palle. Cosa vuoi che me freghi di dove ha passato l'ultimo dell'anno o del resto dopo tutto quello che mi fatto?

    Paleomichi: grazie per la solidarietà.

    Missi: fai sempre centro!

    Beer: hai ragione.

    G.:

    Struzzì: se di una tenerezza incredibile.

    GRAZIE A TUTTI.

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  10. La tua storia non è diversa da altre storie, che pur essendo state così importanti e belle, si trasformano nelle distanze e nelle indifferenze.. La conclusione è molto bella: ama chi ti ama. Si ama in due. Non devi rincorrere un amore se sei tu sola ad amare. Non puoi costringere nessuno ad amare se non ama più. Ci sono passato anche io, e non solo una volta. Insopportabili sono le interferenze di certe madri che finiscono per condizionare i figli. Ma consolati: non saresti mai stata libera da quella donna!

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  11. utente anonimo13 gennaio 2010 03:30

    Potrei incominciare con una "provocazione" dicendoti che tutto è bene quel che finisce bene!!!
    Mi sembra di aver capito che lui era per la convivenza ... ma con un'altra!!!
    Che il vostro rapporto non esisteva; nel senso che voi eravate orientati a difendervi dall'esterno me non a guardare veramente voi stessi.
    Che ad un certo punto uno dei due ha voluto farsi i fatti dell'altro e l'altro che non era pronto o non voleva condividerli ha risposto di conseguenza.
    Leggendo il tuo pst la conclusione che traggo (ma può essere errata!!!) che sicuramente non sei orgogliosa ma un po' permalosa sicuramente si.
    Trovo molta ironia nel come scrivi ... detto ciò ho scaricato il tuo libro che girerò magari alla direttrice di una piccola casa editrice per chiederle un parere se ha il tempo di leggerlo, perché io 256 pagine manco se mi invitassi a casa tua e me le leggessi in abiti succinti starei ad ascoltarti ... forse per gli abiti succinti!!!!
    Menphis.

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  12. Quando una storia ti coinvolge è sempre dura venirne fuori.Chissà perché le cose sembrano semplici solo viste da fuori.

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  13. Pit, manchi da un po'. Qualcosa non va?

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