martedì 28 aprile 2009

SOGNO O UTOPIA?

Secondo alcuni, uno dei sogni delle donne è affermarsi sul lavoro.  L’ argomento più diffuso sulle riviste femminili, dopo il sesso, è senz’altro la carriera.


Ci raccontano che il cruccio della stragrande maggioranza delle donne è la parità di trattamento e stipendio tra uomini e donne manager .




 


E molti sembrano ignorare, perché ormai siamo tutti nel tritacarne assurdo della nostra esistenza, che la maggior parte di noi donne svolge un lavoro comune, che so, operaia, impiegata, commessa, senza possibilità di carriera, percepisce uno stipendio nemmeno sufficiente ad arrivare a fine mese, fa salti mortali per conciliare il tutto con la famiglia, rinunciando automaticamente al tempo da dedicare a sé e mandando giù parecchi bocconi amari.


 


Se ancora non si è capito, molte di noi non sono per niente interessate alle vicende delle dirigenti con le palle che devono ottenere gli stessi diritti degli uomini (l’argomento va affrontato, ma NON come se fosse il problema cruciale di ogni donna) e neanche, se proprio lo volete sapere, a svolgere lavori che quando sono noiosi ci si dice “poteva andare peggio”, malpagati e malripagati.


A quelli che tanto blaterano di parità dei sessi negli uffici che contano, dico open your mind e che si guardino realmente intorno perché, specie una donna che ha famiglia, se fosse messa in condizioni di poter scegliere, starebbe volentieri di più a casa a curarsi i figli ed a dedicarsi a se stessa.


C’è un esercito di donne che lavora perché DEVE non perché VUOLE.


Spesso il mestiere che svolgiamo è un ripiego,  non il frutto di studi o di inclinazioni personali, le soddisfazioni sono poche e si lavora per tirare avanti (a fatica) la carretta. Punto.


 




Di questo dobbiamo parlare, secondo me, di una società più giusta che permetta alle donne di effettuare una scelta consapevole che non le costringa a fare una vita impossibile per poter accudire i figli, tenere la casa ma, SOPRATTUTTO, essere super puntuale ed efficientissima sul lavoro.


I figli hanno bisogno di essere ascoltati, seguiti,  altro che quality time!  Noi invece riusciamo solo a dar loro da mangiare e da vestire. E tutti a dire che sono fortunati.


 


Ma mi voglio rovinare, come dicono i venditori ambulanti: per tutti quelli che, come pecore in un gregge, pensano che le donne abbiano ottenuto chissà cosa con la legge che tutela la maternità io vi dico: SVEGLIAAAAA!


Vi pare una tutela il fatto che si debba lasciare  un figlio di TRE MESI al nido, alla baby sitter, alla nonna?? E che se prendo l’aspettativa in busta trovo solo un’elemosina o niente del tutto…


Ma siamo impazziti? Cioè io faccio un figlio e, per potermelo permettere, devo lavorare tutto il giorno delegando ad altri la sua crescita ed educazione. Alla sera, stanca morta, tra la spesa, la cena, rassettare e lavarmi, il figlio sono costretta a piazzarlo davanti alla tv.


E poi ci lamentiamo della società di oggi, dei giovani, della maleducazione e qui mi fermo perché non voglio calcare troppo la mano.




 


Invece di considerarci delle miracolate, guardiamo in faccia la realtà: ci hanno dato il contentino e non l’opportunità di scegliere, a meno che non si abbia una condizione economica florida.


Non dico che ci debbano “campare”, ma se invece di costruire i nidi che comunque non bastano mai ed ai quali, assieme alle baby sitter, va più della metà dei nostri stipendi, quei soldi fossero investiti per far delle leggi che consentano a chi ne fa richiesta un part-time, un lavoro condiviso, un telelavoro, (infatti moltissimi mestieri si potrebbero tranquillamente svolgere nella propria abitazione) ed utilizzati per  adeguare gli stipendi, non sarebbe un mondo migliore?


I part-time sono merce rara e comunque non tutti possiamo permetterci di guadagnare solo metà dello stipendio.


 


E allora, se davvero volessimo realizzare un sogno ambito da molte donne, dovremmo investire e poi investire ancora per forgiare una mentalità completamente diversa e creare le condizioni sociali ed economiche per poter fare delle scelte che, mai come oggi, devono essere sensate.


La famiglia è la base della società, ma è necessario dare una base alla famiglia.


 




Se al nido ci andassero solo i figli delle manager, si potrebbero contare sulle dita di una mano….


 



 


 


 


http://www.vitadidonna.it/gravidanza_00000b.html


 


 


http://www.cartaservizi.info/notizia.php?id_new=158&id_tar=&id_tpn=&pagina=1


 


 


http://www.matrimonio.it/forum/viewtopic.php?t=3700&start=110&sid=c6e70cd66c5664b883a4bb458f0e7d4b


 

15 commenti:

  1. Ottime considerazioni direi.

    Grande Pit

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  2. Sto cercando aiuto pure io... Roma sta riannegando di nuovo e non dico altro!

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  3. Nn c'è altro da aggiungere.
    Il rispetto è una parola desueta. Oggi viene sostituita con "parità".
    Forse la vera parità è semplicemente il rispetto delle inclinazioni e dei bisogni.


    Buona giornata Pit :)

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  4. utente anonimo28 aprile 2009 03:02

    ciao, sono Elle di www.vegolosa.blogspot.com
    Se vuoi, puoi spedire a me ( Luisa Sorrentino via Benedetto Croce 19 84010 san Valentino Torio (SA) ) visto che io e mio marito torneremo u dal 30 aprile sera al 3 maggio e, probabilmente, anche il 9 maggio.
    Altrimenti, potresti venire tu su, se vuoi..
    Il problema è che al Campo la posta non arriva, e poichè la Protezione Civile, come hai potuto leggere, non è presente a Spogna, diventa complesso mandare aiuti.
    Ovviamente, com'è stato fatto epr le altre person che hanno aiutato, anche la consegna delle cose che eventualmente sceglierai di amndare sarà documentata, al fine di evitare situazioni spiacevoli o imbarazzanti.
    Grazie mille,
    Luisa.

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  5. :-O Ma la vostra + grande ambizione non era entrare nell'esercito e ammazzare anche voi?? :P

    ;-))

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  6. un bacione, ti leggo con piacere....

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  7. Macchèè manager o casalinga! Anticaglia!

    Velina e poi in Parlamento

    Ci pensa "papi"! Tsè!

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  8. Un uomo di successo è colui che riesce a guadagnare più di quanto sua moglie riesca a spendere.

    Una donna di successo è quella che riesce a sposare un uomo di successo.

    Max Beerbohm

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  9. ... E se per esempio ci si impegnasse uomini e donne a far approvare una legge che obbliga lo Stato a dare lo stipendio al mestiere: Lavoro casalingo, sai quanti uomini sarebbero disposti a rimanere a casa, questa sarebbe la vera rivoluzione, mi dirai: non faranno mai una legge del genere, io dico tentar non nuoce, siamo migliaia di blogger, nel gruppo del quale anche tu fai parte sono oltre duemila blog di donne, credi che parlando di questo argomento nei nostri blog per giorni e settimane potremmo anche cercare di scalfire questo luogo comune che i lavori di casa vengano fatti dalle donne e basta... O no?
    Fammi sapere cosa ne pensi
    Nino

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  10. sono in tutto d'accordo con te.
    Io sono casalinga perché l'ho scelto e ho potuto sceglierlo perché mio marito ha un buono stipendio.
    La carriera non mi è mai interessata.
    A molte donne bisognerebbe dare il diritto di scegliere di poter crescere i propri figli invece di affidarli quasi per intero a scuole e babysitter e nonni

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  11. Ciao Pitunpi
    è sempre un piacere leggere i tuoi post. il tuo buon senso sull'argomento ovvero dire la realtà non mi fa altro che concordare in tutto con te.

    un saluto

    Xunder

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