venerdì 6 novembre 2009

Il principe azzurro

Urge parere/consiglio:



una mia amica ha una relazione da 4 anni con un suo coetaneo di 35 anni.
Lui sembrerebbe l'uomo ideale: sempre presente, attento, le evita ogni fatica e sforzo, la aiuta economicamente nelle piccole cose, ha amore per i figli di lei (nati dal matrimonio naufragato) e per la casa di lei.

Il neo? Lui, nonostante sia economicamente benestante e non sia un ragazzino, non se la sente ancora di convivere con lei nonostante si professi,  e per la verità dimostri, di essere innamorato.

Dice di avere troppe paure, che la sitauzione di lei è particolare perchè i figli sono grandicelli e, nonostante siano diventati grandi amici, la convivenza potrebbe rivelarsi drammatica. Sta di fatto che lui nella casa di lei ci convive nel senso che, dal momento in cui finisce di lavorare fino a mezzanotte circa, mangia e bivacca lì. Poi torna a casa sua per dormire.

Ma qui viene il bello: casa sua è casa dei suoi. Cioè lui, soldi in tasca e macchina da 40mila euro sotto il culo, 35 anni, vive ancora coi suoi che non gli hanno mai detto "vola" e che lo tengono a mangiare e dormire a gratis in casa, occupando ancora la cameretta di quando era ragazzo. Peluches inclusi, pare.

Un mese fa, a seguito della mobilità della mia amica e della risoluzione del contratto d'affitto della casa di lei, decidono finalmente di parlare di convivenza e lo dicono ai ragazzi i quali, pur con i loro timori, mostrano di apprezzare il passo soprattutto perchè il compagno della mamma a loro piace molto.

Vanno a vedere una casa tutti insieme, ma non è di loro gradimento. Fissano allora la convivenza all'estate prossima per avere più tempo per guardare altre case e non mettersi premura.

Due sere fa lui dice "perchè tanta fretta?" e si rimangia i progetti fatti. Per lui l'estate prossima, dopo 4 anni di fidanzamento, vuol dire avere fretta. Cambia tutte le carte in tavola e dice che non si sente pronto e che, pur volendo anche lui la stessa cosa che vuole lei, non sa fare previsioni e non vuole pressioni nè stabilire scadenze.

La mia amica viene anche a sapere dei discorsi avvenuti tra lui ed i suoi (di lui) genitori e capisce che l'hanno  invitato a riflettere sul passo che sta per compiere. Naturalmente lei sa bene che la colpa del voltafaccia è solo da imputare a lui perchè la testa per decidere è la sua e lo lascia dopo una tremenda scenata durante la quale sfoga tutta la sua rabbia verso il compagno e verso il modo morboso in cui i suoi genitori vogliono ancora tenerlo legato.

Lui sostiene di non voler chiudere la storia ma che, se posto davanti ad un aut aut per la convivenza, non volendo impegnarsi perchè "non se la sente", accetta la decisione di lei.

Tre domande:

- Cosa ne pensate di lui tenendo conto che per il resto era una persona, come ho già detto, che tutte invidiavamo?

- Ha fatto bene lei a lasciarlo? O, come sostiene lui, la pressione è stata eccessiva?

- Lei dice che si sente quasi accusata di voler approfittare dei soldi di lui tramite una convivenza ma si chiede: nella difficoltà chi si ama (e può farlo) non si aiuta?

24 commenti:

  1. Credo che la felicità nn possa determinarsi sulla base di alcune "condizioni". La tua amica "era", a quanto pare, felice...perché rovinare il suo piccolo mondo fatato imponendo al compagno una condizione?
    I suoi "difetti" nn c'azzeccano nulla ed il suo voler restare in casa dei genitori potrebbe essere un punto a suo sfavore se lei lo avesse conosciuto diverso. Una forzatura è quello che è, una forzatura...talvolta per amore si cambia ma alla lunga quello che eravamo, la nostra vera essenza, viene fuori prepotentemente ed iniziano i guai per la coppia. 
    Vado alle domande:
    - Di lui nn penso nulla, è uno che, come tanti, apprezza ancora il nido caldo della cara mammina. Irresponsabile da questo punto di vista ma sembra uno molto responsabile per tutto il resto.
    - Ha sbagliato la tua amica a pretenderlo diverso...era felice ma ha preteso troppo dal compagno [una sicurezza che a quanto pare già lui gli dava].
    Una cosa è stare bene insieme, un'altra tutta diversa è convivere giornalmente i momenti belli e quelli brutti, i figli da tirare avanti, parole pesanti che magari scappano di bocca, imporre in una casa le condizioni di due "genitori" al posto di uno solo. Ci vuole un attimo a rompere un feeling che avresti giurato nn sarebbe stato mai compromesso.
    - Sul terzo punto nn so che dire, dipende da come si offriva lui di aiutarla...s'era un atto di generosità che nn ha fatto mai pesare la tua amica si fa un sacco di problemi che nn sembrano avere un riscontro. Se invece lui, anche indirettamente, glielo ha fatto pesare qualche volta doveva rifiutare qualsiasi tipo di aiuto economico, tanto per essere certa di nn essere in "debito" nel rapporto.

    Verissimo, in amore ci si aiuta...ma nn è "aiutare" anche il comprendere le posizioni dell'altro e venirsi incontro?
    L'amore è un cammino a due su una strada strettissima, un pò bisogna prendersi lo spazio giusto, un pò lasciarlo all'altro....e mai cercare di plasmare e forzare chi ci sta accanto.

    Buona fine settimana Pit :)

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  2. Beer: forse perchè, anche se per te è un concetto astruso, ne è innamorato?

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  3. Carissima Pitunpi, un uomo di trentacinque anni, a meno che non sia completamente un babbeo, sa che il matrimonio non ha nulla a che fare con l'amore.

    Anche perché sa benissimo che l'amore finisce, mentre il matrimonio continua. E si regola di conseguenza.

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  4. Cosa ne pensate di lui tenendo conto che per il resto era una persona, come ho già detto, che tutte invidiavamo?

    E' il classico uomo che non è mai cresciuto, succube dei genitori egoisti, che non vogliono lasciare andare

    - Ha fatto bene lei a lasciarlo? O, come sostiene lui, la pressione è stata eccessiva?

    Anzi, lei ha aspettato pure troppo, secondo me

    - Lei dice che si sente quasi accusata di voler approfittare dei soldi di lui tramite una convivenza ma si chiede: nella difficoltà chi si ama (e può farlo) non si aiuta?


    Nella difficoltà se si ama qualcuno, di deve aiutare...

    Ciao Pittina

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  5. E' il classico uomo che non è ancora cresciuto e, temo, non crescerà mai. Dare la colpa ai genitori non è giusto. Mio figlio avrebbe quell' età lì e mi metto nei panni di quei genitori che giustamente lo hanno invitato alla riflessione. Quesro però non gli avrebbe impedito di decidere per la convivenza se ne fosse stato convinto. A lui, secondo me, il rapporto andava bene da eterno fidanzato, senza particolari impegni e responsabilità "mi va, sto qui. Non mi va più vado a casa". La tua amica ha fatto bene: la situazione creatasi le ha aperto gli occhi. Secondo me non è una questione di soldi, per lo meno non è stata determinante, ma di responsabilità sfuggita. Lui potrebbe sempre ricredersi e tornare, ma non ne sono sicura.
    Mi rendo conto che il mondo attuale è difficile, più nessuno vuole rinunciare a niente. Ciao, cara Pit.

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  6. Non comprendo perchè l' editor non mi funziona più: un pò mi viene il grassetto, un pò no.

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  7. Son tutti buoni a fare il principe azzurro andando a cena e bivaccando fino alla mezzanotte, ma scansando tipo sciatore col paletto i problemi economici, familiari, la gestione di una casa, la gestione dei ragazzi.
    Insomma, questo non ha i coglioni e perciò l'amica tua ha fatto tanto bene a liberarsene.
    Ma forse dico così perché io disprezzo profondamente chiunque senza validi motivi sia rimasto a vivere coi suoi più a lungo di quanto abbia fatto io, e cioè fino ad anni 22.

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  8. mmm...interessante, quanto difficile questa situazione!!!
    - cosa penso di lui??? sicuramente è un uomo insicuro, che cerca l'approvazione dei genitori e che per 4 anni ha cercato di accontentare tutti (sia i suoi, sia la Lei in questione)...ma ahimè non esiste la staticità dei rapporti...e volendo sempre di più la Lei ha iniziato a spingere (naturalmente quel volere di più, non è riferito ai soldi, ma al rapporto stesso)
    - ha fatto bene Lei a lasciarlo?? non saprei...
    - come dice Lui la pressione era troppa??? nel mondo degli adulti no....per lui ancora con l'animo adolescenziale sicuramente si!!!!
    - la questione soldi...è spinosa sempre,a d ogni livello di parentela e/o rapporto....e basta dire una parola in più e ritrovarsi nel torto a detta di chi ci osserva!!!!!

    Ciao Pit..

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  9. E' il classico tipo che conviverà con i genitori finchè saranno invita.

    Ha fatto bene a lasciarlo.

    La pressione non è stata eccessiva: la situazione era ben delineata e non c'erano incognite che potessero ritardare la decisione.

    Sul banco degli accusati può sedere solo "il tizio", insicuro se non addirittura codardo e vigliacco. Si decide una convivenza su basi sentimentali e non economiche. Se la convivenza si concretizza, allora è necessario che tutto sia in comune, aussi l'argent!

    Un affettuosissimo saluto.

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  10. Credo che lui non la ami, ma bisognerebbe anche un attimo sapere come è fatta lei, e cosa ha dato a lui, fino a oggi, a parte i metri quadri sempre a disposizione.

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  11. Secondo a me a fatto bene a lasciarlo. Se non si sente pronto ad impegnarsi con lei non la ama abbastanza.
    Ciao :-).

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  12. Mah..a me fa un po' pena lui, in realtà: a quell'età, se ancora non sei stato capace di avere il coraggio di tagliare il cordone ombelicale, pur in presenza di condizioni materiali e sentimentali favorevolissime, è un gran brutto segno. Mi dispiace per la tua amica, che oltre a rimetterci in energie e sentimenti spesi invano, viene anche, classicamente, fatta passare per "carnefice". Un po' come il ghigliottinato accusato di aver sporcato col suo sangue la lama. 

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  13. Uno di trentacinque anni che vive con mamma e papà e non si schioda è desiderabile, se benestante, per il motivo che ogni ragazza pensa di poterlo schiodare.

    Non bisogna dimenticare che un uomo di successo è colui che guadagna più di quanto la moglie riesca a spendere; ma che una donna di successo è quella che riesce a sposarlo.

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  14. Hahahaha, il Beer è sempre godibilmente cinico e un po' retrò.
    Ha ragione: è lo stesso motivo per cui alcune s'innamorano di gay sperando di "convertirli" e altre mantengono degli sfruttatori che si fingono artisti, altre ancora impongono figli illudendosi che lui si commuoverà davanti al piccino e diventerà un ottimo padre, e alcune accettano di fare le amanti segrete e scoprono magari di far parte di un piccolo e occultato harem... e così via nell'ampio e variegato catalogo del masochismo femminile.
    Paola

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  15. avevo scritto un commento, ma non compare... l'hai cancellato tu o splinder?

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  16. Eh???? Quanti???? Ma è più scemo lui o lei? Ma la tua amica ci fa o ci è? Va bene i mammoni di trentanni appena compiuti ma questo è ben oltre. Di alla tua cara amica che scappi intanto che può che tanto sto tipo non trova nessun' altra disposta a fargli fare i suoi porci comodi per 4 anni... tranne la mamma. E infatti è con lei che convive.
    ALICE

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  17. Scusa Pity, non ce l'ho fatta a leggerlo fino alla fine... Sono stanca di questi uomini mollicci e senza coraggio. Più cresco e più mi rendo conto che sono tutti pieni di buoni propoisiti e poi all'atto pratico si tirano indietro. Non hanno le forze, hanno paura... EVVIVA IL SESSO DEBOLE CHE E' FORTISSIMO... cioè NOI DONNE! 
    Si, mi sto convincendo di questo... basta guardarsi attorno ed osservare le storie di coppia, familiari o anche di lavoro e ti accorgi che noi ce la facciamo. ANsimanti, scorate, affaticate, ma tentiamo di farcela fino all'ultimo respiro, loro non iniziano neanche!
    Per quanto riguarda la prima parte, io, quasi alle soglie dei cinquanta anni, ho capito una cosa. Fare affidamento solo su se stessi e vivere l'amore al momento e per come viene offerto. Stop! Senza ricamarci tanto sopra, tanto.... è tutto fiato (pensiero) sprecato...
    Ti abbraccio

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  18. Ho letto gli altri commenti e mi sento un pò Ken Watanabe in L'ultimo Samurai ;)
    E allora diciamocelo pure:

    "Tu pensi che un uomo possa cambiare il suo destino?"
    "Penso che un uomo fa cio che può, finche il suo destino non si rivela."


    Quanto al tuo "Ah si?"
    Per le stesse ragioni di cui sopra, sì.

    Baci Pit, buona serata :)

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  19. MISSI: Mi rifaccio all'Ah sì?: se è vero quello che la tua  poesia vuole trasmettere, un amore totale, vero, primordiale, puro, allora non bisognerebbe accontentarsi di nient'altro, ma cercare la persona che ti ami nel modo descritto dalla poesia che citi.
    Non ci sono impedimenti in una relazione, ma mancanza di amore verso l'altro ed egoismi mostruosi.

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  20. Lui è il classico figlio cresciuto nell'ovatta, così legato alla famiglia di origine che non riesce proprio a scollarsene.
    Quattro anni di relazione e la convivenza è troppa pressione? A 35 anni? Con i soldi per vivere una vita autonoma? Ma neanche per idea! Questo qui avrà avuto tutte le migliori intenzioni del pianeta, ma non è autonomo, non è indipendente. Alla fine, se si decide di restare, si è sempre la seconda scelta rispetto alla famiglia di origine (che mi pare di capire ha così tanto potere dal fargli fare marcia indietro a conti fatti).
    Non nego che possa essere una buona persona o innamorato. Ma l'amore vuole anche il coraggio, l'indipendenza, l'autonomia. L'amore vuole equilibrio. Chi non ce l'ha è destinato a rimanere indietro.

    Come sai anche io ho avuto simili dubbi in passato. Ma riuscivo chiaramente a vedere la luce in fondo al tunnel perché chi mi sta accanto è sì legato alla sua famiglia, ma non così tanto dall'essere cieco e non capire che io sono il suo futuro.

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  21. Ah, e per concludere, trattasi di tipico ominide-senza-palle.
    E' semplicemente pauroso e codardo, e non ci si può far niente.
    Io con questa realtà mi sono scontrata spesso e l'unica cosa da fare è tentare una fuga sperando che rinsavisca (nel migliore dei casi) o sperando che non torni mai più.

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  22. Non capisco perché le donne utilizzino sempre la locuzione "senza palle" in luogo dell'aggettivo "intelligente".

    Deve esserci qualche meccanismo di confusione con le cose che non hanno.

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