martedì 10 marzo 2009

Non son degna di te













     



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 



 


 


 


 


 


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 








La vita di una separata o divorziata non è facile.


Il matrimonio, lo sappiamo, non è la meta di una vita a due, ma l’inizio e, durante questo cammino, può succedere che, ad un certo punto, si prendano strade diverse e si apra un nuovo capitolo della propria esistenza fatto di tanti problemi nuovi, piccoli, medi, grandi ed enormi, che sembrano non aver aspettato altro che la parola fine del matrimonio stesso per manifestarsi. 


Ti separi perché pensi che così non ce la fai più, perché sei stufa delle litigate o dell’indifferenza o della noia, oppure ti sei innamorata di un altro. Dopo tanto valutare, ponderare, soppesare, prendi questa grossa, sofferta decisione. A volte la subisci per gli stessi, identici motivi appena elencati.


In ogni caso e per forza di cose, le rogne di tutti i giorni che avevi col coniuge, finiscono: non si vive più insieme, lo si vede poco, nessuno ti aspetta a casa imbufalito perché deve riprendere il discorso della sera prima.
Ma è una pia illusione che dura pochi giorni, se si è fortunati, poche settimane.
 


Arriva il nuovo plotone di rogne, armato fino ai denti:





  • con i figli, se ci sono, perché non mandano giù la separazione e ti trasformano la vita in un percorso ad ostacoli dei marines.



  • economici, perché sia tu che lui avete ognuno  la propria casa con relative bollette ed il tuo stipendio, che pure prima non ti sembrava favoloso, adesso addirittura ti pianta in asso a metà mese.



  • famigliari, perché i tuoi ti rinfacciano la decisione presa e, se non l’hai presa tu, siccome di qualcosa ti devono accusare, ti biasimano comunque di essere rimasta sola.



  • pratici, perchè non puoi più chiedere all’ex  marito di passare a prendere la prole a scuola se non ce la fai giacchè la risposta soddisfatta e sistematica è “sono tutti  …zi tuoi”.



  • relazionali, dato che gli amici che avevi in comune con l’ex sono sposati e quindi  tocca iscriverti a tutta una serie di corsi, dei quali non te ne frega un fico secco, pur di rimediare due o tre conoscenze con le quali uscire.



  • con l’altro sesso, perché non è più come quando single lo eri per davvero, adesso  non si batte chiodo e quei pochi che te se filano sono dei relitti umani che riversano su di te le loro menate psicologiche (come se non bastassero quelle che già ti fai tu), altri sono sani di mente ma inguardabili dal punto di vista estetico, oppure messi benino ma con un solo chiodo fisso nella testa, per cui zero progettualità oltre le 12 ore.






In tutto questo marasma, al colmo della disperazione, ci mettiamo a scavare dentro di noi per cercare conforto e qualche dritta per sopravvivere. Trovato il filone religioso, lo si segue e ci affidiamo a Dio, pur non essendo mai state assidue praticanti.


Bisogna dire che, anche se il tono di quello che sto scrivendo è leggero per sdrammatizzare, in realtà, chi vive queste situazioni, sa bene che c’è poco da ridere, almeno per un bel po’ di tempo.


Insomma, bussi alla porta del Signore, che sai essere buono e misericordioso con tutti, anche con gli assassini, e… ti apre il prete della tua parrocchia che ti fa tutto un bel discorso, ma ti dice anche chiaro e tondo che, okay , in chiesa ci puoi andare, ma niente comunione, né altri sacramenti. Insomma, ti invita a cena, ma non puoi mangiare. Pregiudizi a go go. Dal punto di vista cristiano, ti trovi emarginata. 

Ma, Padre, perché? Perché sei separata.

Ma, Padre, lo ha voluto mio marito. Non importa di chi è la colpa.


Ma, Padre, ho un altro uomo che mi vuol bene. Peggio che andar di notte. 


Tutto questo vale anche per gli uomini. In materia di separazioni e divorzio, i conflitti che ne scaturiscono e l’atteggiamento della Chiesa sono identici per entrambi i sessi. Quando c’è della parità tra uomini e donne è quasi sempre in negativo. 


Una volta, però, un prete, un bravo prete  secondo me, ha detto: Se si pensa di non far niente di male, se ci si  confessa, ti liberi dei peccati e ti senti leggero,  la comunione si può fare… non si ha mica la lettera scarlatta appuntata sul petto, no?


http://www.ratzinger.it/modules.php?name=News&file=article&sid=73

http://www.famigliainsieme.it/NG&F4B.htm

 


 


 


 


15 commenti:

  1. Forse se iniziassimo una vita di coppia con poche aspettative, tutto andrebbe meglio.

    Sugli articoli linkati, ci sarebbe da discutere all'infinito;-))

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  2. Mi hai colpito ed affondato oggi....unica consolazione mia, non avere figli...ma il resto è tutto crudelmente vero!!!

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  3. Molta gente non ha ancora capito che l'unico lato positivo del matrimonio è la vedovanza.

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  4. ahah mi è piaciuto il commento # 4 che la dice lunga!

    Ciao superpit

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  5. Berr....dici??? ho inutilmete sprecato danaro...haimè dovevo incrociarti prima!!!!hihihihihihi

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  6. @ iNessuno
    Completamente in disaccordo con la tua frase. Ma forse la interpreto male. La vita di coppia non deve iniziare nè con poche nè con tante aspettative. Deve nascere perchè si forma una coppia. Diciamo pure deve nascere per un fottuto miracolo.

    Preti eccezionali, che sanno come consigliarti in caso di rottura della coppia, e non ti giudicano affatto, ce ne sono. Poi ci sono anche i dementi, purtroppo.

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  7. Sei sempre dura e cruda [un bene] ma ti dirò che nonostante la leggerezza del post e qualche punto di sarcasmo nelle tue parole si riconosce quell'alto sentimento di cui molti oggi sono del tutto privi.
    La comprensione.
    Bellissimo post, vero, sentito, pietoso...complimenti Pitunpi :)
    Nel dettaglio finale, è vero...persone che comprendono e nn si avvalgono dell'inutile mezzo del giudizio ci sono e sapere di loro ogni tanto ricongiunge con la fede, che nn è quasi mai fatta di "persone".
    Stasera con calma sfoglio i link.


    [rispondo al commento ch'è perfettamente in sintonia col tuo post. No, nn ci si riempie perché si è vuoti...ci si riempie perché la società giudica altri pieni e c'illude siano una conquista...per me, ancora, sedermi a tavola è una gioia :)]

    Buon pomeriggio :)

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  8. Il divorzio è sempre una brutta cosa..specialmente se ci sono di mezzo i figli...
    Ciao.

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  9. Anch'io sono una buona forchetta :-)
    Grazie, Missi.

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  10. Personalmente penso che bisognerebbe innanzitutto parlare, aprirsi, liberare le incomprensioni e buttare giù il muro del silenzio che ci divide...non é facile...spesso arriviamo ad un punto che non riusciamo a risollevare la situazione...bisogna ricordarsi di stabilire un contatto ogni tanto, un bacio, una carezza, un sorriso, una bella e sana risata a letto...serve e servono anche i figli, senza dubbio...allietano i giorni grigi ed inevitabili che ci sono in ogni matrimonio.

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  11. Mia moglie che ha divorziato con il precedente marito ha incontrato molte difficoltà, solo una parte di quelle da te elencate, ma le sono bastate: con una figlia piccola ha avuto grosse difficoltà economiche e mi ha raccontato che d'inverno, spesso, dormivano abbracciate perchè non poteva spendere a sufficienza per il riscaldamento della sua casa.
    Ciao.

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  12. Ho apprezzato la tua lucida analisi. Come sempre sei molto brava e diretta nelle tue osservazioni.
    Circa la Comunione è nel giusto il secondo sacerdote che citi, perchè la Chiesa rifiuta questo sacramento solo a chi convive more uxorio o si risposa civilmente. Soprattutto c' è grande comprensione per chi la separazione l' ha subita.
    Un caro saluto. Paola

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