mercoledì 30 luglio 2008

Le caprette ti fanno ciao

Dunque... un popolo si riconosce da come guida.


Fateci caso e ditemi se non siamo delle capre.


Nelle terribili colonne che si formano all'ora di punta mentre tutti, quelli belli e quelli brutti, siamo imbottigliati e procediamo a passo di lumaca, guadagnando tre centimetri al minuto maledicendo in aramaico il giorno in cui siamo nati ogni volta che lo sguardo ci cade sull'orologio del cruscotto (io ho rimediato appiccicandoci un adesivo sopra), perchè siamo irrimediabilmente in ritardo, succede che i tuoi predecessori, alla luce verde del semaforo, quando finalmente si vede in lontananza la fine di una delle tappe dell'incubo, cosa fa?, frena! L'idiota, frena! Ci passa sotto circospetto, aspettandosi che il marrano gli giochi un brutto tiro e volga al rosso in un attimo, magari emettendo una risata sinistra.


E poi ci sono quelli che col giallo pieno, dove non c'è manco l'odore di un scatto fotografico traditore, si fermano ed aspettano il verde che, quando scatta, non li lascia comunque convinti. Infatti prendono tempo, innescano diverse volte la prima e partono piano piano, le pupille incollate sul nemico.


Ma che c'hanno fatto? Ormai siamo talmente abituati al brutto che quando capita una banalissima cosa positiva, come il verde al semaforo, stentiamo a crederci.


Vuoi che a me, proprio a me, capiti una simile fortuna? Dov'è la fregatura?



 

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