domenica 31 gennaio 2010

Complimenti

Ancora la neve. Mò io dovrei sciogliermi (proprio come la neve) dicendo che nevica come se il cielo e le nuvole si ribellassero ad un anno di intense sofferenze.

Ma siccome, l'avrete chiaramente notato, come poeta faccio letteralmente c...., allora mi limito a dire, anche perchè molto più in linea con la mia personalità, che spero vivamente che una sbadilata di neve seppellisca tutti quelli che fanno del male vero al prossimo, che li iberni e che rimangano tumulati per sempre nella loro fredda prigione senza mai essere ritrovati.

Madò, chissà che ressa là sotto!

Ora vi racconto questa:

Settimana scorsa. Ero al supermecato, non il solito, un altro. Chi ti vedo all' inizio di una corsia? Il mio ex capoccia, altrimenti detto Malgioglio. Mi assale una profonda vergogna per lui, per il male che mi ha fatto ed istintivamente mi chiedo, ora che c'incroceremo, cos'è meglio fare. Guardarlo dritto negli occhi con aria di sfida? Ignorarlo fingendo di scegliere il latte?
Ci pensa lui, cuor di leone: gira i tacchi e si dilegua in un secondo.


Che uomo!
Tutti quelli che alla fine di qualcosa, lavoro, amicizia, storia, spariscono, danno la misura di quello che in realtà sono.


giovedì 28 gennaio 2010

La memoria corta

E' un bene che si ricordi il male.
Quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei è atroce ed il giorno della memoria non è come la festa della donna: inutile.
E' una giornata in cui anche la retorica serve a ricordare l'orrore che milioni di persone hanno vissuto, diretta od indirettamente, tanti anni fa.

C'è gente che non sa manco cos'è accaduto ieri a casa sua, che vive inseguendo l'ennesima macchina da svariate decine di mila euro, che sarebbe capace di stendere un pedone pur di non tardare al lavoro, che si ubriacano sistematicamente tutti i week end, che trascurano gli affetti in nome della carriera e del denaro.

Queste emerite teste di cazzo, con il fare, l'atteggiamento, le parole, sono dei nazisti ed inneggiano, da invasati, a Mussolini ed a un tempo che fu, a detta loro, meraviglioso.

E siccome si diceva, ed alcuni ne  vanno fieri, occhio per occhio, dente per dente, per la miseria, io li deporterei un annetto ad Auschwitz.



 

lunedì 25 gennaio 2010

mercoledì 20 gennaio 2010

Quota 18

Sta cominciando il travaglio. Nel pomeriggio mia madre mi ha fatto notare che sono stranamente tranquilla e che mi sono seduta a riposare spesso.

Del resto sono già al nono mese e mi aspetto il parto da un momento all'altro. Infatti, verso le 22 sono iniziate le contrazioni e so come andrà a finire:  mio figlio nascerà tra poche ore.

Adesso siamo in macchina diretti all'ospedale, ma non ci sarà posto e dovrò andare in clinica. Lì l'ostetrica, dopo avermi visitata e rotto le acque, mi farà fare un'iniezione per aiutare la dilatazione e poi monitonerà il battito del bebè. Io saprò che sta per arrivare un'altra devastante contrazione perchè il monitor farà tumtumtumtumtum velocemnte per poi rallentare e darmi qualche secondo di tregua.

Arriverà il mio ginecologo, che mi chiama 'a milanise, a rincuorarmi ed a dirmi che comunque è presto. Mia madre e mia suocera si scambieranno occhiate apprensive e mio marito sembrerà indaffaratissimo. In realtà è solo molto emozionato,

Dopo un pò vengono a prendermi con la barella. Io ormai non capisco più niente, vorrei solo dormire per non sentire più il dolore.
L'ascensore che porta alla sala parto non si chiude e mio marito deve farsela a piedi.

In sala parto (sarebbe meglio chiamarla sala arrivo... ehm) mi mettono nella classica posizione chiamata anche "senza segreti" e m'impegno nelle spinte peraltro spontanee.
Mio marito sembra ingessato nel camice verde, il ginecologo è semi nascosto dalla mascherina, le infermiere sorridono, l'ostretrica è acida come si conviene ad una vera levatrice.

Un bel biondino! mi dicono in coro, e poi me lo porgono. E' piccolo, fragile, sporco, tenero e bello! Non perchè è mio figlio, ma è davvero fine: nasino a patatina, peluria bionda, il faccino tondo tondo. Sembra una mela.

Auguri Franci! Alle 5,15 del 21 gennaio compirai 18 anni....Grazie di esistere!

Foto varie 004

domenica 17 gennaio 2010

Nella vecchia fattoria

Un tempo conoscevo questi personaggi.
Bellini, avrei potuto farci un teatrino per le marionette.

A) aspetto normale, piglio da capo. Peccato non si capisse un'acca quando parlava. Modello Maurizio Costanzo, avete presente? Boni....


 



B) lo chiamavo "Cavallo pazzo". Sparava dalle 20 alle 30 cazzate/minuto. Tirava sempre su col naso. Allergia?



 

 

 


C) sguardo lontano. Inseguiva il suo cervello ma non mi risulta l'abbia mai acchiappato. Era più facile saltarlo che girarci intorno.

 




D) s'impastricciava la faccia di fondotinta e...basta. Sembrava una mummia beige ed inespressiva.





E) pensavo fosse down e che l'avessero presa per bontà.
Mi scuso con i down: era proprio scema.
I microcefali dicevano fosse "figa". E certo...



 

F) B la chiamava "l'utero è mio e me lo gestisco io".
Lei si sentiva amata da lui e dava il massimo.




G) una nanetta del circo, brutta, pelosa e cattiva. Camminava per i corridoi parlando da sola.



F) mi chiedevo spesso se il movimento delle mandibole di questa donna potesse influenzare i pianeti.





G) modestina. Sembro un maschiaccio.... e lo sono. La protuberanza davanti non è solo dovuta al fatto che porto i jeans di mio marito... c'ho il pacco....




H) una mina vagante. Un concentrato di idiozia, gaffes, uscite a sproposito. Un arrampicatore sociale.



I) ciulatemi tutto ma non il mio camion.



J) quasi quarant'anni e non dimostrarli.
Mi sono sposato.... e non dimostro manco quello.


image

To be continued.....

Nel frattempo, scaricatevi 'sto libro che poi v'interrogo:

Voglio_capire_se_ne_è_valsa_la_pena1

Voglio capire se ne è valsa la pena

 


Sinossi


   




 



 




        Laura è una quarantenne divorziata con tre figli. La sua vita è scandita dal lavoro poco soddisfacente e scarsamente remunerato e dai figli che le danno gioie e preoccupazioni.



 




Raramente il suo stipendio basta per affrontare tutte le uscite e spesso, come dice lei stessa, la pianta in asso a metà mese. Fin qui i problemi di tutti i giorni, di molte donne nella sua non facile condizione.


Quello su cui la protagonista pone l'accento è il rapporto malsano con un uomo più giovane e, purtroppo, disturbato. Il tono è volutamente “leggero”, ma spesso diventa profondo, sentito, accorato.


Arriva un momento in cui Laura si chiede come mai molte donne, lei compresa, non riescano a cogliere i segnali che indicano chiaramente, nella fase conoscitiva di una persona, l’inevitabile percorso verso una relazione che porterà solo tremende sofferenze e perché tante di loro tendano a ripetere lo stesso madornale errore, come in un copione che non riescono ad impedirsi di recitare.


Inizia allora un percorso riflessivo sull’altro sesso che le permetterà di capire cos'era a trarla in inganno e che la porterà ad una diversa consapevolezza di sé e degli altri.


Molti capitoli s’intitolano Io (seguito da un numero progressivo) e narrano le opinioni e le considerazioni attraverso le quali Laura arriverà finalmente ad amarsi.


A sua volta, questo processo a tratti doloroso, la condurrà verso una storia amorosa completamente diversa, sana, appagante.




 



 




        Una storia scritta col cuore, quasi del tutto autobiografica, che vorrebbe portare la propria esperienza e le proprie scoperte a tutte le donne che vivono sempre e da sempre storie “sbagliate”.



 




 




copertina_anteprima
 



 

giovedì 14 gennaio 2010

Il pollo

Reparto carne alla Coop.

Io concentratissima nella scelta: bovino adulto o vitello? Il vitello costa di più ma è più tenero....Sì, ma il bovino è più rosso... forse contiene più ferro.

Lo spezzatino l'ho fatto qualche giorno fa, prendiamo le bistecchine.... una bella cotoletta alla milanese.... buoooona!

Sì, ma è fritta. Miseria.... va bene, la faccio panata in padella senza grassi.

Prendo il vassoio ed alzo gli occhi. Ne incontro un paio che mi guardano fissi. Uh signur, vuoi vedere che quello che dicono è  vero e cioè che i supermercati sono luoghi di acchiappo per alcuni?

Infatti il tizio mi sorride e continua a fissarmi. Non male però.
Faccio finta di niente. E dài, che squallore, immagina quando ci chiederanno dove ci siamo conosciuti: al reparto carne della Coop. Romaaaantico!

E comunque faccio quella tutta d'un pezzo, ma gli occhioni color brace del tizio....eh 'nzomma....

L'occhio mi cade sul vassoio che ha in mano e distrattamente leggo l'etichetta stampigliata sopra "Ritagli di pollo" e noto bargigli, creste e pezzi con le piume attaccate. Sento,tangibile, la puzza delle penne bruciacchiate.

Ora: passi per la misera location, passi per l'aria da cuccador del tizio, ma uno che si cala i ritagli di pollo proprio non lo posso affrontare. Crisi o non crisi, al massimo se devi risparmiare, piglia le alucce di pollo, costano poco anche quelle ma fanno più bella figura.
Viro col carrello puntando decisa e senza rimpianti il reparto surgelati. Ma poi un dubbio mi attanaglia:
E SE AVESSE UN  GATTO??

ALTRE SFIGATISSIME STORIE SIMILI LE POTRETE TROVARLE NEL MIO PRIMO LIBRO SCARICABILE QUI:




Voglio_capire_se_ne_è_valsa_la_pena1Voglio capire se ne è valsa la pena


 


Sinossi


   




 



 




        Laura è una quarantenne divorziata con tre figli. La sua vita è scandita dal lavoro poco soddisfacente e scarsamente remunerato e dai figli che le danno gioie e preoccupazioni.



 




Raramente il suo stipendio basta per affrontare tutte le uscite e spesso, come dice lei stessa, la pianta in asso a metà mese. Fin qui i problemi di tutti i giorni, di molte donne nella sua non facile condizione.


Quello su cui la protagonista pone l'accento è il rapporto malsano con un uomo più giovane e, purtroppo, disturbato. Il tono è volutamente “leggero”, ma spesso diventa profondo, sentito, accorato.


Arriva un momento in cui Laura si chiede come mai molte donne, lei compresa, non riescano a cogliere i segnali che indicano chiaramente, nella fase conoscitiva di una persona, l’inevitabile percorso verso una relazione che porterà solo tremende sofferenze e perché tante di loro tendano a ripetere lo stesso madornale errore, come in un copione che non riescono ad impedirsi di recitare.


Inizia allora un percorso riflessivo sull’altro sesso che le permetterà di capire cos'era a trarla in inganno e che la porterà ad una diversa consapevolezza di sé e degli altri.


Molti capitoli s’intitolano Io (seguito da un numero progressivo) e narrano le opinioni e le considerazioni attraverso le quali Laura arriverà finalmente ad amarsi.


A sua volta, questo processo a tratti doloroso, la condurrà verso una storia amorosa completamente diversa, sana, appagante.




 



 




        Una storia scritta col cuore, quasi del tutto autobiografica, che vorrebbe portare la propria esperienza e le proprie scoperte a tutte le donne che vivono sempre e da sempre storie “sbagliate”.



 




 




copertina_anteprima


E se non bastasse, visitate il link qui di seguito, mi trovate in tutte le uscite! http://nuke.mondorosashokking.com/PROPOSITOPERIL2010/tabid/887/Default.aspx

domenica 10 gennaio 2010

VCSNEVLP


mesdames et messieurs!

rull de tambur !!





Et voilà le libr da me medesima ecrite in un period de folies e que pias a tout le monde chi l'ha lett et han dett che è vrement sensational!

So que è da tant que l'attendant e finalment pour vous in anteprim pouvrez pouvon pouvras (pouvrassa me soprattutt) scaricarl (nel cess) oppur nel votre pc salvand souvre le votre desktop oppur une cartell. Fate vous.

Il est un libro très autobiografique per quoi (per cui) s'il vous plait farv i cazz mia poutet legger tout la vie di 'sta mademoiselle. Alcun situation et details son stat changè pour motivation letterarie, ma la sostanz rimaine.

S'il vous plaicerà très très assai, vous poutet raccomander de legger a votres amis et parents et me farons très felix.
Je sarè aussi felix si vous me dirons que ne pensons una volta lett le libr che s'appelle com il blog.

Al fin del libr beaucoup de vous troveron il lor nick per le ringraziement.

Beccatev il libr, dunqu.



 



copertina_anteprima



A parte gli scherzi, scaricatelo (possibilmente sul vostro pc) oppure stampatelo e divulgatelo se vi piace, perchè lo scopo di un libro è quello di essere letto! (ma và!?)



Voglio capire se ne è valsa la pena



 



Sinossi



   



 





        Laura è una quarantenne divorziata con tre figli. La sua vita è scandita dal lavoro poco soddisfacente e scarsamente remunerato e dai figli che le danno gioie e preoccupazioni.





Raramente il suo stipendio basta per affrontare tutte le uscite e spesso, come dice lei stessa, la pianta in asso a metà mese. Fin qui i problemi di tutti i giorni, di molte donne nella sua non facile condizione.



Quello su cui la protagonista pone l'accento è il rapporto malsano con un uomo più giovane e, purtroppo, disturbato. Il tono è volutamente “leggero”, ma spesso diventa profondo, sentito, accorato.



Arriva un momento in cui Laura si chiede come mai molte donne, lei compresa, non riescano a cogliere i segnali che indicano chiaramente, nella fase conoscitiva di una persona, l’inevitabile percorso verso una relazione che porterà solo tremende sofferenze e perché tante di loro tendano a ripetere lo stesso madornale errore, come in un copione che non riescono ad impedirsi di recitare.



Inizia allora un percorso riflessivo sull’altro sesso che le permetterà di capire cos'era a trarla in inganno e che la porterà ad una diversa consapevolezza di sé e degli altri.



Molti capitoli s’intitolano Io (seguito da un numero progressivo) e narrano le opinioni e le considerazioni attraverso le quali Laura arriverà finalmente ad amarsi.



A sua volta, questo processo a tratti doloroso, la condurrà verso una storia amorosa completamente diversa, sana, appagante.



 





        Una storia scritta col cuore, quasi del tutto autobiografica, che vorrebbe portare la propria esperienza e le proprie scoperte a tutte le donne che vivono sempre e da sempre storie “sbagliate”.



giovedì 7 gennaio 2010

Cala il sipario

 ATTENZIONE: CHI NON AMA LEGGERE ED INTERESSARSI ALLE UMANE VICENDE ALTRUI, TROVERA' QUESTO POST MOLTO PROLISSO. PASSATE OLTRE SE LA PENSATE COSI'.
PER GLI ALTRI: ENTRATE IN PUNTA DI PIEDI E GRAZIE DI ESSERCI


A quanto pare ultimamente gli anonimi mi amano. Uno mi ha scritto nel post precedente che gli sembro molto orgogliosa.
Se ha seguito un minimo la vicenda avrà notato che, ad un certo punto, quasi subito dopo la rottura, ho fatto calare il sipario. Non perchè non ci fosse nient'altro da dire, ma per rispetto mio e suo (del mio ex). Soprattutto suo dato che, dal mio canto, non avrei potuto dire belle cose sul suo conto.

Adesso che il mio blog non è più condizionato, posso chiarire alcune cose che a quanto pare ancora interessano a qualcuno.
Tra il mio ex e me c'era davvero un grande amore e dire che stavamo bene insieme è molto riduttivo. Quasi 4 anni così. Abbiamo superato qualunque cosa, il rapporto era contrastato da persone, avvenimenti, influenze, tutti pesanti, invadenti, pressanti. E noi 4 anni a farci forza e superare tutto. Ridevamo tanto, ci stavamo vicini, ci appoggiavamo, ci capivamo al volo, c'era intesa in tutti i sensi.

Lui era il mio faro, il mio eroe, la mia cartina tornasole, la persona migliore del mondo. In 4 anni non ho mai pensato ci fosse un uomo migliore, più bello, più saggio, più simpatico. Non ho mai guardato nessuno con interesse e se vedevo qualche bel ragazzo lui vinceva sempre il confronto.

Non so cos'è successo dopo. Non c'ho capito niente, credetemi. Le mie colpe credo siano state quelle di aver spinto sulla convivenza. La maggior parte di voi all'epoca mi disse che è una cosa naturale avere dei progetti quando si è innamorati e si sta bene insieme. Infatti anche lui diverse volte mi ha detto che sapeva di sbagliare, ma che aveva un “blocco” e che non riusciva, nonostante i suoi quasi 35 anni, a venir via da casa dei suoi.
A questo aggiungiamo che lui stesso, alla mia domanda del perchè facesse quella vita ritenendola sbagliata, mi ha risposto “perchè mi fa comodo”.

Disarmante. Quando, dopo un paio di settimane di “non so” “sono bloccato” “non capisco” e, soprattutto di silenzi e di sguardi impotenti, gli ho detto che potevamo anche andare ognuno per la propria strada, ha accettato la cosa senza battere ciglio.


Da lì in poi ci sono stati da parte sua sms amichevoli che via via si sono stemperati in sms di circostanza. In alcuni casi anche in sms rabbiosi e maleducati. Tipo: mi aveva detto di contare su di lui per qualsiasi cosa. Una sera ho avuto bisogno e mi ha scritto “La cosa non mi piace, ma vengo” e quando è arrivato era sospettoso e cupo. Vi lascio immaginare come mi sono sentita.


Ed io a dargli corda perchè mi dicevo che la cosa era fresca e bisognava dargli tempo. IO A LUI, non so se mi spiego. Lui mi aveva fatto un voltafaccia assurdo ed IO gli davo tempo. Ti sembro orgogliosa, anonimo?


Un'altra volta il cellulare si è messo a fare l'idiota perchè mezzo rotto ed a mandare pezzi dello stesso sms di risposta ad uno suo mezza dozzina di volte. Risposta sua “Miseria ke è!!” seguita da telefonata da incazzo totale.


Tre volte gli è venuta forse un po' di malinconia e mi ha chiesto se poteva chiamare. Ma non si parlava mai di noi e se prendevo l'argomento era tutto uno sbuffare. Voleva solo parlare dell'anonimo che su questo blog offende sia lui che sua madre... Con tutti i casini che c'erano tra noi, dovevamo disquisire di un anonimo.... Il suo pentimento per avermi chiesto di chiamarmi era palese.


Mi definisci ancora orgogliosa? Andiamo avanti.


Tutti i suoi sms finvano con un “Ciao!”, come a dire “Ok dimmi come va (e come vuoi che vada?), ma sappi che la cosa finisce qui". Quando non c'era il CIAO potevo star certa che seguiva la richiesta di telefonata che io accettavo.


Orgogliosa, vero?


Proseguendo su questo bellissimo sentiero, è innegabile che gli sms sono diminuiti.... Io ne mandavo davvero pochi e solo quando avevo davvero qualcosa da dire, fargli sentire che lo pensavo, magari nel mancato anniversario.


Ho aspettato come una deficiente per quasi due mesi che mi facesse una sorpresa, magari quando portavo fuori il cane. La mattina mi alzavo tutta contenta e mi dicevo “Sono sicura che piano piano ci riavvicineremo” ed alla sera piangevo come un vitello perchè mi rendevo conto sempre di più che non sarebbe mai successo. Mi messaggiava e telefonava quando stava peggio, ero solo la sua stampella nei momenti di solitudine, inutile illudersi.

Ho fatto i salti mortali per rendere decenti queste Feste e posso dire di esserci riuscita, ma vi risparmio l'allestimento dell'albero di Natale... sono annegata nelle lacrime nel vedere ancora i fili delle luci annodate come faceva lui fino all'ultimo Natale insieme.


Capite che passare da essere tutto per qualcuno ad essere una semplice “amica” è la cosa più triste che possa capitare. Ed era stato lui a sbagliare con me. Se avessi sbagliato io, avrei davvero smosso il mondo. Ma quando il tuo uomo sbaglia e non rimedia, tu cosa puoi fare? Perseguitarlo? Umiliarti? Pregarlo? E a cosa servirebbe? Ed anche se tornasse, se lo fa solo perchè sfinito dalla tua persecuzione e non da un pentimento sincero, che te ne fai?


Io non m'aspettavo grandi cose, anzi, non avrei neanche voluto riprendere il rapporto da subito. Mi sarebbe piaciuto solo l'aver visto dell'interesse nel riprendere a frequentarci piano piano. Solo in quel caso avrei accettato l'amicizia. Poi se la cosa non andava, pace. Ma, dopo tutto l'amore che professava e, per la verità, dimostrava, credo abbia preso un po' troppo la palla al balzo, come diceva il famoso castratore di canguri, nel momento in cui l'ho lasciato. Della serie “E quando mi ricapita una fortuna simile?”.


Una sera gli ho chiesto io di poterci sentire al telefono. Credo sia stata una delle telefonate più importanti della mia vita. Gli ho riferito le mie riflessioni da quando ci eravamo lasciati e cioè che per me, sinceramente, non era tanto importante la mancata convivenza, ma lui, il mio rapporto con lui e che, se voleva, potevamo provare a ricostruirlo anche senza un impegno di convivenza. Risposta: Non me la sento, non sono convinto. Hai offeso mia madre ed ho ancora molta rabbia verso di te.


Orgogliosa? Una che davvero ami se stessa, avrebbe dovuto chiudere la conversazione, andare in bagno, vomitare e poi scordarsi che lui sia mai esistito. Io, invece, non l'ho semplicemente più cercato. Neanche quel poco che facevo prima.


Cioè: lui con me aveva trovato una famiglia e casa mia era la sua. Tutto senza impegno da parte sua ed io ero felice solo del fatto che fosse con me, non chiedevo altro. Dal suo canto, senza pressioni da parte dei suoi per una vita autonoma e senza pressioni da parte mia per una vita insieme, prendeva il meglio di uno e dell'altra. Va bene, per 4 anni nessuno gli ha mai detto niente. Ma io mi ero illusa di poter essere come le altre, che ad un certo punto “si rifanno una vita” ed ho voluto le cose più semplici che qualunque coppia vuole: fare progetti. Avevamo già chiarito che lui non voleva figli, che lui non voleva sposarsi, ma sulla convivenza era sempre stato favorevole e diceva che ci saremmo arrivati con calma ed al momento giusto.


Quando ci siamo arrivati si è “bloccato”. Che momenti memorabili. E secondo lui ero io in torto, non lui. Per carità, io sua madre l'ho offesa perchè stupidamente ho dato a lei la colpa dell'indecisione e dell'immaturità del mio compagno. Ed invece no. Non so se sua madre lo abbia, anche solo con un'occhiata, trattenuto, ma la testa è la sua e lui è un adulto non un adolescente, quindi sua madre poteva anche minacciarlo di morte, ma la decisione restava la sua. Gli avevo già chiesto scusa per le offese, ma si vede che per lui solo io dovevo perdonarlo e considerarlo un amico a distanza, lui doveva fare l'offeso e portarmi rancore.


Lui che viene in casa mia, illude me ed i miei figli (il fatto che abbia illuso loro per me è inaccettabile) su una meravigliosa convivenza nella quale ognuno doveva fare del suo meglio per andare d'accordo (il bene tra tutti c'era già), poi cambia idea e me lo comunica in un modo freddo e inappellabile e quando io, all'apice della delusione, gli faccio una scenata, sono imperdonabile.


Insomma, mi sono data tempo fino alla fine dell'anno appena concluso. Se non avessi visto nessun passo avanti questo umiliante scambio di stupidaggini via sms sarebbe finito. Il 29 dicembre gli ho spedito i cd con le foto che a lui mancavano. Ormai sapevo che era persa.


Una delle cose che più mi dispiacevano era che non avesse chiesto mai una volta di mio nipote per il quale stravedeva, né del mio cane che vedeva solo lui come padrone. Coi miei figli a malapena un “come stanno?, poi basta, sempre a parlare dell'anonimo che lo sputtana per tutto il paesino dove abita, a dieci minuti da qui. Mai un ricordo, una tenerezza, una parola che mi facesse capire che ancora ci teneva a me o a qualcuno di noi.


Cosa dovevo aspettare? Che gli sms passassero da uno a settimana a uno al mese? L'agonia della morte naturale? Che lui o io ci mettessimo a frequentare qualcun altro e ce lo dicessimo da bravi amici? Così aveva fatto con la sua ex, prima di me: rottura per gli stessi motivi e dopo un anno s'incontravano ancora clandestinamente al bar e si confidavano i loro problemi con i nuovi compagni.


Io non ci riuscirei mai. Poi può anche darsi che quando non ci si ama più e si sta già entrambi in un'altra storia possa esserci dell'amicizia, ma anche lì non saprei. A me non verrebbe mai la voglia di incontrarmi col mio ex di nascosto del mio compagno.


Sono stata così stupida che, pensando fosse da solo la sera di capodanno, l'ho invitato da me, tanto era tutta gente che conosce bene. Ho capito il suo imbarazzo e sapevo che avrebbe rifiutato, ma gli volevo far capire che a me non sarebbe dispiaciuto. Invece ho saputo che è stato in un posto chiassoso a far baldoria con alcuni suoi amici. Ho apprezzato l'sms appena scattata la mezzanotte, ma ho anche capito che così non potevo andare avanti.


L'orgoglio l'avevo ormai accantonato, ma la dignità, quella, mai.


Il 1° gennaio gli ho detto di non cercarmi più. Non so cosa sia successo in lui ed ormai credo che nessuno me lo potrà spiegare mai più, ma io voglio conservare quello che c'era e non farlo inquinare ancora di più da quello che c'è. Avrei voluto tanti e tanti ricordi da accumulare negli anni, ma ad un certo punto ho dovuto accettare la realtà. Ho chiuso la storia e lui ci ha messo il lucchetto.

Me l'ha fatto capire una sua frase al telefono, una per tutte. Gli avevo fatto notare di non aver visto niente da parte sua da quando ci eravamo lasciati. E lui: E infatti, non ho fatto niente. Come dire: se non ho hai visto  niente è perchè niente mi va di fare. Chiaro o no?


Adesso io e lui siamo davvero a tu per tu con noi stessi. Chi siamo e quanto valiamo ce lo dice la nostra coscienza e ce lo confermerà il tempo a venire. Nel cuore avremo chi siamo stati quando eravamo insieme, come ci sentivamo, cosa ci siamo dati. Nonostante tutto non ho rancore per lui e mi rifiuto di provare del male per uno che ho amato. Non l'ho fatto in passato, non lo farò adesso.
Avremo due vite che da questa esperienza ci faranno diventare persone diverse. Spero migliori.


p.s.: c'è una morale in questa favola? Sì, anche abbastanza conosciuta, da un grande come Gabriel Garcìa Màrquez:


Nessuno merita le tue lacrime, e chi le merita non te le farà 
mai versare.


Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a
passarlo con te.

mercoledì 6 gennaio 2010

Buona Fortuna




Ascoltatela!

ALEX BRITTI
Canzone: BUONA FORTUNA

TESTO:


Saranno stati anche gli anni migliori
ma non puoi mica parlarmene sempre
sottolineando tutti gli errori
poi si finisce a parlare di sesso e come adesso non c’è più
in questo cielo da un milione di stelle
se una si spegne non si vede neanche
in questo oceano di emozioni
mi sei vicina ma ti sento distante come amante e come sei
ma se tra noi era qualcosa di vero
non si può mica sciogliere adesso
non sono stato mai così sincero
vorrei giurarlo ma so che non mi credi lo stesso
e allora ti sorprendo, faccio qualcosa che non ti aspetti
magari vado via così alimento i miei difetti


Dimmi almeno buona fortuna
perché mi resterai per sempre
siamo stati sulla luna
ma dopo un po’ siamo tornati per terra
la guerra a noi non appartiene
perché tra noi è speciale
noi due stavamo bene anche se stavamo male


Dimmi almeno buona fortuna
e che non ci sarà rancore, amore
e passeranno gli anni
ci resterà quell’emozione incosciente, la mente
ci lascerà vicini, anche se lontani
adesso non è tardi, se ieri è già domani


Saranno stati anche gli anni migliori
e son contento che almeno è successo
perchè arrivare così lontano
non capita mica a tutti
tra i miei amici nè tra i tuoi
noi che eravamo così uguali
ma in certe cose troppo diversi
trascuravamo i nostri ideali
inseguivamo un sogno ma poi ci siamo un pò persi
e adesso tutto bene
la vita scorre regolare
ma certe sensazioni
non potranno più tornare


Dimmi almeno buona fortuna
quando ogni tanto ci penso ancora
vorrei vederti un giorno
velocemente raccontarti di me per un’ora
e poi sentirti dire
che tra noi è speciale
noi siamo due pianeti che non si possono incontrare


Dimmi almeno buona fortuna
e che non ci sarà rancore, amore
e passeranno gli anni
ci resterà solo un ricordo elegante, la mente
ci lascerà vicini, anche se lontani
adesso non è tardi se ieri è già domani


Il sole splende adesso ognuno ha la sua vita
la sua metà del letto la cima della sua salita
il sole fa il suo dovere ci scalda e ci consola
il destino ci stupisce come un’aquila che vola
ci lascerà vicini anche se lontani
adesso sto sognando e poi mi sveglierò domani


domenica 3 gennaio 2010

Mago Volino

 

Recensione dei critici:


Leggerezza dei contenuti, ma
la
trama nel suo insieme è molto attuale.
E' la vita che si riducono a fare oggi molti uomini dai 30 anni e oltre. Inizialmente non pronti a farsi una famiglia. Per finire pentiti, quando ormai è troppo tardi.



FABIO VOLO, ESCI DA SOTTO AL MIO LETTO!


Ho letto il libro. Sì, a me Volo piace e piace perchè non lo considero un grande scrittore nè il guru dell'era moderna, ma una persona che ha delle cose da dire, magari banali, scontate, certamente appartenenti alla vita di molti. E trovo i suoi libri migliori di tante boiate di altri autori ritenuti più, e scusate il gioco di parole, "autorevoli" e che, quando li prendi in mano, con le aspettative alle stelle, ti chiedi "tutto qui?".


Detto questo, sarà il caso, sarà il fato, sarà la combinazione, sarà la contingenza, sarà... va bè basta, sarà quel che sarà, ma Volo ha l'imbarazzante capacità d'infilarsi nella mia vita e di raccontarla al momento giusto.


Dal libro (cito pari pari saltando paragrafi, ovviamente):

LUI nel libro dice:


 


Lei voleva da me qualcosa che io non ero in grado di darle, e per di più nemmeno ci riuscivo a capire cosa fosse. Io credevo addirittura che fossero insicurezze sue, paranoie. Perchè, se analizzavo com'ero, pensavo: “Non sono geloso, non le chiedo mai di fare qualcosa che non voglia, non mi arrabbio praticamente mai, la lascio completamente libera, quando esce non le domando nemmeno dove va, cosa posso fare più di così?”


Non capivo cosa volesse da me. Poi tutto mi è stato chiaro. C'ho messo un po', ma ce l'ho fatta; purtroppo il risultato di questa mia lentezza è che a letto, ultimamente, ho i piedi freddi.


Da conviventi eravamo persone peggiori. Ed è straordinario il fatto che siamo riusciti a dircelo....Invece di mentire per non ferirci, abbiamo scelto di parlarne.


A dire la verità, penso che lei se ne sia andata non perchè non volevo avere un figlio, ma soprattutto perchè non mi lasciavo amare.


Quando stavo con lei, spesso dicevo che avevo bisogno del mio spazio. Poi ho capito che lei era il solo spazio di cui avevo bisogno.



LEI nel libro dice:



In questi anni hai avuto per me attenzioni bellissime. Sei bravo in queste cose.... Quando avevi tutte queste attenzioni nei mie riguardi pensavo che mi stessi amando, che solo una persona innamorata potesse fare certi gesti.... Magari riesci ad amare e ad aprire la porta per qualche istante, ma poi la richiudi subito. Ho anche capito il perchè. Non per la paura che qualcuno possa entrare, ma per il terrore che tu possa uscire, che tu possa scappare.....


. sono io che ho sbagliato.... perchè pensi solo ai tuoi gesti, ti concentri su quello che fai, su quello a cui rinunci. E pensi che tutto ciò sia la prova del tuo amore. Tu le rinunce degli altri nemmeno le vedi. Credi che sia facile stare con te? Tu pensi di sì perchè non disturbi, non chiedi aiuto, non ti arrabbi mai, non litighi. Invece sappi che starti accanto è faticoso. Non sai quanti pensieri, quante attese, quante delusioni, quante lacrime e pianti. Tutti in silenzio. Non ti ho mai detto niente per non farti del male e perchè conoscendoti una persona impara a non dirti nulla, perchè sa già la tua risposta “Se è faticoso stare con me, perchè non vai via?”.

Tu hai schiacciato tutte le emozioni. Per questo non ti arrabbi, non perchè sei equilibrato, ma semplicemente perchè hai represso le emozioni: via l'amore, via la rabbia, tutto viene nascosto nel tuo lavoro.... Come se lavorassi solo tu al mondo. Sei così preso da te stesso che nemmeno ti accorgi di tutto quello che una persona sopporta per stare con te.


Guarda adesso, per esempio: me ne sto andando, ti sto lasciando e questa volta per sempre e tu non dici nulla, come se la cosa non ti toccasse minimamente. Dimmi che sono un'egoista, una stronza che ti lascia invece di rimanere e accettarti per come sei. Grida, incazzati, fai qualcosa... invece di restare lì impalato.



E LUI:


Era ferma sulla porta di casa con gli occhi lucidi. Mi stava implorando di non farla andar via. Questo mi stava chiedendo. Io sono riuscito solamente a dire “Cosa vuoi che ti dica, hai ragione e ti capisco”.


Mi ha guardato con un'espressione di delusione e ha sibilato “Vaffanculo”.


E se n'è andata.