mercoledì 21 gennaio 2009

PARERE

Sarò breve e lapidaria.


adolescentiMi trovo coinvolta personalmente in una diatriba che riguarda un adolescente e suo padre.


L'adolescente è bravo a scuola, non dà problemi fuori casa, ma è insolente ed insofferente con i genitori.


Il padre crede che mazza e panelle facciano i figli belli ed è arrivato più volte a mettergli pesantemente le mani addosso, con rottura di occhiali incorporata. Non crede nel dialogo e sostiene che il padre vada rispettato qualunque cosa dica o faccia.


Il figlio, dopo l'ennesima scenata con urla e botte, non vuole più parlargli. Appare traumatizzato.


Il padre è incazzato nero e ritiene di ave ragione. Anzi, pretende sia il figlio a fare il primo passo.


Che ne pensate? 

11 commenti:

  1. La violenza non ha mai risolto nulla...

    Io non picchio i miei, ci provo a ragionare.

    Buona giornata Pit

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  2. Dove non c'è dialogo, la forza sostituisce le parole e uccide l'amore

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  3. Credo anch'io che con le botte non otterrà niente. Sarebbe necessario che uno dei due facesse il primo passo. In genere è la persona più matura... Rischiano di rovinarsi la vita entrambi.

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  4. Io penso che non bisogna alzare le mani sui figli..è sbagliato risolvere i problemi con la violenza :-(

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  5. Ovviamente è anche questo il mi pensiero e mi sto battendo perchè non avvenga più.
    Altrettanto ovviamente spero siate sinceri e che non rispondiate per convenzione.
    Tanto non cambio idea :-)

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  6. Penso anche io che la violenza non porti mai a nulla, se non ad allontanare una persona, solo con il dialogo e con la forza delle parole si puo' davvero ottenre qualcosa, anche perchè se un adulto è violento anche il figlio da grande lo saà, siamo noi lo specchio per i nostri figli.
    Un bacione:))

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  7. Forse il padre non sa di avere commesso un reato.

    PS. Sono quello che aveva il blog "troppo personale". Ne ho uno nuovo: http://ilgiornalistadilettante.blogspot.com/

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  8. Perfettamente d'accordo con lo struzzo nero: la violenza non risolve mai nulla...

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  9. Insolente ed insofferente quanto? E come?
    Adolescente fino a che punto?
    Essere "bravi a scuola" e "nn dare problemi fuori casa" è molto, ma nn è tutto. Si vive in società e la primissima società è la famiglia, in questa ristretta società inizia il rispetto, il senso d'adeguamento, la lotta ma anche l'accettazione delle regole e la resistenza delle idee.
    Nn c'è età per prendersi le proprie responsabilità e s'è stato il figlio col suo atteggiamento a provocare il danno deve tornare sui propri passi. Questo, ovviamente, nn esime il padre dall'aver esagerato e trovato la peggiore delle soluzioni. La sua è stata una reazione che, per quanto sbagliata, è molto diversa da un "comportamento", insistere e far fare il primo passo al padre comporta un rischio nn indifferente: Il giovane in questione si sentirà più forte e perdurerà nel suo atteggiamento provocando altre reazioni.
    S'innescherà un ciclo vizioso alimentato dalla forza del figlio ed il senso di colpa del genitore che si sentirà sempre meno adeguato ad educare il figlio.
    Perfetto sarebbe creare un punto d'incontro...un motivo di dialogo nel quale entrambi, messi da parte i risentimenti, provino ad ascoltarsi.

    Va da sè che se il "colpevole" è il padre, deve saper chiedere scusa e cercare d'instaurare un diverso rapporto col figlio.

    Buona serata e in bocca al lupo! ;)

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  10. Grazie a tutti, ragazzi. Va da sè che la cosa mi sta molto a cuore.

    Missi: apprezzo il tuo contributo e penso che tu abbia ragione in un certo senso. Un ragazzino non dovrebbe rispondere male ad un genitore. Ma c'è genitore e genitore.
    Forse i ragazzi moderni sono maleducati, anzi, sicuramente. Ma vincono solo i genitori che sanno imporsi ed insegnare loro qualcosa senza alzare la voce. Tantomeno le mani.
    Diversamente, qualunque cosa faccia un ragazzo, sono loro, i genitori, a passare dalla parte del torto se menano troppo le mani.
    Specie se non è la prima volta. E capita che il ragazzo, e dai e dai due, non ne voglia più sapere di suo padre.

    Il quale, anzichè fargli sapere che la prossima volta lo mena più forte, potrebbe arrivare a capire che deve cambiare registro e farlo cambiare a suo figlio.

    Ancora grazie a tutti.

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  11. I conflitti genitori-figli non sono una novità. Quando però le cose trascendono da entrambe le parti è difficile ricomporre il rapporto.
    Anch' io penso che il padre dovrebbe accorgersi del suo comportamento violento e non è detto che non lo comprenda, ma forse si giustifica adducendo, come dici, il fatto che, secondo lui, debba essere il figlio a sottomettersi.
    C'è solo chi conosce bene la situazione ed è in qualche modo vicino che può cercare di aiutarli.
    Può essere che la frattura sia data dai caratteri simili, ma è molto difficile dare consigli.
    Il tempo forse potrà aiutare, ma non è detto.
    credo che il figlio non sia economicamente indipendente e quindi senza opportunità di allontanarsi. Speriamo in bene.

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