domenica 27 settembre 2009

Pensa....

E pensare che qua fuori c'era un mondo.

E pensare che credevo di valere poco ed invece tutti i giorni ho la conferma del contrario.

E pensare che avevo tanti progetti che pensavo irrealizzabili.

E pensar che sono una continua fucina di progetti e che, pian piano, li sto portando a termine tutti.

E pensare che avevo disimparato tutto il bello della vita.

E pensare che dei brutti e schifosissimi nazi faranno il loro show .

E pensare che i nazi hanno famiglia, mangiano, ridono, sono persone. Dormono anche.

E pensare che pur avendo delle madri  sono nati come chiunque.




 

lunedì 21 settembre 2009

Baciamo le mani


Non è vero che la crisi è finita.


Dice: buongiorno! Ma và?

Ok. Siete più svegli di quanto pensassi.

Secondo: non è vero che la crisi ci ha danneggiati. Non tutti.

Ha danneggiato la gente onesta, i lavoratori, la classe media che sta diventando la classe povera. Questi ha rovinato.

La crisi non è altro che il risultato di tutte le dilazioni che ci eravamo accollati con nonchalance pagando in comode rate a partire dal quinto anno dopo l'acquisto. C'è piaciuto, ce l'hanno inculcato, c'è sembrato potessimo avere tutto e l'abbiamo presa in quel posto.

Ben ci sta a tutti.
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Adesso, specie in Italia, la stragrande maggioranza dei datori di lavoro che ancora riesce a stare a galla tiene i lavoratori rimasti per le palle ed ormai tra tutti serpeggia il seguente schifoso concetto:

"C'è la crisi: il datore di lavoro ha il coltello dalla parte del manico. Qualsiasi cosa mi cheida, anche se non lecita, anche se mi porta a fare una vita disumana, devo obbedire. Perchè mi ha fatto capire che là fuori, se vado via io, ci sono altri cinquanta che premono per entrare alle stesse condizioni".

Tutti i diritti, le lotte dei nostri nonni e genitori, azzerati.

Complimenti agli italiani.

Ah: Malgioglio, come va la relazione tra tua madre ed il cammello? E' soddisfatta finalmente?

mercoledì 16 settembre 2009

La serata perfetta

Io: tiratissima. Roba che se mi sfiori parte una freccia per l'etere.

Tu: occhio lucido. Solo per me.
Mi guardi rapito, mi sento bellissima.

Hai prenotato in quel ristorantino tipico che tanto mi piace. Così romantico...
Il tavolo d'angolo, sai che non amo stare al centro della sala.

Non è appartatissimo, ma va bene. Facciamo un brinidisi occhi negli occhi.

AAAAAAAAAAAAARGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!

Non è PER NIENTE APPARTATO 'sto tavolo! Di fianco a noi.... orrore!
Una coppia punta al tavolo vicino al nostro. No, no, no frena! C'è quell'altro, più strategico. Cameriere, li convogli da quella parte, DA TUTT'ALTRA PARTE.

No, disdetta. Li sta facendo accomodare vicino a noi.
Cerco disperatamente di catturare la tua attenzione parlando e parlando ma... tu non ci sei più.

Stai guardando con la coda degli occhi la stratosferica strafiga che si è seduta accanto ed io non posso che darti tutta la mia comprensione ed essere consapevole del fatto che ormai non mi sentirò più così' speciale.




Certo, certo, ami me. Ma quella dovrebbe portare un porto...bello! Come il porto d'armi, un pass per cotanta bellezza. Li morteplici!

Quelle così dovrebbero stare a 'cà loro! 
E va bè. I ravioli di zucca sono una cannonata.



 

lunedì 14 settembre 2009

Riflessioni libere

CICICI COCOCO CURUCURUCURUCURUCU QUAQUA!


Sabato sera ero al Festival della letteratura di Mantova e sono andata a sentire le puttanate che sparava Pulsatilla. E' stata all' altezza del personaggio: ironica, spregiudicata, sottilmente volgare.


Scrive ciò che vogliamo leggere per svagarci, non vincerà mai lo Strega ( e anche quando), ma il suo mestiere di scrittrice di boiate lo fa egregiamente.


venerdì 11 settembre 2009

Le sottili, pesanti catene

Ci sono catene invisibili che ti legano a qualcuno o a qualcosa senza che neanche tu comprenda come sia possibile. Spesso passiamo anni intrappolati in una ragnatela immaginaria che – se davvero lo volessimo - basterebbe un niente a squarciarla. Come quando facendo le pulizie domestiche, senza troppi complimenti, sfrattiamo con un colpo di scopa l’ospite indesiderato annidatosi in un angolino del soffitto.


Restiamo in quella gabbia dalle sbarre fragili e sottili senza essere capaci di spezzarle con un movimento leggero della mano. Al contrario, ne custodiamo gelosamente l’integrità, ne ripariamo le rotture, incolliamo amorevolmente i cocci.


Poi ci lamentiamo per anni della nostra assurda situazione, ma non abbiamo il coraggio di smettere, di fare un’unica scelta drastica, quella definitiva, che sappiamo ci farebbe stare meglio. Invece è più comodo piangersi addosso, tenersi un partner fonte di ripetute delusioni, continuare a vivere nel posto che si odia, tornare tutte le mattine in quel posto di lavoro in cui l’umiliazione è all’ordine del giorno.


I soliti “tuttologi” direbbero che agiamo così perché non ci amiamo. Sì, in parte è vero. Ma a volte l’amore per sé stessi non basta. Perchè spesso dalle nostre scelte dipende la vita, la tranquillità, di altre persone, e si dovrebbe essere capaci di egoismi mostruosi per fregarsene altamente di tutto e di tutti.


Quindi sarebbero necessari l’amore totale verso la propria persona in concomitanza con l’egoismo più assoluto. E poi, cos’altro? Lo sappiamo tutti, cos’altro. È troppo brutto da dire? Diciamolo, invece: i soldi, ci vogliono i soldi.


Eh già. Perchè possiamo anche cercare di eliminare ciò che non va, ciò che proprio non ci piace, così, di punto in bianco. Ma se non sei di indole drastica, se non sei un egoista coi fiocchi, è tutto inutile.


Possiamo trasferirci, col beneplacito di amici e famigliari, in un posto esotico. Ma senza soldi non sali nemmeno sull’aereo.


La realtà dei fatti è difficile da accettare. Il più delle volte una donna non si separa dal marito violento in quanto non ha i mezzi economici per farlo. O tante altre pensa al benessere dei figli e non trova il coraggio necessario o un’alterativa possibile a cui aggrapparsi. Sa che sarebbe un bene, ma le catene sono più resistenti della razionilità.


L’uomo che vive lontano dalla sua terra lo fa per i soldi che riceverà a fine mese. E pensa ai cari che con quei soldi possono vivere una vita dignitosa.


Chi non lascia il lavoro mortifcante sta pensando alla sua famiglia, si concentra sullo stipendio.


Ecco di cosa sono fatte sbarre e catene: di altruismo forgiato col ferro e di necessità rivestita d’acciaio.

mercoledì 9 settembre 2009

Giornata contro la violenza sulle donne


Una rosa bianca, simbolo del candore del mondo femminile, che degrada verso il nero perchè avvelenata dalla violenza contro le donne: parte oggi la campagna di comunicazione "Respect women Respect the world" in occasione del G8 delle donne. La Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, a Roma il 9 e 10 settembre, è promossa dal dipartimento per le Pari Opportunità, insieme al ministero degli Affari Esteri, nell'ambito delle iniziative della Presidenza italiana del G8. A inaugurare l'evento, mercoledì 9 alle 9 alla Farnesina, sarà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Seguiranno poi gli interventi del ministro degli Esteri, Franco Frattini, del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, del Premio Nobel Rita Levi Montalcini e del vice segretario generale delle Nazioni Unite Asha Rose Migiro. Confermate anche la presenza dei ministri di Spagna, Aido Almagro, Regno Unito, Eagle, Canada, Guergis, Turchia, Aliye Kavaf, il segretario generale ad interim del Consiglio d'Europa Maud de Boer-Buquicchio, e ministri provenienti da numerosi Paesi africani. È anche prevista la partecipazione di una delegazione di donne afghane, esponenti della politica, della cultura e della società civile. Il bianco, scelto come simbolo della donne, sarà il colore della Conferenza. Per questo il ministero delle Pari Opportunità invita gli italiani a manifestare solidarietà a tutte le donne vittime di abusi e violenze, indossando il 9 e il 10 qualcosa di bianco.

lunedì 7 settembre 2009

Onlus

Sto premendo perchè nasca nella mia zona un centro anti violenza per le donne gestito dalle volontarie.



Credete sia facile? Macchè!


Le amministrazioni comunali sotto mentite spoglie di assessori alle Pari Opportunità ti sorridono ed incoraggiano, ma poi la manuzza rimane corta e tutti sappiamo che di belle speranze sono lastricati i progetti caduti nel dimenticatoio per mancanza di fondi.



Ci dovrebbe essere un centro anti violenza ogni 10.000 abitanti e qui non se ne vede mezzo nel raggio di decine di kilometri... miglaia e migliaia di persone. 


Le associazione anti violenza consolidate ormai sono uffici marketing: se non scuci non ti calcolano manco di striscio. Per cosa paghi? Per i corsi di formazione. Detti corsi dovrebbe finanziarli il Comune o la USl ma, ovviamente, non lo fanno.



Prima non avevano soldi, adesso ne hanno, dicono, anche meno. C'è 'a  crisi. (ma non era finita? almeno stando a ciò che ci dice sua eccellenza, monsignor, re, imperator, esimio, dottor Silvius).



Reperire volontari è come cercare il classico ago nel pagliaio: nessuno ha tempo. Pista, pista, che c'ho da fare!


Ieri ho braccato l'assessore (una donna) ad una manifestazione di paese sul volontariato. Mi ha guardata come fossi il suo peggiore incubo, dato che l'avveo già tampinata altre volte, sia lei sia il sindaco.



Grandi sorrisi. Però, forse per togliermi dalle scatole, mi ha fatto un nome che mi è stato utilissimo stamattina.


Voglio che la mia disoccupazione forzata sia un'opportunità per me. Di finire di nuovo dietro una scrivania in un ufficio non mi va assolutamente. A parte che... addò stanno 'sti posti?


Adesso sono un vulcano d'idee e le sto seminando intanto che c'ho tempo e voglia.


Per finire tra le grinfie di un altro stronzo nazista faccio sempre in tempo.


Ah. Si chiamerà "Il Rifugio delle Donne".


giovedì 3 settembre 2009

Lo strillone


 





ULTIME NOTIZIE SUL FRONTE MALGIOGLIESE



Allora.



L'ex collega trombata  dopo il rientro dalla maternità.



 





Malgioglio: No no, non ti preoccupare, non è il caso che rientri dato che ormai l'aria è cambiata e ci sarebbe dell'imbarazzo (certamente: le hanno chiesto di dimettersi - leggi post "Dice l'Imam..." del 26 agosto). Siamo in parola, non è necessario alcun accordo scritto.



Ben ben. Lei, ancora fiduciosa, ma io la capisco perchè le brave persone non immaginano neanche che gli altri possano essere così perfidi, la settimana scorsa non si presenta al lavoro, come da accordo verbale,  e contatta il consulente della categoria di appartenenza.



Dopo pochi giorni, tac, raccomandata nella quale le chiedono spiegazioni per il mancato rientro e la minacciano di licenziamento in tronco.



Lascio commentare voi. Questo avviene in pieno nord evoluto. Così dicono, almeno.



Cito qui di seguito un commento azzecatissimo sul mio post "Vid Omar....", di una mia carissima lettrice:



Sia questo che il post successivo parlano di nazisti. Quasi tutti sono convinti che il nazismo sia limitato al periodo storico della Germania di Hitler, invece sono pienamente convinta che il nazismo esista sotto varie forme, la prima delle quali, la più evidente, è quella aziendale. I direttori del personale e gli AD sono SS, spietati e privi di sentimenti umani, sono scelti proprio per la loro inumanità e il perfetto lavoro brutale che svolgono "per dovere" (esattamente come dicevano i nazi). Ci sono poi i nazisti delle relazioni umane, che si comportano in modo orrendo con le donne, complice il maschilismo della società italiana, che giustifica dalla maleducazione alla palese crudeltà verso il sesso femminile e quello omo, basti leggere la cronaca di questi giorni. Insomma, ti quoto in pieno!



Malgioglio e La Mutanda si sono laureati a Birkenau, secondo me.



martedì 1 settembre 2009

STALKING




I NUMERI

1522
il telefono antiviolenza del ministero per le Pari Opportunità

2 milioni e 77 mila
Donne che hanno subito stalking al momento della separazione

200
Gli arresti per reato di stalking nei primi due mesi di entrata in vigore

4 anni
Di reclusione, la pena massima di condanna



PUNTI DI FORZA


La definizione del reato

Le aggravanti connesse

La possibilità di ammonimento da parte del Questore

Il divieto di avvicinamento

La possibilità di intercettazioni

Incidente probatorio ed esame protetto


PUNTI DI DEBOLEZZA


- È prevista un’aggravante nei confronti degli ex (in caso di separazione legale o divorzio) e non verso il coniuge che molesta.

- Mancato riconoscimento di uno status giuridico specifico ai Centri Antiviolenza: di fatto essi sono una rete ‘privata’ di associazioni e non godono di sostegni economici diretti.

- Mancato richiamo all’articolo 4 della Legge 1423/56 “Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza…” e relative conseguenze sanzionatorie per chi trasgredisce.

- Utilizzo di un linguaggio al maschile, anziché inclusivo del femminile, essendo le donne maggiormente colpite da questo reato.


COSA RESTA DA FARE


- Affiancare alla legge la predisposizione di una banca dati idonea (per monitorare quelle situazioni critiche che dopo segnalazioni e denunce spesso possono sfociare in femminicidi, su discriminazioni e violenza di genere).

- Accogliere emendamenti specifici per lo stalker omicida che nella maggior parte dei casi, stando ai dati statistici, sarà un femminicida (l’aver commesso atti persecutori risulta una mera aggravante).

- Estendere la pena quando il fatto sia commesso per finalità di discriminazione etnica, razziale, religiosa o motivato dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere come ad esempio nell’emendamento 1.31 del 30/10/2008 Ferranti, Tenaglia ed altri.

- Attivare percorsi di supporto psicoterapeutico o di riabilitazione sia per chi è ammonito sia per il condannato, partendo dalla osservazione che nei paesi in cui è stato fatto la recidiva diminuisce solo nei casi in cui il reo aderisca volontariamente e non ci siano benefici penitenziari.

- Incoraggiare la partecipazione attiva degli uomini a contrastare la violenza sulle donne (così come raccomandato dal Consiglio d’Europa).

- Diffondere le informazioni alle vittime sugli strumenti a disposizione per uscire dalla discriminazione/persecuzione/violenza.

- Formare gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, gli inquirenti e la magistratura.

- Erogare finanziamenti stabili ai Centri Antiviolenza.

- Aumentare le case segrete.

- Promuovere l’inserimento lavorativo.

- Semplificare e velocizzare gli interventi.